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Art. 14, comma 1, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

6 provvedimenti

Litisconsorzio necessario: Cassazione su società e soci
La Corte di Cassazione ha esaminato tre ricorsi riuniti, proposti da una società di persone e dai suoi due soci contro avvisi di accertamento fiscale. I ricorrenti lamentavano la violazione del principio del litisconsorzio necessario, poiché i giudizi si erano svolti separatamente in primo grado. La Corte ha rigettato i ricorsi, stabilendo che il litisconsorzio necessario può ritenersi sostanzialmente rispettato se i processi, sebbene iniziati separatamente, vengono trattati congiuntamente in appello, garantendo il pieno diritto di difesa a tutte le parti coinvolte e favorendo la ragionevole durata del processo.
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Litisconsorzio processuale: appello nullo senza tutti
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale, stabilendo che l'appello è nullo se non viene notificato a tutte le parti del giudizio di primo grado. Nel caso specifico, l'Amministrazione Finanziaria aveva omesso di notificare l'appello all'Agente della riscossione, determinando la nullità del giudizio di secondo grado per violazione del principio del litisconsorzio processuale e la necessità di un nuovo esame.
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Litisconsorzio necessario: Cassazione e soci di S.n.c.
Una socia di una s.n.c. impugna un avviso di accertamento IRPEF, derivante da una rettifica del reddito societario, lamentando la violazione del principio del litisconsorzio necessario. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma dispone la riunione del ricorso con quelli presentati dalla società e dall'altro socio, al fine di garantire una trattazione congiunta e una decisione coerente per tutte le parti coinvolte, data l'inscindibilità delle posizioni.
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Società estinta: la Cassazione sulla notifica ai soci
La Corte di Cassazione affronta il caso di una società estinta e dei suoi soci, destinatari di avvisi di accertamento. La Corte riunisce due ricorsi connessi: uno della socia contro un accertamento IRPEF per utili presunti, e uno dell'Agenzia delle Entrate contro l'annullamento di un accertamento societario. Viene stabilito che, dopo la cancellazione, si verifica un fenomeno successorio: le obbligazioni tributarie della società si trasferiscono ai soci. Pertanto, la notifica dell'accertamento ai soci è legittima, in quanto essi subentrano nei rapporti della società estinta. La sentenza di appello, che aveva annullato l'atto solo per la non retroattività di una norma, viene cassata con rinvio.
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Società estinta: la Cassazione sulla notifica ai soci
La Corte di Cassazione ha esaminato due ricorsi riuniti riguardanti accertamenti fiscali notificati a una società estinta e ai suoi soci. La società era stata cancellata dal Registro delle Imprese nel 2012. La Corte ha stabilito che la normativa del 2014 (D.Lgs. 175/2014), che estende a cinque anni il termine per l'accertamento nei confronti delle società estinte, non ha efficacia retroattiva. Di conseguenza, non può essere applicata a società la cui cancellazione è avvenuta prima della sua entrata in vigore. La sentenza impugnata, che aveva erroneamente applicato tale norma retroattivamente, è stata cassata con rinvio alla Corte di Giustizia tributaria di secondo grado per un nuovo esame della controversia.
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Giudicato esterno: estensione al co-obbligato
Un avviso di accertamento catastale per un impianto eolico è stato notificato sia alle nude proprietarie del terreno che alla società proprietaria dell'impianto. Quest'ultima ha ottenuto l'annullamento definitivo dell'atto con una sentenza passata in giudicato. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale giudicato esterno favorevole deve essere esteso anche alle nude proprietarie, nonostante avessero intentato una causa separata. La decisione si fonda sull'inscindibilità del rapporto giuridico e sul principio di economia processuale, annullando di conseguenza l'atto impositivo anche nei loro confronti.
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