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art. 13-bis d.l. n. 78 del 2009

5 provvedimenti

Scudo fiscale: le dichiarazioni riservate non bloccano il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha emesso tre avvisi di accertamento contro una contribuente, contestando la mancata prova dell'effettiva detenzione all'estero di capitali regolarizzati tramite lo scudo fiscale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che le dichiarazioni riservate presentate per lo scudo fiscale non esonerano il contribuente dall'onere di provare la sussistenza dei requisiti per beneficiare del regime di favore. Spetta quindi al cittadino, e non all'amministrazione finanziaria, dimostrare la reale esistenza delle attività finanziarie estere alla data prevista dalla legge.
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Scudo fiscale: perché non basta contro l’accertamento
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una contribuente un maggior reddito imponibile per gli anni 2007 e 2008 tramite accertamento sintetico. La contribuente si è difesa opponendo lo scudo fiscale, sostenendo che le somme rimpatriate dall'estero nel 2009 giustificassero le spese contestate. I giudici di merito le hanno dato ragione, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che lo scudo fiscale non costituisce una franchigia generica. Spetta infatti al contribuente l'onere di dimostrare un collegamento concreto, sia temporale che quantitativo, tra i capitali scudati e i redditi accertati dal fisco. Di conseguenza, la Cassazione ha accolto il ricorso dell'ufficio finanziario.
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Raddoppio dei termini: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16314/2024, ha stabilito che la norma sul raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale di capitali detenuti in paradisi fiscali ha natura procedurale e non sostanziale. Di conseguenza, si applica il principio 'tempus regit actum' e la norma può essere utilizzata per accertamenti notificati dopo la sua entrata in vigore, anche se relativi a periodi d'imposta precedenti. La Corte ha così accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, annullando la decisione di merito che aveva dichiarato nullo un avviso di accertamento per decorrenza dei termini ordinari.
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Redditi esteri non dichiarati: la Cassazione decide
Un contribuente non ha dichiarato redditi da capitali detenuti in Svizzera, sostenendo di essere stato vittima di una frode. La Corte di Cassazione ha respinto la difesa nel merito per mancanza di prove, ma ha cassato la sentenza per quanto riguarda le sanzioni, ordinando l'applicazione del principio del favor rei, e per un'omissione di pronuncia. La questione centrale rimane l'accertamento per redditi esteri non dichiarati.
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Autoriciclaggio: retroattività e confisca dei proventi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1309/2024, ha respinto i ricorsi di diversi imputati coinvolti in un'associazione per delinquere finalizzata a reati fiscali, riciclaggio e autoriciclaggio. La Corte ha confermato le condanne e le confische, stabilendo importanti principi in materia di autoriciclaggio. In particolare, ha chiarito che il reato si può configurare anche se il delitto presupposto è stato commesso prima dell'entrata in vigore della norma, purché la condotta di reimpiego dei proventi sia successiva. Inoltre, ha precisato la nozione di prodotto del reato ai fini della confisca e ha ribadito il rigore nell'applicazione della confisca allargata in caso di sproporzione patrimoniale non giustificata.
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