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Art. 136 Costituzione

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198 provvedimenti

Gestione Separata: obblighi per avvocati e sanzioni
La Corte di Cassazione ha stabilito che un avvocato iscritto all'albo è tenuto all'iscrizione alla Gestione Separata previdenziale, anche con redditi inferiori a 5.000 euro, poiché l'iscrizione all'albo presume l'abitualità dell'esercizio professionale. Tuttavia, la Corte ha annullato le sanzioni per la mancata iscrizione relativa a periodi antecedenti a un chiarimento normativo, in virtù di una sentenza della Corte Costituzionale che ha tutelato il legittimo affidamento del professionista.
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Devoluzione immobile allo Stato: termini per opporsi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni privati contro l'Agenzia del Demanio riguardo una devoluzione immobile allo Stato avvenuta nel 1997. La Corte ha stabilito che ogni vizio procedurale doveva essere contestato tramite opposizione agli atti esecutivi entro i termini di legge. Non essendo stato fatto, il rapporto giuridico si è consolidato e non può essere riaperto, neanche a seguito di successive declaratorie di incostituzionalità.
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Attenuante lieve entità: la Cassazione chiarisce
Un soggetto condannato per rapina ha richiesto la riduzione della pena in base alla nuova attenuante di lieve entità. La Corte di Cassazione, confermando la decisione del giudice dell'esecuzione, ha respinto il ricorso. È stato chiarito che per la concessione dell'attenuante lieve entità è necessaria una valutazione complessiva del fatto, che include modalità, luogo e tempo dell'azione, e non è sufficiente la sola presenza di un danno patrimoniale di modesta entità.
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Annullamento piano regolatore: effetti sull’ICI
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14806/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di ICI (Imposta Comunale sugli Immobili). Il caso riguardava un contribuente che si opponeva al pagamento dell'imposta su un terreno ritenuto edificabile da un piano regolatore comunale, successivamente annullato dal giudice amministrativo. La Corte ha chiarito che l'annullamento del piano regolatore non ha efficacia retroattiva ai fini fiscali. L'imposta è dovuta per gli anni in cui il terreno aveva una 'vocazione edificatoria' conferita dal piano, anche se poi invalidato, poiché tale vocazione ne aveva già aumentato il valore economico, che costituisce il presupposto del tributo.
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Imposta unica scommesse: obblighi per operatori esteri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando l'obbligo di versamento dell'imposta unica scommesse per l'attività di raccolta gioco effettuata in Italia tramite centri di trasmissione dati, anche in assenza di concessione statale. La Corte ha stabilito che tale imposizione non viola il diritto dell'Unione Europea e non costituisce una forma di discriminazione, basando la decisione sulla territorialità dell'attività e richiamando precedenti pronunce della Corte di Giustizia e della Corte Costituzionale. È stata inoltre confermata la natura di solidarietà paritetica tra il bookmaker estero e il gestore del centro raccolta scommesse.
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Iscrizione Gestione separata: no sanzioni pre-2011
Un professionista ha contestato la sua iscrizione d'ufficio alla Gestione separata dell'ente previdenziale. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione basato sulla natura abituale dell'attività professionale, ma ha annullato le sanzioni civili per l'anno 2005. La decisione si fonda su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha esonerato ingegneri e architetti dal pagamento di tali sanzioni per i periodi antecedenti all'entrata in vigore della legge di riferimento del 2011.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società estera di scommesse, confermando la legittimità dell'avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse relativa all'anno 2007. La Corte ha stabilito che l'imposta è dovuta anche da operatori esteri privi di concessione che raccolgono scommesse in Italia tramite centri di trasmissione dati (CTD). È stata ribadita la solidarietà paritetica nel pagamento del tributo tra il bookmaker e il CTD, e l'assenza di contrasto con i principi del diritto dell'Unione Europea in materia di libera prestazione di servizi e non discriminazione.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9417/2024, ha respinto il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la sua soggezione all'imposta unica scommesse per gli anni 2008-2009. La Corte ha stabilito che l'imposta è dovuta da chiunque raccolga scommesse sul territorio italiano, anche se privo di concessione statale e basato all'estero. La decisione si fonda sulla non discriminatorietà della normativa italiana rispetto al diritto UE, come già affermato dalla Corte di Giustizia, e ribadisce che la passata esclusione dalle gare per le concessioni non esonera dagli obblighi fiscali.
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Imposta Unica Scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema dell'imposta unica scommesse, analizzando la responsabilità di un bookmaker estero e del suo centro di trasmissione dati (CTD) per le annualità 2010, 2011 e 2012. La Corte ha accolto parzialmente i ricorsi, annullando l'imposta e le sanzioni per il CTD per il 2010, in linea con una precedente sentenza della Corte Costituzionale. Per il bookmaker, ha annullato solo le sanzioni relative al 2010 a causa di un'oggettiva incertezza normativa, confermando però l'imposta. Per gli anni 2011 e 2012, la responsabilità di entrambi i soggetti è stata pienamente confermata, ritenendo legittima la pretesa fiscale.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un contenzioso tributario tra l'Amministrazione Finanziaria e una società con i suoi soci giunge in Cassazione. Durante il processo, i contribuenti aderiscono alla definizione agevolata. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio, superando anche un errore materiale nella domanda di una socia, ritenuto riconoscibile e ininfluente. La decisione conferma l'efficacia della definizione agevolata come strumento per chiudere le liti fiscali.
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Rideterminazione pena: no a sconti automatici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per la rideterminazione della pena per reati di stupefacenti. Un condannato aveva richiesto uno sconto di pena in seguito a una sentenza della Corte Costituzionale che aveva abbassato il minimo edittale da otto a sei anni. Tuttavia, la Cassazione ha stabilito che, poiché la sentenza di condanna era stata emessa dopo la decisione della Consulta e la pena inflitta rientrava già nel nuovo e più favorevole range, non vi era alcun diritto a una riduzione automatica.
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Specificità motivi appello: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8454/2024, ha stabilito che un appello non può essere dichiarato inammissibile per mancanza di specificità dei motivi appello solo perché ripropone le stesse argomentazioni del primo grado. È sufficiente che dall'atto emerga una chiara volontà di contestare la sentenza impugnata, chiedendo un riesame completo del merito. Il caso riguardava l'impugnazione di avvisi di accertamento da parte dei soci di una società estinta. La Corte ha cassato la decisione di secondo grado, che aveva erroneamente dichiarato l'inammissibilità, e ha rinviato la causa per un nuovo esame.
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False dichiarazioni reddito cittadinanza: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un cittadino straniero che aveva ottenuto il reddito di cittadinanza tramite false dichiarazioni sul requisito di residenza. La sentenza stabilisce che il requisito di residenza quinquennale è legittimo e conforme ai principi costituzionali, non configurandosi come mera assistenza sociale. Di conseguenza, le false dichiarazioni reddito cittadinanza integrano il reato, e la responsabilità penale non può essere esclusa né dall'intervento di un intermediario né dalla presunta ignoranza della legge o della lingua italiana. I motivi di ricorso generici o ripetitivi sono stati dichiarati inammissibili.
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Patrocinio a spese dello Stato: sì alla mediazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7974/2024, ha stabilito che un avvocato ha diritto al compenso tramite il patrocinio a spese dello Stato anche per l'assistenza in una procedura di mediazione obbligatoria che si è conclusa positivamente con un accordo, evitando così il processo. La Corte ha cassato la decisione del Tribunale di Firenze, che aveva negato il compenso basandosi su un'interpretazione superata dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 10/2022. Quest'ultima ha dichiarato incostituzionale escludere dal beneficio le mediazioni di successo, affermando il diritto alla difesa anche in fase stragiudiziale.
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Imposta unica scommesse: obblighi del bookmaker estero
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7578/2024, ha stabilito che un bookmaker estero, operante in Italia tramite Centri Trasmissione Dati (CTD) senza concessione statale, è tenuto al pagamento dell'imposta unica sulle scommesse anche per il periodo d'imposta 2008. La Corte ha chiarito che la responsabilità del bookmaker sussiste a prescindere da quella del CTD e che la dichiarazione di incostituzionalità parziale della normativa di riferimento non ha eliminato l'obbligo fiscale in capo all'organizzatore delle scommesse.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7533/2024, ha respinto il ricorso di una società di scommesse estera, confermando il suo obbligo di versare l'imposta unica sulle scommesse per le giocate raccolte in Italia nel 2008 tramite un centro trasmissione dati. La Corte ha chiarito che la responsabilità del bookmaker estero sussiste indipendentemente da quella del centro locale e che la normativa fiscale italiana non viola i principi del diritto dell'Unione Europea sulla libera prestazione di servizi, in quanto non è discriminatoria.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due società estere operanti nel settore delle scommesse, confermando la loro soggezione all'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2008. La Corte ha stabilito che chiunque gestisca la raccolta di scommesse sul territorio italiano è soggetto passivo d'imposta, indipendentemente dal possesso di una concessione statale o dalla sede legale all'estero. La decisione chiarisce che la responsabilità tra il "bookmaker" estero e il centro di trasmissione dati locale è di tipo paritetico e che la normativa italiana non viola i principi di non discriminazione del diritto dell'Unione Europea.
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Imposta unica scommesse: sanzioni annullate
La Corte di Cassazione interviene sull'imposta unica scommesse, annullando le sanzioni a carico di bookmaker esteri per gli anni antecedenti al 2011. La decisione si fonda sul principio di obiettiva incertezza normativa, che rendeva poco chiara la passività d'imposta prima della legge interpretativa del 2010. Resta ferma la debenza del tributo.
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Prescrizione rimborso tributario: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha richiesto il rimborso di un'imposta di registro dopo che una sentenza della Corte Costituzionale ha reso applicabile un regime fiscale più favorevole. Le corti di merito avevano accolto la richiesta, facendo decorrere la prescrizione dalla data della sentenza costituzionale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la prescrizione del rimborso tributario decorre sempre dalla data del pagamento. La norma incostituzionale rappresenta un mero ostacolo di fatto e non un impedimento giuridico capace di sospendere i termini. Pertanto, il diritto al rimborso si era già estinto per prescrizione.
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Contributi gestione separata: stop alle sanzioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28626/2025, ha stabilito un importante principio sui contributi gestione separata. Pur confermando l'obbligo di versamento dei contributi relativi al 2009 e rigettando l'eccezione di prescrizione, la Corte ha annullato le sanzioni civili. La decisione si fonda su recenti sentenze della Corte Costituzionale che hanno dichiarato l'illegittimità delle sanzioni per omessa iscrizione a carico di alcune categorie professionali per periodi antecedenti a specifiche normative. La Cassazione ha quindi deciso la causa nel merito, escludendo qualsiasi sanzione a carico del professionista ricorrente.
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