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Art. 1326 Codice Civile

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410 provvedimenti

Responsabilità sindaco: il dovere di vigilanza bancaria
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione irrogata dall'Autorità di vigilanza a un componente del collegio sindacale di un istituto di credito. Il caso riguarda l'omessa vigilanza su una massiccia vendita di azioni proprie della banca, qualificata come offerta al pubblico e realizzata senza il prospetto informativo obbligatorio. La Corte ha stabilito che la breve durata dell'incarico non esonera dalla responsabilità del sindaco, se questi ha avuto accesso a informazioni sufficienti per rilevare le anomalie durante le riunioni del consiglio di amministrazione.
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Termine dilatorio 60 giorni: avviso nullo se emesso prima
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di alcuni avvisi di liquidazione emessi dall'Amministrazione Finanziaria. La decisione si fonda sulla violazione del termine dilatorio 60 giorni, un periodo di garanzia per il contribuente che deve intercorrere tra la conclusione della verifica fiscale e l'emissione dell'atto impositivo. La Corte ha ribadito che l'emissione anticipata dell'avviso, senza comprovate ragioni d'urgenza, ne determina l'illegittimità.
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Offerta al pubblico: quando scatta l’obbligo del prospetto?
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione della CONSOB a un direttore commerciale di un istituto di credito per aver promosso una massiccia vendita di azioni proprie della banca senza il prospetto informativo. La Corte ha chiarito che una campagna sistematica e rivolta a un numero indeterminato di clienti, anche se personalizzata, integra una vera e propria offerta al pubblico, facendo scattare l'obbligo di pubblicazione del prospetto a tutela degli investitori.
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Imposta Unica Scommesse: annullate le sanzioni 2010
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10759/2024, ha stabilito che l'Imposta Unica Scommesse è dovuta anche da operatori esteri senza concessione che operano in Italia tramite intermediari. Tuttavia, ha annullato le sanzioni relative all'anno 2010, riconoscendo una condizione di 'obiettiva incertezza normativa' precedente alla legge interpretativa del 2010. Per il 2011 e gli anni successivi, sia l'imposta che le sanzioni sono state confermate.
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Offerta al pubblico: doveri di vigilanza del sindaco
La Cassazione conferma la sanzione a un sindaco di una banca per omessa vigilanza su una campagna di vendita di azioni proprie, qualificata come offerta al pubblico non autorizzata. La Corte chiarisce che una comunicazione standardizzata, anche se veicolata personalmente, costituisce offerta al pubblico e che l'onere di provare l'assenza di colpa grava sul sindaco.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10732/2024, ha rigettato il ricorso di una società estera di scommesse, confermando la sua responsabilità solidale per il pagamento dell'imposta unica scommesse per l'attività svolta in Italia tramite centri di trasmissione dati. La Corte ha stabilito che la normativa non è discriminatoria né in contrasto con il diritto europeo, poiché il presupposto dell'imposta è la raccolta di scommesse sul territorio nazionale, a prescindere dalla sede del bookmaker o dal possesso di una concessione statale.
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Sanzioni imposta unica: annullate per incertezza
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di una società di scommesse estera contro un avviso di accertamento per l'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2008. La Corte ha confermato la debenza del tributo, ma ha annullato le relative sanzioni. La decisione si fonda sul principio di obiettiva incertezza della normativa tributaria vigente prima della legge chiarificatrice del 2010, che rende non applicabili le sanzioni imposta unica per quel periodo.
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Costituzione servitù: la firma sulla SCIA non basta
Un proprietario riteneva di aver acquisito una servitù di passaggio firmando una SCIA con il vicino. I tribunali hanno negato, e la Cassazione ha confermato che la costituzione servitù richiede un contratto specifico, non bastando la firma su un'istanza edilizia. Il ricorso è stato dichiarato improcedibile per un vizio formale.
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Appalto opere pubbliche: recesso e risarcimento danni
La Corte di Cassazione ha stabilito che in un appalto opere pubbliche, se il contratto prevede specificamente la possibilità di una consegna frazionata dei lavori e offre all'appaltatore la facoltà di recesso come unico rimedio per i ritardi, l'impresa che non esercita tale diritto non può successivamente richiedere un risarcimento per i danni subiti. Il caso riguardava una società di costruzioni che, a fronte di ritardi nella consegna delle aree per la ristrutturazione di un ospedale, aveva richiesto un indennizzo. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la clausola contrattuale specifica prevale sulla disciplina generale dell'inadempimento.
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Perfezionamento contratto: quando l’accordo è valido?
Una sentenza della Corte d'Appello chiarisce il momento esatto del perfezionamento del contratto in una complessa trattativa commerciale. Il caso riguardava la vendita di una gru con una clausola di riacquisto. La Corte ha stabilito che il contratto si è concluso non con la proposta iniziale, ma nel momento in cui l'accettazione di una successiva 'nuova proposta' è giunta a conoscenza del proponente via e-mail. Di conseguenza, l'esercizio dell'opzione di riacquisto, avvenuto oltre il termine di 30 mesi calcolato da tale data, è stato ritenuto tardivo, con il rigetto dell'appello del venditore.
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Cessione di quote: no riqualificazione in cessione azienda
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12383/2024, ha stabilito che la cessione della totalità delle quote di una società non può essere riqualificata dall'Agenzia delle Entrate come una cessione di azienda, anche se l'obiettivo economico finale è l'acquisizione dei beni aziendali. La Corte ha ribadito che, ai fini dell'imposta di registro, la tassazione deve basarsi esclusivamente sulla natura giuridica e sugli effetti dell'atto presentato per la registrazione, senza considerare elementi esterni o l'obiettivo economico complessivo. Pertanto, la cessione di quote sconta l'imposta in misura fissa e non proporzionale come per la cessione d'azienda.
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Provvigione mediatore prelazione: spetta all’agente?
Un'agenzia immobiliare chiede il pagamento della provvigione a una coltivatrice che ha acquistato un terreno esercitando il diritto di prelazione agraria, subentrando così a un precedente accordo preliminare. I tribunali di merito hanno dato ragione all'agenzia, sostenendo che l'esercizio della prelazione comporti l'accettazione di tutte le condizioni del contratto, inclusa la clausola sulla commissione. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha ritenuto la questione sulla provvigione del mediatore in caso di prelazione agraria nuova e complessa, rinviando la causa a una pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Sgravi contributivi: no se il lavoratore era assunto
La Cassazione ha respinto il ricorso di una cooperativa, confermando la revoca degli sgravi contributivi per l'assunzione di lavoratori. La Corte ha stabilito che i benefici non spettano se i lavoratori risultavano già assunti a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti, basandosi sulle comunicazioni ufficiali al Centro per l'Impiego, ritenute prevalenti rispetto alle dichiarazioni dei lavoratori stessi.
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Modifica proposta concordato: il voto va rinnovato
Una società in procedura di concordato preventivo ha modificato la sua proposta dopo aver ottenuto nuove risorse finanziarie. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di modifica proposta concordato, i voti espressi in precedenza non sono più validi. Tuttavia, ha chiarito che gli organi della procedura hanno l'obbligo di informare esplicitamente i creditori della necessità di una nuova votazione, a tutela del loro affidamento e della correttezza procedurale. La mancata informazione costituisce un vizio che impone la rinnovazione delle operazioni di voto.
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Onere della prova contratti bancari: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13580/2024, ha rigettato il ricorso di una società contro un istituto di credito, riaffermando un principio cardine: l'onere della prova nei contratti bancari spetta al cliente che agisce per la restituzione di somme. La Corte ha ritenuto le doglianze della società inammissibili o infondate, principalmente a causa di una grave carenza probatoria che non ha permesso di dimostrare le presunte illegittimità, come l'applicazione di interessi anatocistici in periodi non documentati.
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Stabilizzazione precari: no diritto senza contratto
Una lavoratrice del settore sanitario, inclusa in una procedura di stabilizzazione precari e convocata per l'assunzione, si è vista bloccare l'immissione in servizio a causa di una sospensione della procedura per mancanza di fondi. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, stabilendo che l'inserimento in graduatoria non costituisce un diritto soggettivo perfetto all'assunzione. L'amministrazione può legittimamente revocare la procedura prima della stipula del contratto individuale, atto ritenuto indispensabile per il perfezionamento del rapporto di lavoro.
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Responsabilità amministratore locale: no a pagamenti extra
Una società di servizi continuava a operare per un comune senza un accordo formale su un aumento di prezzo, citando in giudizio il sindaco per il pagamento extra. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo i limiti della responsabilità amministratore locale in assenza di un'obbligazione contrattuale definita.
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Cessazione materia del contendere: il caso autotutela
Una contribuente, titolare di un centro scommesse, impugnava un avviso di accertamento per l'imposta unica sui concorsi pronostici. Durante il giudizio di Cassazione, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli annullava l'atto in autotutela, a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale che dichiarava illegittima la norma impositiva. La Suprema Corte ha quindi dichiarato la cessazione materia del contendere, decidendo per la compensazione integrale delle spese processuali tra le parti.
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Domanda nuova nel processo: quando è ammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19763/2024, affronta il tema della domanda nuova nel processo civile. Un professionista, non riuscendo a far valere una scrittura privata per il trasferimento di un immobile come pagamento di compensi, aveva proposto in corso di causa una domanda per ottenere il pagamento in denaro. I giudici di merito l'avevano ritenuta tardiva. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la domanda nuova, se è conseguenza delle difese della controparte, può essere legittimamente proposta nella prima memoria istruttoria, e non necessariamente alla prima udienza.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: la specificità
Una professionista ha agito in giudizio contro una Fondazione per ottenere il pagamento di compensi derivanti da contratti di collaborazione. I tribunali di merito hanno dichiarato i contratti nulli per difetto di potere di rappresentanza di chi li aveva stipulati. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando l'inammissibilità del ricorso della professionista. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano generici, non specificamente correlati alle ragioni della sentenza d'appello e miravano a una inammissibile rivalutazione dei fatti, violando così i requisiti di specificità richiesti dalla legge.
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