LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1391 Codice Civile

11 provvedimenti

Incapacità naturale e vendita della casa: rogito annullato
L'amministratore di sostegno di un'anziana proprietaria ha chiesto l'annullamento della vendita immobiliare stipulata tramite procuratrice. La donna versava in stato di alterazione mentale già al momento del rilascio della procura. L'acquirente ha impugnato la decisione di merito che accoglieva l'azione. La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso dell'acquirente, confermando l'annullamento della vendita. I giudici hanno stabilito che l'annullamento per incapacità naturale opera quando gli elementi essenziali dell'affare sono prefissati nella procura e la persona versa in stato di incapacità al momento della delega.
Continua »
Azione revocatoria: vince il creditore, conta chi accetta la nomina
Un creditore ha agito in giudizio per rendere inefficace la vendita di un immobile effettuata dal suo debitore. La particolarità del caso risiede nel fatto che la vendita finale è avvenuta a favore di una società, nominata acquirente in un secondo momento rispetto alla stipula del contratto preliminare. La società acquirente sosteneva che la consapevolezza del danno ai creditori andasse verificata in capo ai primi firmatari del preliminare. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, chiarendo un principio fondamentale per l'azione revocatoria contratto per persona da nominare: l'elemento soggettivo da valutare è la consapevolezza del terzo nominato al momento in cui accetta la nomina. Di conseguenza, la società creditrice ha vinto la causa.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria e litisconsorzio
La Corte di Cassazione conferma che nell'azione revocatoria ordinaria su un bene in leasing l'utilizzatore non è litisconsorte necessario. La sentenza valida l'inefficacia dell'atto se sussistono pregiudizio e consapevolezza del danno.
Continua »
Azione revocatoria credito litigioso: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato che un creditore può esercitare l'azione revocatoria anche se il suo credito è ancora oggetto di una causa in corso (credito litigioso). Il caso riguardava un fallimento che ha agito contro la vendita di un immobile effettuata da un suo debitore (a sua volta debitore per oltre 1,6 milioni di euro in un altro giudizio) a una società da lui stesso rappresentata. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della società acquirente, ribadendo che la funzione cautelare dell'azione revocatoria giustifica il suo utilizzo anche per crediti non definitivi, e ha confermato la responsabilità della società acquirente per aver successivamente rivenduto l'immobile a terzi, rendendone impossibile il recupero.
Continua »
Azione revocatoria: la prova del terzo acquirente
La Corte di Cassazione esamina un caso di azione revocatoria su una vendita immobiliare stipulata tramite un contratto preliminare per persona da nominare. La venditrice, gravata da debiti, aveva promesso in vendita al marito la propria quota di un immobile, il quale ha poi nominato una terza persona come acquirente definitivo. La Corte chiarisce i criteri per valutare la consapevolezza del pregiudizio ai creditori da parte del terzo acquirente, soprattutto quando il credito sorge dopo il preliminare ma prima del rogito, annullando la decisione d'appello e specificando la corretta sequenza di valutazione degli stati soggettivi delle parti coinvolte.
Continua »
Azione revocatoria: quando la vendita è valida?
Una società cooperativa in liquidazione ha tentato un'azione revocatoria contro la vendita di un complesso industriale. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la validità dell'operazione. La Corte ha ritenuto non provati gli elementi chiave dell'azione, come il danno ai creditori (eventus damni) e la consapevolezza del terzo, data la complessità e la finalità risanatoria dell'intera operazione.
Continua »
Azione revocatoria: il vincolo di parentela è prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che aveva trasferito il suo unico immobile di valore a un'altra entità giuridica, gestita da un parente stretto, per sottrarlo alla garanzia di un creditore. La Corte ha confermato che l'azione revocatoria è esperibile anche per crediti contestati e che il legame familiare tra gli amministratori delle due società costituisce una presunzione grave, precisa e concordante della consapevolezza del danno arrecato al creditore.
Continua »
Credito litigioso: l’azione revocatoria è valida?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha affrontato il caso di un'azione revocatoria promossa da una società creditrice per far dichiarare inefficace la vendita di due immobili effettuata dalla società debitrice. Il punto centrale della controversia era la validità di tale azione a fronte di un credito litigioso, ovvero un credito la cui esistenza era ancora oggetto di accertamento in un separato giudizio. La Corte ha rigettato i ricorsi, confermando l'orientamento consolidato secondo cui l'azione revocatoria è uno strumento di tutela ammissibile anche per crediti non ancora certi, liquidi ed esigibili, equiparando la posizione del titolare di un credito litigioso a quella del titolare di un credito sottoposto a condizione.
Continua »
Azione revocatoria preliminare: quando si valuta?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17480/2025, si è pronunciata su un caso di azione revocatoria preliminare. Ha ribadito il principio secondo cui, in caso di vendita immobiliare preceduta da un contratto preliminare, il danno per il creditore (eventus damni) va valutato al momento del contratto definitivo. Invece, lo stato soggettivo del terzo acquirente (scientia damni) va accertato con riferimento alla data di stipula del preliminare. La Corte ha inoltre precisato che, nel caso di contratto per persona da nominare, il "terzo" rilevante ai fini della valutazione è la persona nominata, e la sua consapevolezza va verificata al momento dell'accettazione della nomina, applicando le regole sulla rappresentanza.
Continua »
Azione revocatoria: cessione quote e frode creditore
Un creditore ha ottenuto la dichiarazione di inefficacia per la vendita di quote societarie tramite un'azione revocatoria. La società debitrice, in grave difficoltà finanziaria, aveva ceduto partecipazioni di valore al proprio amministratore unico. Il Tribunale di Milano ha stabilito che l'atto era pregiudizievole per le ragioni del creditore (eventus damni) e che sia il debitore sia l'acquirente (che coincidevano nella stessa persona fisica) erano consapevoli del danno (scientia damni e participatio fraudis), integrando i presupposti dell'art. 2901 c.c.
Continua »
Azione revocatoria: inefficace la vendita al parente
Un promissario acquirente di un immobile, dopo aver visto la società venditrice cedere lo stesso bene alla figlia del legale rappresentante, agisce in giudizio. Nel frattempo, la società fallisce. Il Tribunale rigetta la domanda del primo acquirente, il cui diritto era già stato negato con sentenza passata in giudicato. Accoglie, invece, la domanda riconvenzionale del curatore fallimentare, esercitando l'azione revocatoria e dichiarando inefficace la vendita al parente in quanto lesiva dei diritti dei creditori.
Continua »