Il Ministero della Giustizia ha impugnato l'ordinanza che annullava una sanzione disciplinare inflitta a un detenuto sottoposto al regime carcerario 41-bis. Il detenuto era stato sanzionato per aver cucinato in cella fuori dagli orari consentiti dal regolamento interno. Il Tribunale di sorveglianza riteneva illegittimo il limite orario, considerandolo una lesione del diritto a cucinare riconosciuto dalla Corte Costituzionale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero, chiarendo che l'amministrazione penitenziaria conserva il potere di regolamentare le modalità e gli orari di cottura dei cibi per motivi organizzativi e di sicurezza, purché le regole si applichino a tutta la popolazione carceraria senza intenti discriminatori. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio i provvedimenti favorevoli al detenuto.
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