LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1367 Codice Civile — Anno 2025

Pagina 11 di 12

240 provvedimenti

Altri anni per Art. 1367 Codice Civile

Contratto di Espromissione: validità e condizioni
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un contratto di espromissione stipulato dai soci di una società per garantire un debito verso una banca. L'accordo era una condizione per l'adesione della banca a un piano di ristrutturazione che prevedeva la rinuncia a quello stesso credito nei confronti della società. La Corte ha chiarito che la rinuncia era efficace solo verso il debitore originario, mentre il debito sopravviveva in capo ai soci espromittenti, preservando la causa del contratto e garantendo il pieno soddisfacimento del creditore.
Continua »
Procura speciale cassazione: i requisiti di validità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso tributario per vizi della procura speciale. La procura era stata rilasciata prima della pubblicazione della sentenza impugnata o dopo la notifica del ricorso, violando i requisiti di specialità. Il ricorrente è stato condannato anche per abuso del processo.
Continua »
Rimborso contributi bonifica: sì senza impugnazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente può richiedere il rimborso dei contributi di bonifica anche se non ha impugnato l'avviso di pagamento iniziale. La Corte ha chiarito che tali avvisi sono atti 'atipici' e la loro mancata contestazione non rende definitiva la pretesa del consorzio. Il diritto al rimborso contributi bonifica si consolida solo con la mancata impugnazione della successiva e formale cartella di pagamento, che in questo caso non era stata notificata.
Continua »
Rinuncia diritto retrocessione: limiti e interpretazione
La Corte di Cassazione analizza il caso di un accordo transattivo stipulato tra un Comune e degli ex proprietari di un terreno espropriato. Il cuore della questione è se la clausola di rinuncia a ogni ulteriore pretesa, contenuta nell'accordo, includa anche la rinuncia al diritto di retrocessione per le aree non utilizzate. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, affermando che una rinuncia generica non si estende automaticamente a diritti futuri o diversi da quelli oggetto della lite originaria, come la retrocessione, se non emerge una chiara volontà delle parti in tal senso. È necessaria un'interpretazione rigorosa che vada oltre il dato letterale, considerando il contesto e l'oggetto specifico della transazione.
Continua »
Opzione sistema contributivo: comunicazione scritta all’INPS
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'opzione sistema contributivo per la pensione, prevista dalla legge n. 335/1995, deve essere esercitata dal lavoratore con una dichiarazione scritta e indirizzata direttamente all'INPS. La comunicazione mensile (flusso Uniemens) inviata dal datore di lavoro non è sufficiente a surrogare questa manifestazione di volontà. La sentenza chiarisce che, data la natura di diritto potestativo del lavoratore e le importanti conseguenze sul rapporto previdenziale, è necessario un atto formale che garantisca certezza giuridica, escludendo forme equivalenti.
Continua »
Assunzione società pubblica: la nullità del contratto
Un lavoratore era stato assunto da una società a totale partecipazione pubblica tramite una conciliazione giudiziale, senza aver superato un concorso. A seguito del suo licenziamento, la Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità del rapporto di lavoro sin dall'origine. La Suprema Corte ha stabilito che l'obbligo di procedure selettive per l'assunzione in una società pubblica è una norma imperativa che non può essere derogata da un accordo privato, nemmeno se formalizzato in un verbale di conciliazione. Di conseguenza, il licenziamento non poteva essere impugnato, in quanto il contratto di lavoro era giuridicamente inesistente.
Continua »
Qualificazione giuridica: contratto di vendita o no?
Un professionista contestava un debito per forniture editoriali, sostenendo la prescrizione breve di 5 anni tipica degli abbonamenti. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la qualificazione giuridica del contratto come vendita. Di conseguenza, si applica la prescrizione ordinaria di 10 anni, poiché il pagamento rateizzato è solo una modalità di adempimento di un'obbligazione unitaria e non configura un contratto di durata.
Continua »
Saldo rettificato: la Cassazione chiarisce i calcoli
In una controversia su un conto corrente, la Corte di Cassazione ha stabilito due principi fondamentali. Primo, per calcolare la prescrizione del diritto alla restituzione di somme indebite, si deve utilizzare il cosiddetto 'saldo rettificato', ovvero il saldo del conto depurato da tutte le voci illegittimamente addebitate dalla banca, e non il saldo contabile originale. Secondo, in caso di cessione di una banca in crisi, la banca acquirente non risponde dei debiti derivanti da rapporti bancari già estinti al momento della cessione, poiché tali passività non sono considerate funzionali all'esercizio della nuova impresa bancaria. La Corte ha quindi accolto il primo motivo del ricorso del correntista e respinto il secondo, rinviando il caso alla Corte d'Appello per un nuovo esame basato sul corretto principio del saldo rettificato.
Continua »
Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che dichiarava l'estinzione di un giudizio previdenziale. La Corte ha stabilito che, per i procedimenti iniziati prima del 4 luglio 2009, l'estinzione del giudizio per mancata riassunzione non può essere dichiarata d'ufficio dal giudice, ma deve essere espressamente richiesta dalla controparte. In questo caso, mancando tale richiesta, la dichiarazione di estinzione è stata ritenuta illegittima, affermando un importante principio sulla corretta applicazione delle norme processuali nel tempo.
Continua »
Obbligo di repêchage: no a un nuovo contratto
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo. L'azienda, invece di adempiere all'obbligo di repêchage cercando una ricollocazione interna, aveva proposto al dipendente una nuova assunzione a termine con mansioni e retribuzione inferiori. Secondo la Corte, questa offerta non costituisce un valido tentativo di salvaguardare il posto di lavoro, ma ne conferma anzi la disponibilità, rendendo il recesso ingiustificato.
Continua »
Clausola assicurativa: interpretazione e scopo
Una società di gestione idrica si vede negare la copertura assicurativa per danni da allagamento a causa di una clausola assicurativa ambigua. La Corte di Cassazione interviene, stabilendo che l'interpretazione di una polizza non può essere illogica o svuotare il contratto del suo significato. La Suprema Corte ha chiarito che la clausola di esclusione per 'infiltrazione di acque' si riferiva ai danni causati alle acque stesse e non ai danni provocati dall'acqua a terzi, accogliendo il ricorso dell'azienda e ribaltando le decisioni dei gradi precedenti.
Continua »
Sbarco per avvicendamento: non è un licenziamento
Un marittimo con contratto a tempo indeterminato chiedeva la retribuzione per i periodi a terra. La Cassazione chiarisce che lo sbarco per avvicendamento è una sospensione legittima del rapporto, non un licenziamento, e la retribuzione non è dovuta se non prevista da un contratto in regime di continuità (CRL).
Continua »
Frazionamento del credito e giudicato: i limiti
La Corte di Cassazione affronta il tema del frazionamento del credito e del giudicato in un caso di risarcimento per perdita di chance richiesto da dipendenti universitari. L'ordinanza chiarisce che una nuova azione è ammissibile se la precedente domanda di danno, formulata come subordinata, non è stata esaminata nel merito. Al contrario, se la domanda era stata rigettata, il giudicato preclude ogni ulteriore richiesta, anche se relativa a voci di danno differenti ma riconducibili alla stessa causa.
Continua »
Insegnante pubblico impiego: obbligo autorizzazione
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione disciplinare a carico di una docente per aver ricoperto per anni cariche amministrative in enti non profit senza la prescritta autorizzazione. La sentenza sottolinea che per un insegnante pubblico impiego l'obbligo di autorizzazione preventiva sussiste anche per incarichi gratuiti, al fine di tutelare il principio di esclusività del rapporto di lavoro e prevenire conflitti di interesse.
Continua »
Aliud pro alio: vendita immobile senza agibilità
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto di compravendita immobiliare per la consegna di un bene 'aliud pro alio'. Il caso riguarda un'autorimessa venduta senza certificato di agibilità a causa di difetti insanabili che ne impedivano il rilascio. La Corte ha stabilito che la consegna di un immobile privo dei requisiti essenziali per ottenere l'agibilità integra una grave inadempienza del venditore, giustificando la risoluzione del contratto, anche se l'acquirente era a conoscenza della mancanza del documento al momento dell'acquisto. La semplice promessa di ottenere il certificato non esonera il venditore dalla responsabilità se il bene è intrinsecamente inidoneo all'uso.
Continua »
Espromissione e risanamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso riguardante la validità di un contratto di espromissione stipulato da due soci per garantire il debito residuo della loro società verso una banca. L'accordo era collegato all'adesione della banca a un piano di risanamento, che implicava una rinuncia parziale al credito. I soci avevano sostenuto la nullità dell'espromissione per mancanza di causa. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. Ha stabilito che l'accordo era valido, interpretandolo come un'espromissione liberatoria finalizzata a garantire l'integrale soddisfacimento del creditore. I motivi di ricorso sono stati giudicati inammissibili per genericità e per la pretesa di un riesame del merito, non consentito in sede di legittimità.
Continua »
Territorialità IVA: servizi su beni mobili materiali
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia Fiscale, confermando la decisione dei giudici di merito in un caso di territorialità IVA. La sentenza stabilisce che i servizi di controllo qualità, confezionamento e coordinamento spedizioni su beni mobili materiali sono imponibili nel luogo di esecuzione (Italia), non dove risiede il committente estero. Tali prestazioni non rientrano nella categoria della 'consulenza'. È stata inoltre confermata la piena detraibilità dell'IVA sui costi per la riparazione di un'auto e per l'affitto di locali, in quanto ritenuti inerenti e strumentali all'attività d'impresa svolta in Italia tramite rappresentante fiscale.
Continua »
Indennità perequativa: CCNL protegge lo stipendio
Una università ha contestato il diritto di due suoi dipendenti a mantenere una indennità perequativa a seguito di un nuovo inquadramento contrattuale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la clausola di salvaguardia presente nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) protegge i diritti economici già acquisiti dai lavoratori. La Corte ha chiarito che, anche in presenza di un nuovo accordo sull'inquadramento, l'indennità non viene meno ma si trasforma in un assegno personale riassorbibile, garantendo così la stabilità retributiva.
Continua »
Clausola compromissoria: estensione e limiti
La Corte di Cassazione ha stabilito che una clausola compromissoria, presente in un solo contratto all'interno di una serie di accordi tra loro collegati (collegamento negoziale), non si estende automaticamente agli altri. La volontà di devolvere le liti ad arbitri deve essere espressa e non può essere presunta. La Corte ha quindi rigettato il ricorso, confermando che le controversie relative al contratto con la clausola devono essere decise da arbitri, mentre le altre restano di competenza del giudice ordinario.
Continua »
Cessione ramo d’azienda: debiti esclusi e limiti
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del trasferimento di passività in una cessione di ramo d'azienda bancario. Un cliente aveva citato in giudizio un istituto di credito per somme indebitamente trattenute da una banca poi posta in liquidazione, il cui ramo d'azienda era stato acquisito dal nuovo istituto. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che i debiti relativi a rapporti estinti anni prima della cessione non si trasferiscono all'acquirente, anche se oggetto di una causa pendente. Il criterio decisivo non è la pendenza della lite, ma l'effettiva 'inerenza e funzionalità' del rapporto all'esercizio dell'impresa bancaria ceduta, requisito che un rapporto esaurito non può soddisfare.
Continua »