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Art. 133 del D.P.R. n. 115 del 2002

6 provvedimenti

Patrocinio a spese dello Stato: spese legali allo Stato
La Corte di Cassazione corregge un'ordinanza per errore materiale. Una parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato aveva ottenuto la condanna della controparte al pagamento delle spese legali. L'ordinanza originale le liquidava a suo favore, ma la Corte chiarisce che, per legge, le spese devono essere versate direttamente allo Stato. L'errore viene quindi corretto d'ufficio.
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Autotutela PA: i limiti del giudicato amministrativo
Un'autorità regionale ha emesso una seconda ordinanza di pagamento dopo che la prima era stata annullata da una sentenza definitiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che il potere di autotutela della PA non può superare il limite invalicabile di un giudicato di merito, che consuma il potere sanzionatorio dell'ente.
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Patrocinio a carico dello Stato: spese legali allo Stato
La Corte di Cassazione corregge un'ordinanza per errore materiale, chiarendo che in caso di vittoria di una parte ammessa al patrocinio a carico dello Stato, le spese legali liquidate non vanno pagate alla parte stessa, ma direttamente allo Stato. La decisione si fonda sull'art. 133 del d.P.R. 115/2002, che impone il versamento delle spese processuali in favore dell'Erario per recuperare i costi del patrocinio gratuito concesso.
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Misure alternative illegittime senza espulsione
La Cassazione annulla le misure alternative al trattenimento applicate a un cittadino straniero. La Corte ha stabilito che tali misure sono illegittime se l'efficacia esecutiva del provvedimento di espulsione, che ne è il presupposto, è stata sospesa. Il Giudice deve sempre verificare l'esecutività dell'espulsione prima di convalidare le misure.
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Espulsione illegittima: la Cassazione annulla tutto
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento che convalidava il trattenimento di un cittadino straniero. Il ricorrente, dopo la scarcerazione, aveva ricevuto un decreto di espulsione, nonostante avesse una domanda di protezione internazionale pendente di cui non conosceva l'esito. La Corte ha stabilito che il Giudice di Pace, in sede di convalida del trattenimento, ha il dovere di verificare la manifesta illegittimità del provvedimento di espulsione. In questo caso, l'espulsione illegittima derivava dall'aver ignorato la richiesta di asilo ancora potenzialmente appellabile. Di conseguenza, la Corte ha cassato senza rinvio il provvedimento, chiudendo il caso.
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Termine dilatorio 60 giorni: illegittimo l’avviso
Una contribuente ha ricevuto un avviso di accertamento prima della scadenza del termine dilatorio 60 giorni successivo alla verifica fiscale. L'Agenzia delle Entrate ha giustificato l'atto con l'urgenza derivante dall'imminente scadenza del termine di decadenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'avviso illegittimo, stabilendo che la prossima decadenza del potere impositivo non costituisce una valida ragione d'urgenza e non può comprimere il diritto al contraddittorio del contribuente.
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