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Art. 1367 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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174 provvedimenti

Altri anni per Art. 1367 Codice Civile

Procura speciale nulla: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia immobiliare a causa di una procura speciale nulla. Il mandato conferito all'avvocato era infatti limitato esplicitamente alla sola richiesta di sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza d'appello e non a proporre il ricorso di legittimità. Di conseguenza, il legale è stato condannato personalmente al pagamento delle spese processuali.
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Inammissibilità appello: i motivi per la Cassazione
Un creditore ha impugnato in Cassazione la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile il suo gravame per difetto di specificità. La Suprema Corte ha confermato la decisione, statuendo la definitiva inammissibilità dell'appello. La motivazione risiede nel fatto che il ricorrente, invece di contestare il vizio procedurale riscontrato dal giudice di secondo grado, ha riproposto le sue doglianze sul merito della causa. Questo errore strategico ha reso la statuizione di inammissibilità definitiva, impedendo alla Corte di esaminare il fondo della controversia.
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Inadempimento contratto preliminare: quando è grave?
Un promissario acquirente chiede la risoluzione per inadempimento del contratto preliminare di un immobile in costruzione a causa del ritardo nella consegna. La Cassazione conferma la decisione d'appello, negando la risoluzione perché il termine non era essenziale e l'inadempimento della società venditrice non era di grave importanza.
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Servitù di passaggio: limiti e opere sul fondo servente
La Corte di Cassazione ha stabilito i limiti della servitù di passaggio, negando ai proprietari di un immobile il diritto di costruire una scala a chiocciola che avrebbe occupato interamente il vano (la cosiddetta "torretta") sul fondo servente, di proprietà altrui. La Corte ha chiarito che l'esercizio di una servitù non può spingersi fino a privare di fatto il proprietario del fondo servente della sua proprietà, specialmente se il titolo originario non prevede modalità così invasive.
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Indennità Agente: quando è dovuta e come si calcola
La Corte di Cassazione conferma il diritto all'indennità agente per chi ha sviluppato un nuovo mercato da zero. La sentenza chiarisce che se il preponente non contesta specificamente l'apporto dell'agente, tale contributo si considera provato. Viene inoltre ribadito che gli accordi collettivi non possono prevedere un'indennità meno favorevole di quella stabilita per legge, che deve essere sempre equa.
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Prelazione agraria e comodato: la Cassazione decide
Una proprietaria di un terreno agricolo esercita il diritto di riscatto su un fondo confinante venduto a terzi, sostenendo il proprio diritto di prelazione agraria. I giudici di merito rigettano la domanda, riqualificando un preesistente contratto di comodato tra venditori e acquirente come affitto agrario. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la mera facoltà di apportare migliorie al fondo, non costituendo un obbligo, non può essere considerata un corrispettivo (canone). Pertanto, il contratto resta un comodato, che non conferisce alcun diritto di prelazione, riaprendo la possibilità per la confinante di esercitare il proprio diritto.
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Giudizio di rinvio: limiti e inammissibilità
Una società contesta la condanna a restituire una somma a un'università, sollevando questioni di legittimazione processuale e di imputazione del pagamento. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo che nel giudizio di rinvio non si possono riproporre questioni già decise, anche implicitamente, nella precedente sentenza di cassazione. La Corte ha inoltre ritenuto infondata la pretesa di imputare il pagamento ad altri debiti, data la causale specifica del versamento, condannando la società per lite temeraria.
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Accollo imposte preliminare: ICI esclusa dal rimborso
In una controversia nata da un contratto preliminare di vendita immobiliare, la Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola di accollo imposte preliminare, se riferita genericamente alle "imposte sul reddito", non può includere l'ICI, in quanto quest'ultima è un'imposta di natura patrimoniale e non reddituale. La Corte ha inoltre ribadito che la consegna anticipata del bene al promissario acquirente costituisce mera detenzione e non possesso utile ai fini dell'usucapione, respingendo la relativa domanda riconvenzionale.
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Servitù di passaggio: quando non c’è il diritto?
Una proprietaria rivendicava una servitù di passaggio attraverso l'appartamento di una parente per accedere al proprio lastrico solare, basandosi su un precedente atto di divisione. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha respinto il ricorso. La Corte ha chiarito che, per la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia, non è sufficiente l'esistenza di un percorso, ma è necessario che le opere visibili (requisito dell'apparenza) dimostrino in modo inequivocabile la loro specifica funzione di servizio a favore del fondo dominante, circostanza non provata nel caso di specie.
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Firma mancante contratto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2558/2024, ha stabilito che un contratto preliminare può essere valido anche in caso di firma mancante di una delle parti sull'ultima pagina. La validità sussiste se le pagine precedenti, regolarmente sottoscritte, contengono gli elementi essenziali dell'accordo e se il consenso della parte inadempiente emerge da altri elementi, come il suo comportamento successivo alla stipula. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva dichiarato la nullità del contratto con un approccio eccessivamente formalistico, senza valutare la reale volontà delle parti.
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Patto di manleva: limiti e varianti nell’appalto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2148/2024, ha definito i limiti di un patto di manleva in un contratto di appalto. Una società acquirente, che aveva commissionato lavori aggiuntivi, ha chiesto il rimborso dei costi alla società venditrice in virtù di una clausola di manleva. La Corte ha stabilito che la manleva copre solo le varianti rientranti nell'alea fisiologica del contratto originario e non le opere completamente nuove ed extracontrattuali, ordinate direttamente dall'acquirente. Di conseguenza, ha respinto il ricorso, confermando che i costi per tali opere aggiuntive restano a carico di chi le ha commissionate.
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Garanzia soci: firma ‘in proprio’ vincola anche loro
In un caso riguardante una garanzia soci, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'espressione 'in proprio' in un contratto crea un'obbligazione personale per i firmatari, distinta da quella della società che rappresentano. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva dato un'interpretazione illogica e priva di significato alla clausola, violando i principi di interpretazione letterale e di conservazione del contratto. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione.
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Condizione sospensiva: quando il pagamento è legato a un evento
Un'ordinanza della Cassazione analizza la clausola di un contratto d'appalto che lega il pagamento alla 'ultimazione dei lavori'. La Corte stabilisce che si tratta di una condizione sospensiva e non di un termine, rendendo il credito inesigibile fino al verificarsi dell'evento. Il caso riguardava una controversia tra una società committente e una cooperativa appaltatrice per il saldo di lavori edili.
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Difformità immobile preliminare: quando il contratto cade
La Corte di Cassazione ha stabilito che una profonda difformità dell'immobile preliminare rispetto alla sua reale consistenza (dimensioni, orientamento, parti comuni) impedisce il trasferimento coattivo tramite sentenza. In questo caso, la discrepanza tra quanto promesso e quanto esistente era tale da rendere l'oggetto del contratto fondamentalmente diverso, rendendo inapplicabile il principio di conservazione del contratto.
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Interpretazione testamento: Cassazione annulla sentenza
In una disputa sui confini tra proprietà, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello che si basava su un'errata interpretazione del testamento. La Corte ha stabilito che i giudici di merito avevano ignorato una clausola cruciale ("o i suoi aventi causa"), conducendo a una valutazione incompleta della volontà dei testatori. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che tenga conto dell'intero testo testamentario, sottolineando l'obbligo di un'analisi letterale e completa nell'interpretazione del testamento.
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Clausola di esclusiva: valida senza doppia firma?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una clausola di esclusiva in un contratto di mediazione immobiliare, sebbene potenzialmente vessatoria, è valida anche senza una specifica doppia sottoscrizione qualora sia stata oggetto di una trattativa individuale tra le parti. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva ignorato la prova testimoniale su tale trattativa, rinviando il caso per un nuovo esame del fatto decisivo.
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Estinzione società: che fine fanno i crediti incerti?
Una società cosmetica citava in giudizio una società fornitrice per inadempimento contrattuale. Nel corso della causa, la società fornitrice veniva cancellata dal registro delle imprese. Gli ex soci proseguivano il giudizio, ma la Corte di Cassazione ha stabilito che, con l'estinzione della società, le pretese creditorie incerte e illiquide, come quelle derivanti da una causa in corso, si considerano rinunciate. Di conseguenza, gli ex soci non avevano la legittimazione a proseguire l'azione legale, poiché tali pretese non si trasferiscono loro per successione.
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Valore indeterminabile: come si calcolano i compensi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 227/2024, ha stabilito che una causa ha valore indeterminabile ai fini del compenso legale quando la richiesta economica non è quantificata in modo preciso e il giudizio si conclude con un provvedimento processuale. Nel caso esaminato, un avvocato si era visto liquidare i compensi secondo lo scaglione del valore indeterminabile. La Corte ha rigettato il suo ricorso, chiarendo che la richiesta di risarcimento "da accertarsi in corso di causa" e la natura del giudizio amministrativo (annullamento di un atto) portano a questa conclusione, rendendo irrilevante il potenziale vantaggio economico per il cliente.
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Onere contrattuale: obbligo o condizione mista?
La Cassazione chiarisce la natura dell'onere contrattuale in una compravendita immobiliare. Se l'acquirente non avvia l'iter di lottizzazione, è inadempiente. La Corte rigetta il ricorso, qualificando tale dovere come un 'onere' legato a una condizione mista, non soggetto a prescrizione, e confermando la risoluzione del contratto.
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Disconoscimento scrittura: quando vale per gli eredi
Una creditrice agisce contro gli eredi per recuperare un prestito basato su una scrittura privata del defunto. Gli eredi si difendono dichiarando di non conoscere il documento. La Corte di Cassazione ha confermato che, per gli eredi, tale dichiarazione è una forma valida di disconoscimento della scrittura privata, anche se basata su un'erronea convinzione circa l'avvenuta produzione in giudizio del documento. Il ricorso della creditrice è stato quindi respinto.
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