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Art. 13, legge n. 47 del 1948

6 provvedimenti

Prescrizione danno da reato: la Cassazione rinvia
Un complesso caso di diffamazione a mezzo stampa, originato da articoli del 1995, pone una cruciale questione sulla prescrizione del danno da reato. Dopo che i tribunali di merito hanno dichiarato prescritto il diritto al risarcimento, la Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione. Il caso è stato rinviato in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite per dirimere i complessi rapporti tra la prescrizione civile e quella penale, in particolare riguardo agli effetti interruttivi e sospensivi nel processo.
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Rinnovazione della prova: obbligo in appello civile
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per diffamazione a mezzo stampa emessa in appello, ribaltando una precedente assoluzione. La Corte ha stabilito che, per modificare una decisione assolutoria basandosi su una diversa valutazione di una testimonianza decisiva, il giudice d'appello ha l'obbligo di procedere alla rinnovazione della prova, ovvero di ascoltare nuovamente il testimone. Tale principio si applica anche quando l'appello riguarda i soli effetti civili del risarcimento del danno.
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Omesso controllo online: reato permanente o istantaneo?
La Corte di Cassazione affronta il caso di un direttore di un quotidiano online accusato di omesso controllo su un articolo diffamatorio. La parte civile sosteneva che il reato fosse permanente, dato che l'articolo era rimasto online per anni, posticipando così la prescrizione. La Corte, pur richiamando la giurisprudenza che considera il reato istantaneo, ha ritenuto l'impugnazione non inammissibile. In applicazione della nuova normativa (art. 573, comma 1-bis c.p.p.), poiché l'appello riguardava i soli interessi civili, ha rinviato la causa alla Sezione Civile della stessa Corte per la decisione sul risarcimento del danno.
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Prescrizione e diffamazione: condanna civile confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento dei danni per un caso di diffamazione aggravata, nonostante il reato fosse stato dichiarato estinto per prescrizione. La sentenza stabilisce che, ai fini civili, il giudice deve comunque valutare nel merito la responsabilità dell'imputato. In questo caso, il diritto di critica è stato ritenuto superato perché le accuse, pubblicate a mezzo stampa, erano basate su fatti già smentiti in altre sedi e formulate in modo da screditare la persona offesa, configurando un'offesa personale.
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Recidiva e prescrizione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per diffamazione aggravata. La Corte chiarisce che la recidiva, anche se non usata per aumentare la pena, rileva nel calcolo della prescrizione, escludendo la violazione del divieto di reformatio in peius.
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Prescrizione risarcimento diffamazione: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione esamina un caso di risarcimento danni per diffamazione a mezzo stampa risalente al 1995. Gli eredi della persona diffamata hanno agito in sede civile dopo la conclusione del processo penale per prescrizione del reato. I giudici di merito hanno dichiarato prescritto anche il diritto al risarcimento, applicando il termine breve di cinque anni. La Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide il merito ma, riconoscendo la complessità e il rilievo nomofilattico delle questioni sulla prescrizione risarcimento diffamazione e sull'interazione tra i termini civili e penali, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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