LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002

Pagina 16 di 40

3230 provvedimenti

Obbligo di rendiconto: procura non esonera da doveri
Una nipote, agendo in base a una procura per gestire il conto corrente dello zio, viene citata in giudizio per operazioni non autorizzate. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10479/2024, ha confermato che l'esercizio di una procura implica un mandato, con il conseguente obbligo di rendiconto. La Corte ha chiarito che l'onere di provare la correttezza di ogni operazione spetta al mandatario (la nipote) e non al mandante. Inoltre, una dichiarazione che solleva la banca da responsabilità non ha effetto nei rapporti interni tra le parti.
Continua »
Ratifica contratto: pagare vale come un sì?
Un'impresa edile ha eseguito lavori in un condominio. Un proprietario, pur non avendo firmato il contratto, aveva pagato alcuni acconti. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale comportamento costituisce una valida ratifica contratto, rendendolo vincolante. Il caso chiarisce che la volontà di accettare un contratto stipulato da altri in proprio nome può essere manifestata anche tramite comportamenti concludenti, come il pagamento.
Continua »
Inadempimento grave: inammissibile ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un promissario acquirente la cui domanda di esecuzione di un contratto preliminare era stata respinta nei primi due gradi di giudizio. La Corte ribadisce che il giudizio di legittimità non può riesaminare i fatti o le prove, attività riservata esclusivamente al giudice di merito, confermando la decisione basata sull'accertato inadempimento grave dell'acquirente.
Continua »
Querela di falso: le regole procedurali da seguire
Una casa di riposo ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello che, accogliendo una querela di falso, aveva dichiarato la falsità di una scrittura privata. Il ricorso si basava su quattro motivi procedurali, tra cui presunte violazioni nella gestione della querela di falso e la mancata comunicazione di atti al Pubblico Ministero. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, respingendo tutti i motivi sollevati e confermando la decisione di merito, poiché le censure erano infondate o non rientravano nelle competenze del giudice di legittimità.
Continua »
Progressione orizzontale: il diritto alla promozione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10459/2024, chiarisce la natura del diritto alla progressione orizzontale nel pubblico impiego. Quando una procedura selettiva, basata su un bando assimilabile a un'offerta al pubblico, si conclude con la formazione di una graduatoria, il dipendente vanta un diritto soggettivo pieno alla promozione, non una mera pretesa risarcitoria per perdita di chance. Di conseguenza, il giudice ordinario può ordinare all'amministrazione di completare l'iter e riconoscere l'inquadramento superiore.
Continua »
Ricorso improcedibile: cosa succede se non lo depositi?
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso improcedibile perché il ricorrente, dopo averlo notificato alla controparte, non lo ha depositato in cancelleria. La Corte ha chiarito che il controricorrente ha il diritto di iscrivere la causa a ruolo per ottenere tale declaratoria, tutelando così il proprio interesse al recupero delle spese legali e alla certezza del diritto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Progressione professionale: diritto senza approvazione?
Una dipendente pubblica ha richiesto il riconoscimento di una progressione professionale basata su una procedura selettiva. L'ente datore di lavoro si opponeva, sostenendo che la mancata approvazione formale della graduatoria finale impedisse il sorgere del diritto. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto alla progressione professionale sorge con il superamento della selezione e l'utile collocazione in graduatoria, a prescindere dalla successiva approvazione formale da parte dell'organo amministrativo. Di conseguenza, ha respinto sia il ricorso dell'ente che quello della lavoratrice, confermando la decisione della Corte d'Appello.
Continua »
Assegno sociale: 10 anni di soggiorno continuativo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10450/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cittadina straniera contro il diniego dell'assegno sociale. La decisione si fonda sulla mancata prova del requisito del soggiorno continuativo in Italia per almeno dieci anni, un onere che grava interamente sul richiedente e non può essere superato da brevi assenze non debitamente contestualizzate nei gradi di merito.
Continua »
Cessata materia del contendere: accordo e fine del caso
A seguito di un licenziamento, annullato in appello, le parti hanno proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, hanno raggiunto un accordo transattivo. La Suprema Corte, preso atto dell'accordo, ha dichiarato la cessata materia del contendere, annullando di fatto gli effetti della sentenza impugnata e compensando le spese legali.
Continua »
Transazione fiscale: estinzione del processo tributario
Una società energetica, dopo una condanna in appello per il mancato pagamento di accise, ha raggiunto una transazione fiscale con l'amministrazione finanziaria mentre il caso era pendente in Cassazione. L'accordo, omologato dal tribunale, ha portato la Suprema Corte a dichiarare la cessazione della materia del contendere, annullando di fatto la precedente sentenza e regolando il debito esclusivamente sulla base della transazione.
Continua »
Ricorso nullo: l’onere di specificità dell’attore
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione che rigettava le richieste di alcuni lavoratori precari contro un Ministero e un'agenzia pubblica. Il motivo principale è stato il ricorso nullo per eccessiva genericità: i lavoratori non avevano specificato in modo dettagliato le mansioni svolte, impedendo al giudice di valutare le loro pretese. La sentenza sottolinea l'importanza dell'onere di allegazione a carico di chi agisce in giudizio, un dovere che non può essere colmato dal giudice.
Continua »
Clausola risolutiva espressa: la tolleranza non salva
Una società conduttrice, morosa nel pagamento di diversi canoni di locazione, si è vista risolvere il contratto nonostante avesse saldato il debito dopo la notifica di sfratto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la precedente tolleranza del locatore verso i ritardi non impedisce l'attivazione della clausola risolutiva espressa. L'atto di citazione per lo sfratto è di per sé sufficiente a manifestare la volontà del locatore di porre fine alla tolleranza e di avvalersi della clausola, risolvendo di diritto il contratto a causa del grave e reiterato inadempimento.
Continua »
Contratto a termine: quando è legittimo lo ius variandi
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un contratto a termine per un esattore autostradale, anche se impiegato con orari e in sedi diverse da quelle indicate. La Suprema Corte ha chiarito che tali variazioni rientrano nel potere organizzativo del datore di lavoro (ius variandi) e non invalidano la causale del contratto, purché la prestazione resti coerente con la ragione originaria dell'assunzione, come l'aumento del traffico estivo.
Continua »
Rinuncia al ricorso: come chiudere un processo fiscale
Un contribuente, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza relativa a una cartella di pagamento per Irpef, Iva e Irap, ha aderito alla cosiddetta "rottamazione ter". Di conseguenza, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che la rinuncia è efficace anche senza l'accettazione dell'Amministrazione Finanziaria e che le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate, senza l'obbligo per il ricorrente di versare il doppio del contributo unificato.
Continua »
Revocazione sentenza Cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta di revocazione di una propria precedente sentenza. La contribuente sosteneva un errore di fatto relativo a una mancata risposta a un'istanza di rateazione. La Corte ha chiarito che non si tratta di errore revocatorio quando il punto è stato oggetto di dibattito e decisione, non di una svista. La decisione conferma che la revocazione sentenza Cassazione è un rimedio eccezionale, non un terzo grado di giudizio.
Continua »
Danno violazione distanze: quando è risarcibile?
Una società edile costruisce un'opera violando le normative urbanistiche e sulle distanze. I proprietari confinanti chiedono il risarcimento del danno. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10284/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso della società, confermando che il danno violazione distanze si presume e non richiede una prova specifica. La semplice limitazione del godimento della proprietà e la sua temporanea diminuzione di valore costituiscono un danno risarcibile.
Continua »
Litisconsorzio necessario: la Cassazione e la sanatoria
La Cassazione ha respinto i ricorsi di una società di persone e dei suoi soci, confermando gli avvisi di accertamento per costi fittizi. Sebbene i giudizi di merito si siano svolti separatamente, violando il principio del litisconsorzio necessario, la Corte ha ritenuto il vizio sanato dalla riunione in sede di legittimità, data l'identità delle difese e degli esiti, in applicazione del principio di ragionevole durata del processo.
Continua »
Usucapione terreno: la Cassazione chiarisce il caso
Una proprietaria immobiliare ha citato in giudizio un'azienda dolciaria, di cui era socia, per ottenere la restituzione di un terreno. L'azienda ha risposto con una domanda riconvenzionale, sostenendo di aver acquisito la proprietà del terreno per usucapione. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno dato ragione all'azienda. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, dichiarando inammissibile il ricorso della proprietaria. La Suprema Corte ha stabilito che i giudici di merito avevano correttamente valutato le prove, le quali dimostravano un possesso continuo e ininterrotto per oltre vent'anni da parte dell'azienda, e non un semplice atto di tolleranza da parte dei proprietari.
Continua »
Incapacità naturale: quando un contratto è annullabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro l'annullamento di un contratto di mantenimento. La decisione si fonda sul principio della "doppia conforme", in cui due tribunali di merito avevano già accertato l'incapacità naturale della parte che aveva stipulato l'atto. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è riesaminare i fatti, ma solo la corretta applicazione della legge, respingendo le censure dei ricorrenti come tentativi di ottenere una terza valutazione sul merito della causa.
Continua »
Canale di scolo illegittimo: risarcimento del danno
La Corte di Cassazione ha dichiarato improcedibile il ricorso di un proprietario che aveva costruito un canale di scolo illegittimo, alterando il deflusso delle acque piovane e danneggiando il fondo vicino. La decisione conferma la condanna alla demolizione e al risarcimento del danno, sottolineando l'inammissibilità di censure di merito in presenza di una 'doppia conforme' e l'importanza del rispetto delle norme processuali.
Continua »