Un consumatore ha acquistato un televisore che si è rivelato difettoso. Ha quindi richiesto la risoluzione del contratto e il rimborso del prezzo. Il Tribunale ha respinto la domanda perché il difetto si è manifestato oltre sei mesi dall'acquisto, escludendo la presunzione di preesistenza del vizio. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando inammissibile il ricorso del consumatore. La Suprema Corte ha chiarito che, superati i sei mesi dall'acquisto, non opera la presunzione automatica e spetta all'acquirente dimostrare che il difetto esisteva già al momento della consegna. Inoltre, per attivare la garanzia legale di conformità, il consumatore deve rispettare la gerarchia dei rimedi, consentendo prima al venditore di riparare o sostituire il bene, prima di poter pretendere la restituzione dei soldi.
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