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Art. 1370 Codice Civile

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272 provvedimenti

Responsabilità bonifico domiciliato: la decisione
Una società assicuratrice ha citato in giudizio un istituto di pagamento per aver liquidato un bonifico domiciliato a una persona diversa dal legittimo beneficiario, che si era presentato con un documento falso. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha escluso la responsabilità dell'istituto di pagamento. Si è ritenuto che l'istituto avesse adempiuto al proprio obbligo di diligenza professionale verificando la corrispondenza dei dati anagrafici, del codice fiscale e della password, utilizzando anche un sistema di verifica elettronica interna, assolvendo così all'onere probatorio a suo carico.
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Bonifico domiciliato: la diligenza nell’identificazione
Una società assicurativa ha ordinato un bonifico domiciliato, ma l'intermediario ha pagato un truffatore in possesso dei dati corretti e di un documento apparentemente valido. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità dell'intermediario non è oggettiva, ma basata sulla colpa. In questo caso, l'intermediario ha agito con la dovuta diligenza professionale verificando un documento d'identità, il codice fiscale e la password, e quindi non è tenuto al risarcimento del danno.
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Bonifico domiciliato: la diligenza nel pagamento
Una società assicurativa ha utilizzato il servizio di bonifico domiciliato di un ente postale per pagare un creditore, ma la somma è stata riscossa da un truffatore. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ente non è responsabile se dimostra di aver agito con la dovuta diligenza nell'identificazione del beneficiario (controllo di un documento d'identità, codice fiscale e password), anche senza conservare una copia del documento. Il bonifico domiciliato è regolato dalle norme sul mandato, non da quelle sull'assegno.
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Bonifico Domiciliato: Diligenza e Identificazione
Una società ordinava un bonifico domiciliato a favore di un proprio creditore. L'istituto di pagamento eseguiva l'operazione a favore di un soggetto che, pur presentatosi con un documento d'identità falso, era in possesso della password e del codice fiscale corretti. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'istituto di pagamento ha agito con la dovuta diligenza professionale, escludendone la responsabilità. Secondo la Corte, la verifica di un singolo documento di identità apparentemente autentico, unita al possesso di dati riservati come la password, è sufficiente a soddisfare l'obbligo di identificazione, senza che sia necessario applicare per analogia le norme più severe previste per gli assegni non trasferibili.
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Bonifico domiciliato: la diligenza dell’intermediario
Una società assicurativa ha citato in giudizio un istituto di pagamento per aver liquidato un bonifico domiciliato a una persona con documenti falsi. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'istituto non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, la quale non impone necessariamente la verifica di due documenti o la conservazione di una copia. La responsabilità applicabile è quella contrattuale derivante dal mandato, escludendo l'analogia con le norme più severe previste per gli assegni non trasferibili.
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Bonifico domiciliato: responsabilità per pagamento errato
Una società ha citato in giudizio un istituto di pagamento per aver liquidato un bonifico domiciliato a una persona sconosciuta anziché al legittimo beneficiario. Dopo sentenze contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza della questione sulla diligenza richiesta all'intermediario, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per rinviare il caso a una pubblica udienza, senza quindi deciderlo immediatamente.
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Bonifico domiciliato: la diligenza dell’intermediario
Una società assicurativa ha citato in giudizio un ente postale per aver pagato un bonifico domiciliato a una persona diversa dal legittimo beneficiario. Dopo una condanna in primo grado e un'assoluzione in appello, la Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza della questione per l'uniformità del diritto, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione di principio sulla diligenza richiesta all'intermediario in questi pagamenti.
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Responsabilità fornitore: il caso Sudan I in Cassazione
Una recente sentenza della Cassazione affronta il tema della responsabilità fornitore nel settore alimentare, a seguito della vendita di spezie contaminate con un colorante vietato. La Corte conferma la responsabilità del venditore, qualificando il vizio come 'aliud pro alio', e riconosce un concorso di colpa dell'acquirente. Viene però cassata la decisione sull'esclusione della copertura assicurativa, rinviando alla Corte d'Appello per una corretta interpretazione delle clausole contrattuali.
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Bonifico domiciliato: diligenza e pagamento errato
Un'ordinanza della Corte di Cassazione esamina il caso di un bonifico domiciliato pagato a un truffatore munito di documenti falsi. A seguito di decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Suprema Corte ha ritenuto la questione meritevole di un approfondimento in pubblica udienza per definire con precisione il livello di diligenza richiesto all'intermediario finanziario nell'identificazione del beneficiario.
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Azione di rivendicazione: prova attenuata e usucapione
La Corte di Cassazione chiarisce i confini dell'azione di rivendicazione e il relativo onere della prova. In un caso di disputa su confini di proprietà, la Corte ha stabilito che la cosiddetta 'probatio diabolica' a carico di chi agisce in rivendica si attenua notevolmente quando il convenuto, per difendersi, eccepisce l'usucapione. Poiché l'usucapione presuppone il possesso di un bene altrui, tale difesa costituisce un riconoscimento della precedente titolarità dell'attore, esonerandolo dalla prova rigorosa della proprietà risalendo a un acquisto a titolo originario. La Corte ha quindi rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito che avevano ordinato l'arretramento di una costruzione edificata in violazione delle distanze legali.
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Responsabilità erariale e civile: cumulo possibile?
Un dirigente di una società pubblica, condannato per danni, invoca la prevalenza del giudizio della Corte dei Conti. La Cassazione respinge, affermando la piena compatibilità tra l'azione per responsabilità erariale e civile, data la diversa natura e finalità dei due giudizi. Rigettati anche i ricorsi sull'interpretazione delle polizze assicurative.
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Recupero ore di permesso: obblighi dell’azienda
Una lavoratrice ha citato in giudizio la sua azienda per non averle concesso giorni specifici per il recupero ore di permesso, subendo decurtazioni stipendiali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della lavoratrice, confermando che, in assenza di una specifica previsione nel regolamento aziendale, il datore di lavoro non ha un obbligo incondizionato di assegnare tali giornate. La Corte ha inoltre ribadito che l'onere di provare l'esistenza di una prassi aziendale più favorevole grava interamente sul lavoratore.
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Interpretazione del contratto: il comportamento conta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1027/2026, chiarisce i criteri per l'interpretazione del contratto di finanziamento. Il caso riguarda una clausola di preammortamento ambigua. La Corte stabilisce che, anche nei contratti formali, il comportamento successivo delle parti è fondamentale per svelare la loro comune intenzione quando il testo letterale non è chiaro. La sentenza è stata cassata con rinvio solo per un errore di calcolo del debito residuo, confermando però il principio sull'interpretazione del contratto.
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Polizza RC: copertura estesa ai danni immateriali
Un'azienda, ritenuta responsabile per un incendio che ha distrutto un capannone locato, ha richiesto l'indennizzo alle proprie assicurazioni. La Corte di Cassazione ha confermato la mancata copertura di una polizza 'property' per un sito non specificato in contratto, ma ha ribaltato la decisione dei giudici di merito riguardo alla Polizza RC (Responsabilità Civile). La Suprema Corte ha stabilito che la clausola 'danni materiali a cose' deve essere interpretata in modo sistematico e può estendersi anche a danni immateriali, come la perdita dei canoni di locazione da parte del proprietario, in quanto conseguenza prevedibile del rischio assicurato.
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Nullità della transazione bancaria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità della transazione tra un istituto di credito e un suo dirigente perché priva delle clausole obbligatorie di 'malus' e 'claw back'. La Suprema Corte ha stabilito che l'assenza totale di tali clausole, imposte dalla normativa di vigilanza bancaria, non consente l'applicazione del meccanismo di sostituzione automatica, portando all'invalidità dell'intero accordo. L'ordinanza rigetta sia il ricorso principale del lavoratore che quello incidentale della banca.
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Produzione documentale: quando è tempestiva nel rito
Una società appaltatrice si opponeva a una richiesta di pagamento per vizi dell'opera, ma le sue prove venivano ritenute tardive in appello. La Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che, secondo le norme processuali applicabili all'epoca (ante-riforma 2005), la produzione documentale effettuata nella fase istruttoria era tempestiva. La Corte ha sottolineato come un'errata interpretazione delle regole sulla tempistica delle prove possa invalidare una decisione di merito, cassando la sentenza e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Accertamento sintetico: prova contraria debole rigettata
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento sintetico del reddito, sostenendo che le maggiori spese fossero coperte da elargizioni in contanti da parte dei genitori. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che tale tipo di prova è considerata "debole" e insufficiente a superare la presunzione legale del Fisco. L'onere della prova grava sul contribuente, che deve fornire documentazione robusta sull'origine e la disponibilità duratura dei fondi extra-reddituali.
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Contratto autonomo di garanzia: eccezioni ammesse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10786/2024, chiarisce i limiti del contratto autonomo di garanzia. La Corte ha stabilito che, nonostante l'autonomia della garanzia, il garante può eccepire la nullità delle clausole del contratto principale se questa deriva dalla violazione di norme imperative, come quelle in materia di anatocismo. La pronuncia ha inoltre dichiarato inammissibile l'intervento di una società cessionaria del credito per mancata prova della sua legittimazione, cassando con rinvio la sentenza d'appello.
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Polizza infortuni: no indennità per chiodo interno
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11568/2024, ha stabilito che un chiodo endomidollare, utilizzato per una frattura, non può essere equiparato a una "ingessatura" ai fini del riconoscimento dell'indennità giornaliera prevista da una polizza infortuni. La decisione sottolinea l'importanza dell'interpretazione letterale delle clausole contrattuali, che definivano l'ingessatura come un mezzo esterno di immobilizzazione. La Corte ha inoltre confermato la necessità di fornire prova dell'effettivo pagamento per il rimborso delle spese mediche.
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Responsabilità PA: ritardi e onere della prova
Un'impresa concessionaria di opere pubbliche ha citato in giudizio un ente pubblico e gli assessorati regionali per i danni subiti a causa di gravi ritardi nell'approvazione di una perizia di variante. La Corte di Cassazione, riformando la decisione d'appello, ha chiarito la natura della responsabilità della pubblica amministrazione. Ha stabilito che la responsabilità dell'ente concedente per i ritardi, anche se causati da altri organi consultivi, è di natura contrattuale. Di conseguenza, l'impresa deve solo allegare il ritardo e il danno, mentre spetta all'amministrazione provare che l'inadempimento è dovuto a cause a essa non imputabili.
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