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Art. 13 D.P.R. n. 115 del 2002 — Sezione Sezioni Unite Civile

8 provvedimenti

Altri anni per Art. 13 D.P.R. n. 115 del 2002

Rinuncia al ricorso per cassazione: si estingue la multa da milioni
L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva sanzionato una società con oltre otto milioni di euro per un'intesa restrittiva della concorrenza in una gara d'appalto. Dopo alterne vicende tra TAR e Consiglio di Stato, quest'ultimo ha revocato la propria decisione favorevole all'Autorità. Di conseguenza, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, venendo meno l'oggetto della contesa. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione integrale delle spese processuali tra le parti ed escludendo il raddoppio del contributo unificato, applicabile solo in caso di rigetto o inammissibilità.
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Improcedibilità del ricorso: risarcimento perso senza deposito
Un creditore ha avviato un'azione di risarcimento danni contro il Ministero della Giustizia per l'eccessiva durata della liquidazione coatta amministrativa di una cooperativa. Il Tribunale ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione a favore del giudice amministrativo. Il creditore ha quindi proposto regolamento di giurisdizione davanti alle Sezioni Unite della Cassazione. Tuttavia, il ricorrente non ha depositato il ricorso nel fascicolo telematico. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso per omesso deposito telematico, ribadendo che tale vizio impedisce qualsiasi esame nel merito e prevale su altre cause di inammissibilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di un ulteriore contributo unificato.
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Giurisdizione sul pubblico impiego: INPS perde contro Università
L'Ente Previdenziale ha chiesto la condanna di un'Università e di un'Azienda Ospedaliera al pagamento dei contributi previdenziali per alcuni medici, previo accertamento della natura subordinata del loro rapporto di lavoro svoltosi prima del 1998. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, confermando che la giurisdizione sul pubblico impiego per i rapporti eseguiti interamente prima del 30 giugno 1998 spetta esclusivamente al giudice amministrativo. Poiché la richiesta di contributi dipende direttamente dall'accertamento della natura del rapporto di lavoro svoltosi in quel periodo, il giudice ordinario non può decidere la controversia. Di conseguenza, l'Ente Previdenziale ha perso il ricorso e le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.
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Giudicato implicito sulla giurisdizione: perde il dirigente
Un Dirigente della Polizia di Stato, promosso il giorno precedente al pensionamento senza benefici economici a causa del blocco stipendiale, ha impugnato il provvedimento. Dopo la decisione favorevole del TAR e la riforma in appello da parte del Consiglio di Stato, il lavoratore ha fatto ricorso in Cassazione. Ha contestato la giurisdizione del giudice amministrativo, ritenendo la materia di competenza della Corte dei conti. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che si era formato il giudicato implicito sulla giurisdizione: chi promuove una causa davanti a un giudice non può contestarne l'autorità dopo aver perso nel merito, se non ha sollevato la questione in precedenza. Il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali.
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Cessazione della materia del contendere: l’accordo spegne la lite
Un consorzio di tutela ha negato la proroga delle quote latte a una società agricola. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Prima della decisione dei giudici, le parti hanno firmato un accordo transattivo per risolvere amichevolmente ogni pendenza. I difensori hanno quindi chiesto congiuntamente la dichiarazione di cessazione della materia del contendere. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per il sopravvenuto accordo. Questa decisione ha privato di efficacia le sentenze precedenti non ancora definitive. Le spese di giudizio sono state interamente compensate tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: effetti e spese in Cassazione
Una societa operante nel settore turistico ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione del Consiglio di Stato relativa a procedure di esproprio. Prima della decisione, la societa ha depositato una formale **rinuncia al ricorso** a seguito di una definizione bonaria della controversia raggiunta con l ente pubblico e la societa controinteressata. La Suprema Corte, riunita a Sezioni Unite, ha dichiarato l estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia produce effetti anche senza l accettazione delle controparti e disponendo la compensazione delle spese legali.
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Requisiti di onorabilità: verifica post-stipula
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la Pubblica Amministrazione ha l'obbligo di verificare la persistenza dei requisiti di onorabilità di un'azienda aggiudicataria per tutta la durata del contratto d'appalto. La sentenza chiarisce che il giudice amministrativo non eccede i propri poteri se, riscontrando l'irragionevolezza della valutazione della P.A., la obbliga a riesaminare la posizione dell'impresa, senza però sostituirsi ad essa nella decisione finale. Il caso riguardava una gara per servizi sanitari in cui, dopo l'aggiudicazione, erano emerse indagini penali a carico dei vertici dell'impresa vincitrice.
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Eccesso di potere giurisdizionale: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condominio contro una decisione del Consiglio di Stato, che aveva confermato la revoca di una concessione precaria. La Corte ha ribadito che il suo controllo non riguarda errori di giudizio del giudice amministrativo, ma solo i limiti esterni della giurisdizione. Le lamentele sull'interpretazione del contratto non configurano un eccesso di potere giurisdizionale, bensì un potenziale errore di merito, non sindacabile in sede di legittimità.
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