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Art. 1367 Codice Civile — Anno 2024

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259 provvedimenti

Altri anni per Art. 1367 Codice Civile

Diritto di precedenza: quando si perde nelle assunzioni?
Un musicista, dipendente a tempo determinato di un ente lirico, perde il diritto di precedenza nelle future assunzioni a seguito di una sanzione disciplinare e di una contestazione artistico-professionale. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha stabilito che il diritto di precedenza non è acquisito in via definitiva dopo il triennio, ma può essere perso qualora il lavoratore riceva contestazioni successive. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso del lavoratore, chiarendo che la normativa contrattuale prevede la decadenza del diritto in caso di contestazioni, anche dopo il periodo iniziale.
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Fideiussione omnibus: clausole nulle e art. 1957 c.c.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due fideiussori. La Corte ha stabilito che, anche in presenza di una clausola nulla che deroga all'art. 1957 c.c. in una fideiussione omnibus, la garanzia non decade se il creditore invia una semplice richiesta scritta di pagamento entro sei mesi dalla scadenza del debito. La clausola di pagamento 'a prima richiesta' è stata ritenuta sufficiente a soddisfare i requisiti di legge, impedendo così l'estinzione della garanzia.
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Mutuo solutorio: la Cassazione attende le Sezioni Unite
Una società contesta la validità di un finanziamento, definendolo un mutuo solutorio simulato, poiché i fondi sono stati usati dalla banca stessa per estinguere un debito precedente. Dopo la conferma della validità del contratto in primo e secondo grado, la Corte di Cassazione ha sospeso il giudizio. L'ordinanza interlocutoria rinvia la causa in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite sulla questione cruciale della 'disponibilità giuridica' della somma in operazioni simili, un punto che presenta orientamenti giurisprudenziali contrastanti.
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Licenziamento disciplinare CCNL: la Cassazione decide
Un lavoratore, addetto alla pulizia autostradale, veniva licenziato per aver utilizzato il veicolo aziendale per trasportare un animale a casa propria. La Corte di Cassazione, riformando la decisione d'appello, ha stabilito che il licenziamento disciplinare è illegittimo se il CCNL di riferimento prevede una sanzione conservativa per la condotta contestata. In tal caso, al lavoratore spetta la tutela reintegratoria e non solo un'indennità risarcitoria. La Corte ha chiarito che la valutazione di proporzionalità fatta dalle parti sociali nel contratto collettivo prevale sulla discrezionalità del datore di lavoro e del giudice.
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Responsabilità extracontrattuale appalto: quando agire
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32935/2024, si è pronunciata sul tema della responsabilità extracontrattuale nell'appalto. Il caso riguardava il proprietario di un'imbarcazione che aveva citato in giudizio il cantiere navale per lavori non eseguiti a regola d'arte, commissionati tramite una società di gestione. La Corte ha stabilito che la pretesa del proprietario, volta a ottenere i costi per il corretto completamento delle opere, ha natura contrattuale e non può essere fatta valere contro l'appaltatore, con cui non esiste un rapporto diretto. L'azione corretta sarebbe stata quella contrattuale nei confronti della società di gestione. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto, chiarendo i confini tra azione contrattuale e azione aquiliana in catene di contratti.
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Qualificazione del contratto: nullo l’impegno di cedere
Un fratello cita in giudizio la sorella per ottenere il trasferimento del 50% della nuda proprietà di un immobile, basandosi su un accordo privato. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, rigetta la domanda. L'ordinanza chiarisce che la corretta qualificazione del contratto è cruciale: l'accordo non era una transazione, mancando una lite da comporre (res litigiosa), né una valida donazione, essendo privo della forma solenne richiesta per legge. Di conseguenza, l'impegno a trasferire l'immobile è stato dichiarato nullo.
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Contratto di locazione nullo: sì alla restituzione canoni
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di contratto di locazione nullo per difetto di forma scritta e registrazione, il conduttore ha diritto alla restituzione integrale di tutti i canoni versati. La Corte ha chiarito che il godimento dell'immobile non giustifica di per sé la ritenzione delle somme da parte del locatore. Quest'ultimo, per opporsi, deve sollevare un'eccezione specifica di ingiustificato arricchimento, che non può essere rilevata d'ufficio dal giudice. La sentenza annulla la decisione della Corte d'Appello che aveva negato la restituzione proprio sulla base di un presunto arricchimento del conduttore.
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Donazione dissimulata: la forma è requisito di validità
Un creditore contesta la vendita di quote societarie tra un debitore e sua madre, sostenendo si tratti di una donazione dissimulata per sottrarre beni alla sua garanzia. La Corte di Cassazione conferma la nullità dell'atto per vizio di forma, in quanto non stipulato come donazione formale. Tuttavia, accoglie il ricorso sulla liquidazione delle spese legali, stabilendo che il valore della causa non è il credito vantato, ma il valore delle quote trasferite, oggetto della donazione dissimulata.
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Donazione remuneratoria: la forma è vincolante?
Due genitori donano beni ai figli. Con una scrittura privata separata, i figli si impegnano a versare una somma annua ai genitori 'a titolo di riconoscenza'. La Corte di Cassazione conferma la nullità di tale accordo, qualificandolo come donazione remuneratoria e non come onere modale. Poiché stipulato con una semplice scrittura privata anziché con atto pubblico, l'accordo è nullo per vizio di forma e non produce effetti giuridici.
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Interpretazione contratto assicurazione: i limiti del ricorso
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un assicurato contro la sua compagnia. Il caso verteva sulla corretta interpretazione del contratto di assicurazione per danni da tromba d'aria. La Corte ha ribadito che il ricorso non può limitarsi a contrapporre una propria interpretazione a quella del giudice di merito, ma deve specificare la violazione dei canoni legali di interpretazione.
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Sdemanializzazione marittima: il caso in Cassazione
Un imprenditore rivendica la proprietà di un terreno sul quale sorge il suo stabilimento balneare, sostenendo di averlo usucapito. L'area, però, risulta formalmente intestata al Demanio Pubblico. I giudici di merito hanno respinto la domanda, negando la possibilità di usucapire un bene demaniale senza una formale sdemanializzazione marittima. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità e la rilevanza della questione giuridica, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per un approfondimento, senza ancora decidere nel merito.
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Ricorso improcedibile: cosa succede se non notifichi?
L'appello di un creditore contro un provvedimento fallimentare è stato dichiarato un ricorso improcedibile dalla Corte di Cassazione. La causa è stata la mancata notifica dell'atto alla controparte. La Corte ha ribadito che l'onere di provare la tempestiva notifica spetta a chi impugna, e il suo mancato assolvimento rende l'appello inammissibile, con conseguente condanna al pagamento di un ulteriore contributo unificato.
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Indennità di disoccupazione: ricorso inammissibile
Un lavoratore si è visto negare l'indennità di disoccupazione ordinaria poiché i suoi contributi erano stati versati nel fondo agricolo anziché in quello non agricolo. I tribunali di merito hanno confermato la decisione e la Corte di Cassazione ha dichiarato il suo successivo ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso non affrontavano la questione centrale della decisione impugnata, ovvero la totale assenza di contributi versati nella gestione non agricola nel biennio di riferimento.
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Premio speciale unitario: la Cassazione fa chiarezza
Una società cooperativa di facchinaggio si è opposta alla richiesta di integrazione dei premi assicurativi avanzata da un ente previdenziale per gli anni 2007-2013. L'ente sosteneva che, a seguito di una riforma del 2001, il calcolo dovesse basarsi sulla retribuzione effettiva e non più sul premio speciale unitario a importo fisso. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, ha stabilito che la disciplina speciale non è stata implicitamente abrogata da quella generale successiva. Pertanto, il calcolo basato sul premio speciale unitario resta valido fino a specifica modifica tramite decreto ministeriale, come previsto dalla normativa originaria.
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Fideiussione consumatore: quando il socio è garante?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema della fideiussione del consumatore, analizzando il caso di due soci che avevano prestato garanzia personale per un contratto d'appalto pubblico della loro società. A seguito della risoluzione del contratto e del fallimento della società, i garanti sono stati chiamati a rispondere. La Corte ha stabilito che, avendo agito in qualità di soci e nell'interesse dell'attività imprenditoriale, non potevano essere qualificati come consumatori. Pertanto, la specifica tutela consumeristica non era applicabile alla loro garanzia.
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Premio speciale unitario: no al calcolo sulle retribuzioni
Una cooperativa di facchinaggio ha contestato la pretesa dell'INAIL di calcolare il premio assicurativo sulla base delle retribuzioni effettive. La cooperativa sosteneva l'applicabilità del regime del "premio speciale unitario", un importo fisso svincolato dai salari. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della cooperativa, stabilendo che la normativa speciale che istituisce il premio fisso non è stata abrogata dalle successive leggi generali sulla retribuzione. Di conseguenza, la Corte d'Appello aveva errato nel creare un sistema di calcolo ibrido, e la sua sentenza è stata annullata con rinvio.
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Premio speciale unitario: la Cassazione decide
La Cassazione stabilisce che il 'premio speciale unitario' per le cooperative di facchinaggio non è stato abrogato dalla normativa del 2001 sulla retribuzione. La disciplina speciale prevale su quella generale (lex specialis derogat legi generali), e non può essere applicato un calcolo basato sulla retribuzione effettiva per il periodo contestato. La modifica del regime richiede un apposito decreto ministeriale.
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Premio speciale unitario: calcolo e normativa
Una società cooperativa ha contestato la richiesta di un ente assicurativo di ricalcolare il premio speciale unitario in base alla retribuzione effettiva, a seguito di una riforma legislativa. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32222/2024, ha accolto il ricorso della cooperativa. Ha stabilito che la disciplina del premio speciale unitario, basata su criteri forfettari, costituisce una norma speciale (lex specialis) che non può essere considerata implicitamente abrogata da una legge successiva di carattere generale sull'imponibile contributivo. Pertanto, il metodo di calcolo originario resta valido fino a una modifica esplicita tramite apposito decreto ministeriale.
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Claims made: avviso di garanzia non attiva la polizza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31811/2024, ha stabilito un importante principio in materia di polizze assicurative "claims made". Il caso riguardava una struttura sanitaria che, durante il periodo di validità della polizza, aveva ricevuto notizia di un'informazione di garanzia a carico di un proprio dipendente. La richiesta di risarcimento danni da parte dei terzi danneggiati era però pervenuta solo dopo la scadenza del contratto. La Corte d'Appello aveva equiparato la conoscenza dell'informazione di garanzia alla richiesta di risarcimento per evitare "vuoti di copertura". La Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che l'interpretazione del contratto deve rispettare la volontà delle parti espressa nel testo. Un'informazione di garanzia è un atto del procedimento penale e non può essere confusa con una richiesta risarcitoria civile, che è l'evento che attiva la garanzia nelle polizze claims made.
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