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Art. 13 d.m. n. 164 del 1999

8 provvedimenti

Visto di conformità infedele: la responsabilità del CAF
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha affrontato il caso di un professionista sanzionato per un visto di conformità infedele su una dichiarazione dei redditi. La Corte ha stabilito un principio fondamentale sulla competenza territoriale per l'irrogazione della sanzione. È stato chiarito che l'ufficio competente non è quello legato al domicilio fiscale del contribuente, ma la direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate competente per il domicilio fiscale del professionista o del CAF che ha commesso la violazione. Di conseguenza, il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che sosteneva la competenza dell'ufficio locale, è stato respinto, confermando l'illegittimità dell'atto emesso da un ufficio territorialmente incompetente.
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Visto infedele: competenza ufficio per sanzioni
Un professionista ha emesso un visto di conformità infedele su una dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'atto sanzionatorio è illegittimo se emesso dall'ufficio locale del contribuente, poiché la competenza esclusiva spetta alla direzione regionale del domicilio fiscale del professionista stesso, ribadendo un principio fondamentale sulla competenza territoriale.
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Visto di conformità infedele: chi è competente?
Un professionista è stato sanzionato per un visto di conformità infedele dall'ufficio delle entrate locale del contribuente. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità dell'atto, chiarendo che la competenza esclusiva spetta alla Direzione Regionale del domicilio fiscale del professionista, non a quella del suo assistito.
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Visto infedele: la competenza dell’ufficio è cruciale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5013/2025, ha annullato una cartella di pagamento emessa nei confronti di un professionista per l'apposizione di un visto infedele. Il motivo della decisione risiede nell'incompetenza territoriale dell'ufficio dell'Agenzia delle Entrate che ha emesso l'atto. La Corte ha stabilito che la competenza non si basa sul domicilio del contribuente, ma su quello del professionista che ha commesso la violazione, confermando un orientamento consolidato.
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Visto di conformità infedele: competenza territoriale
Un professionista è stato sanzionato per un visto di conformità infedele. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento della sanzione perché emessa da un ufficio territorialmente incompetente. La sentenza chiarisce che la competenza spetta alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del luogo in cui ha domicilio fiscale il professionista, data la natura punitiva della sua responsabilità, e non quella del contribuente.
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Visto di conformità infedele: la competenza territoriale
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di visto di conformità infedele, l'unico ufficio competente a irrogare la sanzione al professionista è la direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista stesso, e non l'ufficio locale del contribuente. Un atto emesso da un ufficio incompetente è da considerarsi illegittimo e, pertanto, nullo.
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Visto di conformità infedele: competenza e sanzioni
In un caso riguardante un visto di conformità infedele, la Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza per irrogare la sanzione al professionista spetta alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista stesso, e non all'ufficio territoriale del contribuente. La Corte ha ribadito che questa competenza è inderogabile, data la natura punitiva della sanzione. Di conseguenza, l'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato dichiarato nullo.
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Competenza visto di conformità: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18095/2025, ha stabilito un principio chiave sulla competenza per il visto di conformità infedele. Un professionista ha impugnato una cartella di pagamento per un visto errato, eccependo l'incompetenza dell'ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate. La Suprema Corte ha confermato che la competenza ad irrogare la sanzione spetta esclusivamente alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate, individuata in base al domicilio fiscale del contribuente assistito, e non all'ufficio provinciale. Di conseguenza, l'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato ritenuto illegittimo e l'appello dell'Agenzia è stato respinto.
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