Un lavoratore dello spettacolo ha chiesto il ricalcolo della sua pensione, sostenendo che il limite massimo sulla retribuzione giornaliera non dovesse applicarsi alla 'Quota B'. Inizialmente i giudici gli avevano dato ragione. La Corte di Cassazione, però, ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso dell'Ente Previdenziale. La Corte ha stabilito che il 'massimale retribuzione pensionabile' previsto da una vecchia norma del 1971 è ancora valido e non è stato cancellato dalle leggi successive. Questo tetto serve a bilanciare il trattamento di favore riservato a questa categoria di lavoratori con la sostenibilità del sistema pensionistico generale. Di conseguenza, l'Ente Previdenziale ha vinto e il calcolo originario della pensione è stato ritenuto corretto.
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