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Art. 129 Codice del Consumo

11 provvedimenti

Auto difettosa: rimborso negato per difetto di conformità
Un'acquirente ha acquistato un'automobile che ha presentato subito problemi al motore e strappi in partenza. La donna ha contestato il difetto di conformità alla concessionaria venditrice. La concessionaria ha eseguito vari interventi riparatori non risolutivi e ha successivamente proposto un intervento definitivo. L'acquirente ha però rifiutato di riconsegnare il veicolo in officina e ha chiesto in tribunale la sostituzione dell'auto o la risoluzione contrattuale. I giudici di merito hanno respinto la richiesta perché il consumatore ha impedito la riparazione offerta. La Cassazione, esaminando il ricorso, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per verificare il corretto deposito telematico dell'atto prima di pronunciarsi definitivamente sul caso.
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Garanzia auto usata: il veicolo è vecchio ma il venditore paga
Un Acquirente compra un'auto usata di pregio da una Concessionaria. Dopo sette mesi, il motore si rompe a causa di un grave difetto interno. I giudici di merito negano il risarcimento, ritenendo che l'anzianità del veicolo (diciassette anni) escluda automaticamente la garanzia. La Corte di Cassazione ribalta la decisione. Gli Ermellini chiariscono che l'acquisto di un veicolo usato non elimina la garanzia auto usata per i vizi occulti (difetti nascosti). La clausola "vista e piaciuta" copre solo i difetti facilmente visibili, non quelli interni e imprevedibili. La Suprema Corte accoglie il ricorso dell'Acquirente e rinvia la causa alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Garanzia legale di conformità: consumatore perde per un ritardo
Un consumatore ha acquistato un televisore che si è rivelato difettoso. Ha quindi richiesto la risoluzione del contratto e il rimborso del prezzo. Il Tribunale ha respinto la domanda perché il difetto si è manifestato oltre sei mesi dall'acquisto, escludendo la presunzione di preesistenza del vizio. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando inammissibile il ricorso del consumatore. La Suprema Corte ha chiarito che, superati i sei mesi dall'acquisto, non opera la presunzione automatica e spetta all'acquirente dimostrare che il difetto esisteva già al momento della consegna. Inoltre, per attivare la garanzia legale di conformità, il consumatore deve rispettare la gerarchia dei rimedi, consentendo prima al venditore di riparare o sostituire il bene, prima di poter pretendere la restituzione dei soldi.
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Onere della prova difetto: smartphone rotto, il cliente perde
Una consumatrice acquista uno smartphone che smette di funzionare dopo quasi un anno. Il difetto emerge oltre i sei mesi dalla consegna, termine entro cui la legge presume che il vizio fosse originario. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici precedenti: in questi casi, l'onere della prova del difetto di conformità ricade interamente sul consumatore. Poiché la cliente non è riuscita a dimostrare che il guasto dipendesse da un problema preesistente alla vendita, la sua richiesta di riparazione e risarcimento è stata respinta. La scoperta che il telefono era stato attivato prima dell'acquisto non è stata ritenuta una prova sufficiente.
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Codice del Consumo e auto usata: km scalati
La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione del contratto di vendita di un'auto usata a causa della manomissione del contachilometri. Il venditore professionista risponde del difetto di conformità ai sensi del Codice del Consumo, poiché il veicolo presentava una percorrenza reale di 250.000 km a fronte dei 114.000 dichiarati. La clausola di riduzione della garanzia a un anno è stata dichiarata nulla in quanto vessatoria e non specificamente trattata.
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Qualificazione della domanda: errore fatale nel contenzioso
La Cassazione rigetta il ricorso di una consumatrice per un condizionatore difettoso. La corretta qualificazione della domanda si è rivelata decisiva: la richiesta di risoluzione del contratto di vendita è stata respinta perché il difetto non era nel bene venduto, ma nell'impianto preesistente, riconducibile a un diverso contratto d'appalto.
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Concorso di colpa: venditore e acquirente responsabili
La Corte d'Appello di Genova ha analizzato un caso di vendita di una caldaia non funzionante. La sentenza ha stabilito il concorso di colpa del creditore, riducendo del 50% il risarcimento dovuto dal venditore. La responsabilità è stata condivisa perché l'acquirente ha utilizzato un proprio tecnico non qualificato per l'installazione e l'ambiente non era a norma, contribuendo a rendere l'impianto non certificabile e inutilizzabile.
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Valutazione delle prove: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4128/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due acquirenti che lamentavano la fornitura di serramenti di marca diversa da quella pattuita. Il caso verteva sulla corretta valutazione delle prove per determinare l'oggetto del contratto. La Suprema Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non può trasformarsi in un terzo grado di merito per riesaminare i fatti, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso la prova di un accordo su una marca specifica, basando la sua decisione sul principio del libero convincimento del giudice.
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Bene non conforme: la descrizione vincola il venditore
Un'acquirente acquista un bracciale descritto come 'oro e smalto' che si rivela essere d'argento placcato. La Cassazione stabilisce che la descrizione del prodotto è vincolante per il venditore. Un bene non conforme alla descrizione fornita al momento della vendita legittima le tutele del consumatore, poiché il venditore deve consegnare beni conformi al contratto. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva rigettato la domanda dell'acquirente, ritenendo che il giudice di secondo grado avesse omesso di valutare un fatto decisivo: la discrepanza tra la composizione descritta e quella reale del gioiello.
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Credito al consumo collegato: denuncia vizi e termini
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un contratto di credito al consumo collegato, il consumatore perde il diritto di risolvere il finanziamento se non denuncia i vizi del bene acquistato al venditore entro i termini di decadenza previsti dal Codice del Consumo. Il caso riguardava l'acquisto di un impianto fotovoltaico difettoso. La tardiva denuncia dei difetti al fornitore ha precluso la possibilità di agire contro la società finanziaria, confermando la stretta interconnessione tra il contratto di vendita e quello di finanziamento.
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Legittimazione attiva: Chi può agire in giudizio?
Una consumatrice ha citato in giudizio una stazione di servizio dopo che il figlio ha fatto rifornimento alla sua auto con carburante ritenuto contaminato, causando gravi danni al motore. Il Tribunale ha dichiarato la domanda inammissibile, stabilendo che la madre non possedeva la legittimazione attiva per agire, poiché il contratto di acquisto del carburante era stato stipulato esclusivamente dal figlio. La sentenza chiarisce che solo la parte contraente può esercitare le azioni legali derivanti da un inadempimento contrattuale.
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