LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1298 Codice Civile

Pagina 8 di 9

162 provvedimenti

Responsabilità solidale e assicurazione: la decisione
Una società intenta una causa di responsabilità contro i suoi ex amministratori e sindaci. La compagnia assicuratrice di uno dei sindaci contesta la copertura, invocando il dolo eventuale dell'assicurato e cercando di limitare la garanzia alla sola quota di responsabilità diretta, escludendo quindi la responsabilità solidale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'assicurazione per la responsabilità civile deve coprire l'intero importo dovuto dall'assicurato, anche se condannato in solido con altri. Inoltre, ha ribadito che spetta all'assicuratore fornire la prova del dolo per poter escludere la copertura.
Continua »
Canone depurazione non dovuto: onere della prova
Una società di gestione idrica è stata condannata a rimborsare agli utenti il canone di depurazione non dovuto a causa di un servizio inefficiente. La società ha impugnato la decisione sostenendo che gli utenti non avessero provato i pagamenti e che la responsabilità fosse di altri enti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che spetta alla società convenuta provare i fatti che potrebbero ridurre il rimborso dovuto, confermando così il diritto degli utenti alla restituzione.
Continua »
Spese legali: il divieto di reformatio in pejus
In una causa per una donazione nulla tra familiari, il figlio appellante ottiene una riduzione della somma da restituire ma si vede aumentare le spese legali del primo grado. La Corte di Cassazione interviene, ribadendo che, in assenza di appello incidentale, la statuizione sulle spese legali non può essere peggiorata per chi ha impugnato la sentenza. Viene così cassata la decisione d'appello sul punto specifico delle spese, applicando il principio del divieto di "reformatio in pejus".
Continua »
Prenotazione a debito: esclusa per Comuni e Regioni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni contribuenti, stabilendo che la prenotazione a debito dell'imposta di registro non si estende a Comuni e Regioni, essendo un'agevolazione fiscale limitata all'Amministrazione statale e a pochi altri casi previsti dalla legge. L'imposta è dovuta sulla base della sola esistenza della sentenza, indipendentemente dalla sua esecuzione.
Continua »
Onere della prova nel fallimento: il caso del mandato
Una società del servizio idrico ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare di una società di riscossione per somme incassate e non riversate. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni precedenti, ha stabilito che l'onere della prova del creditore si esaurisce nel dimostrare l'avvenuta riscossione. Spetta invece alla curatela fallimentare provare l'esistenza di un controcredito, come i compensi per il servizio, da portare in compensazione. La sentenza chiarisce un principio fondamentale sull'onere della prova nei rapporti di mandato interrotti da fallimento.
Continua »
Legittimazione passiva solidale: Università e Ospedale
La Corte di Cassazione ha confermato il principio della legittimazione passiva solidale tra Università e Azienda Ospedaliera Universitaria per i crediti retributivi del personale. In un caso riguardante una richiesta di equiparazione stipendiale, il ricorso dell'Università è stato dichiarato inammissibile per vizi procedurali, in particolare per non aver impugnato tutte le 'rationes decidendi' della sentenza d'appello e per la mancata specificità dei motivi. La Corte ha ribadito che il dipendente può agire contro una sola delle amministrazioni per l'intero credito.
Continua »
Delegazione di pagamento: il delegato può agire?
Una banca, agendo come delegato in una delegazione di pagamento, ha versato una somma a una società che l'ha ricevuta indebitamente. La Corte di Cassazione ha confermato che la banca delegata ha il diritto di agire direttamente contro la società beneficiaria per la restituzione della somma, in quanto si trattava di una delegazione di pagamento titolata rispetto al rapporto di valuta.
Continua »
Azione di riduzione: i requisiti secondo la Cassazione
Una erede agiva con un'azione di riduzione contro i coeredi, lamentando la lesione della sua quota di legittima. I tribunali di merito dichiaravano la sua domanda inammissibile per non aver allegato e imputato alla propria quota le donazioni ricevute dal defunto. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che l'omessa allegazione iniziale non preclude la domanda se gli elementi emergono nel corso del processo. Inoltre, ha stabilito che l'imputazione delle donazioni alla propria quota non è una condizione di ammissibilità dell'azione, ma un'operazione di calcolo che il giudice compie per verificare l'effettiva lesione. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello.
Continua »
Legittimazione passiva espropriazione: chi paga?
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla legittimazione passiva espropriazione in un caso complesso di mancato perfezionamento del procedimento. L'ordinanza chiarisce che la società concessionaria originaria, promotrice e beneficiaria dell'occupazione d'urgenza, resta obbligata al pagamento dell'indennità insieme al Ministero, anche se il suo ruolo è mutato nel tempo. Viene invece esclusa la responsabilità della nuova società concessionaria, subentrata dopo la maturazione del diritto all'indennizzo. La decisione sottolinea che gli accordi interni tra concedente e concessionario non possono pregiudicare i diritti dei proprietari espropriati.
Continua »
Fondo di Garanzia: No TFR se l’azienda è ceduta
Un lavoratore, il cui datore di lavoro originario è fallito dopo aver ceduto l'azienda a una nuova società, ha richiesto l'intervento del Fondo di Garanzia INPS per TFR e stipendi arretrati. La Corte di Cassazione ha negato tale diritto, poiché il rapporto di lavoro era proseguito con il nuovo datore di lavoro solvente. La Corte ha stabilito che la condizione essenziale per l'intervento del Fondo è la cessazione del rapporto di lavoro con un datore insolvente, condizione non verificatasi in questo caso.
Continua »
Mandato collettivo: il singolo non può agire da solo
Un ingegnere, parte di un gruppo di professionisti incaricato da un ente sanitario, ha citato in giudizio l'ente per ottenere il pagamento della sua quota di compenso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. La ragione risiede nel contratto, qualificabile come mandato collettivo, che designava uno dei professionisti come unico rappresentante (mandatario) del gruppo nei confronti del committente. Di conseguenza, solo il mandatario era legittimato a richiedere il pagamento per tutti, e il singolo professionista non aveva il diritto di agire individualmente contro l'ente.
Continua »
Contratto quadro investimento: nullità per ordine anticipato
Un'investitrice ha acquistato obbligazioni argentine tramite una banca, ma l'ordine di acquisto è stato emesso il giorno prima della firma del contratto quadro investimento. I giudici di primo e secondo grado hanno dichiarato nullo l'acquisto. La Corte di Cassazione, pur confermando la nullità dell'operazione per la scorretta sequenza temporale, ha accolto parzialmente il ricorso della banca. Ha stabilito che l'investitrice deve restituire tutte le cedole incassate fin dall'inizio, e non solo quelle percepite dopo la messa in mora, per evitare un ingiustificato arricchimento.
Continua »
Procura Falsa: Responsabilità avvocato e litisconsorzio
La Corte di Cassazione analizza un caso di procura falsa, stabilendo che i legali che agiscono sulla base di essa diventano parti personali nel processo. Di conseguenza, in caso di decesso di uno dei legali, il giudizio deve essere riassunto nei confronti dei suoi eredi, configurandosi un'ipotesi di litisconsorzio necessario. La mancata integrazione del contraddittorio con gli eredi comporta la cassazione della sentenza.
Continua »
Imposta di registro usucapione: chi paga il conto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5893/2025, ha chiarito che in caso di sentenza che accerta l'usucapione di un immobile, l'imposta di registro è dovuta in solido da tutte le parti del giudizio. Questo significa che l'Agenzia delle Entrate può richiederne il pagamento anche a chi ha perso la proprietà del bene (l'usucapito). Sebbene l'obbligazione sia sorta nell'interesse esclusivo di chi ha acquisito il bene (l'usucapente), la solidarietà verso il fisco rimane valida. La parte che ha pagato pur non avendo tratto beneficio, potrà poi agire in regresso per recuperare l'intera somma versata dalla controparte.
Continua »
Imposta di registro usucapione: chi paga il conto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5895/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di imposta di registro per usucapione. Il caso riguardava un contribuente, parte di un giudizio conclusosi con l'accertamento dell'usucapione di un terreno, che aveva ricevuto un avviso di liquidazione per l'intera imposta. La Corte ha chiarito che l'obbligazione tributaria grava solidalmente su tutte le parti del processo originario, indipendentemente da chi abbia effettivamente acquisito la proprietà del bene. L'Amministrazione Finanziaria può quindi richiedere il pagamento a uno qualsiasi dei coobbligati, lasciando che le questioni sulla ripartizione interna della spesa vengano risolte successivamente tra le parti stesse attraverso un'azione di regresso.
Continua »
Prescrizione risarcimento reato: quando decorre?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16132/2025, affronta il tema della prescrizione del risarcimento del danno derivante da reato. Il caso riguarda una richiesta di risarcimento da parte dei familiari di una vittima di un'alluvione. La Corte ha stabilito che, se il danneggiato non si costituisce parte civile nel processo penale, il termine di prescrizione per l'azione civile decorre dalla data del fatto illecito e non dalla data in cui la sentenza penale diventa irrevocabile. Di conseguenza, l'azione dei danneggiati è stata dichiarata prescritta.
Continua »
Indennità di occupazione: chi paga? Cassazione chiarisce
Una società proprietaria di un terreno, occupato per la realizzazione di un'opera pubblica, ha richiesto il pagamento dell'indennità di occupazione alla società concessionaria e al Ministero. La concessionaria sosteneva di non essere più responsabile a seguito di modifiche contrattuali. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità solidale di entrambi i soggetti, stabilendo che gli accordi interni tra concedente e concessionario non possono modificare la posizione di quest'ultimo quale beneficiario dell'espropriazione nei confronti del proprietario del suolo. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile la domanda di manleva della concessionaria verso il Ministero nel giudizio specifico per la determinazione dell'indennità.
Continua »
Indennità di occupazione: chi paga? Cassazione chiarisce
Una società agricola ha richiesto l'indennità di occupazione per un terreno utilizzato per la costruzione di un'opera pubblica da parte di una società concessionaria e del Ministero. Poiché la procedura di esproprio non è stata completata, è sorta una controversia su chi fosse il soggetto tenuto al pagamento. La Corte di Cassazione ha stabilito la responsabilità solidale di entrambi, concessionario ed ente pubblico concedente, affermando che gli accordi interni tra di loro non possono scaricare la responsabilità verso il proprietario del terreno danneggiato. La decisione chiarisce che chiunque eserciti poteri espropriativi, anche se delegato, è responsabile per l'indennità di occupazione.
Continua »
Canone di depurazione: rimborso e rivalsa del gestore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20014/2025, ha stabilito principi chiave in materia di canone di depurazione. Se il servizio di depurazione delle acque non viene erogato, gli utenti hanno diritto al rimborso di quanto pagato. Il gestore del servizio idrico, pur essendo tenuto alla restituzione in quanto parte contrattuale, può agire in rivalsa contro i soggetti responsabili del malfunzionamento dell'impianto, come la Regione proprietaria. La Corte ha chiarito che la mancata erogazione del servizio costituisce un inadempimento contrattuale, legittimando l'azione di regresso del gestore contro i corresponsabili.
Continua »
Rappresentante fiscale: giurisdizione e contratto
Con la sentenza Cass. Civ., Sez. U, n. 7620 del 18/03/2019, la Corte di Cassazione ha stabilito che la controversia tra una società estera e il suo rappresentante fiscale italiano, relativa a un rimborso per sanzioni fiscali pagate, rientra nella giurisdizione italiana. La Corte ha chiarito che, sebbene l'obbligazione tributaria verso lo Stato sia di natura legale, il rapporto tra la società e il suo rappresentante fiscale è di natura contrattuale (mandato). Pertanto, si applica il foro speciale previsto dall'art. 5 della Convenzione di Lugano per le obbligazioni contrattuali, radicando la competenza nel luogo di esecuzione della prestazione, cioè l'Italia.
Continua »