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Art. 128 Codice di Procedura Penale

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35 provvedimenti

Convalida DASPO: annullata se viola diritto di difesa
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida DASPO con obbligo di presentazione alla polizia. Il Giudice per le indagini preliminari aveva emesso la sua decisione prima che scadesse il termine di 48 ore concesso all'interessato per presentare memorie difensive. Secondo la Suprema Corte, questa decisione prematura costituisce una violazione insanabile del diritto di difesa, rendendo nulla la convalida DASPO stessa, indipendentemente dal merito della vicenda.
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Termine riesame sequestro: decorrenza e notifica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato che aveva impugnato tardivamente un decreto di sequestro preventivo. La Corte ha ribadito un principio consolidato: il termine per il riesame del sequestro decorre dalla data di esecuzione della misura o dalla conoscenza effettiva da parte dell'interessato, e non dalla data di notifica del provvedimento al difensore. Quest'ultimo, pur legittimato a impugnare, non ha un autonomo diritto alla notifica ai fini della decorrenza dei termini.
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Custodia cautelare: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare per detenzione e porto d'armi. La Corte ha stabilito che il termine di dieci giorni per la decisione del Tribunale del Riesame decorre dal deposito dell'ordinanza, non dalla notifica. Ha inoltre chiarito che l'omessa valutazione di elementi difensivi non decisivi non invalida la misura e che la valutazione del pericolo di recidiva può basarsi sulla personalità e sulle frequentazioni dell'indagato, giustificando la custodia cautelare in carcere.
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Autonoma valutazione: Cassazione su misure cautelari
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato in custodia cautelare per estorsione aggravata. La difesa lamentava la mancanza di autonoma valutazione da parte del GIP e del Tribunale del Riesame, che avrebbero meramente recepito la richiesta del PM. La Corte ha ribadito che l'uso di tecniche redazionali "per relationem" è compatibile con l'obbligo di autonoma valutazione, purché emerga una "visibile" elaborazione critica da parte del giudice. Il ricorso è stato giudicato generico in quanto non ha dimostrato come una diversa valutazione avrebbe cambiato l'esito della decisione cautelare.
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Reato commesso all’estero: la richiesta del Ministro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36905/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di reato commesso all'estero da un cittadino italiano. Nel caso di una truffa ai danni di una società straniera, la Corte ha confermato che la sola richiesta di procedimento del Ministro della Giustizia non è sufficiente per avviare l'azione penale. Se il reato, secondo la legge italiana, è procedibile a querela, quest'ultima rimane una condizione indispensabile e non può essere surrogata dall'atto ministeriale. La decisione sottolinea la preminenza della volontà della persona offesa.
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Termine ricorso cassazione: 15 giorni per l’appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché depositato oltre il termine ricorso cassazione di 15 giorni previsto per le ordinanze emesse in camera di consiglio. L'appellante, che chiedeva una riparazione per ingiusta detenzione, ha visto la sua richiesta respinta per un vizio procedurale, venendo condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ingiusta detenzione: risarcimento per ritardo del giudice
La Corte di Cassazione ha stabilito che un detenuto ha diritto al risarcimento per ingiusta detenzione se la sua scarcerazione viene ritardata a causa del tardivo deposito di un provvedimento giudiziario. Nel caso specifico, il riconoscimento della continuazione tra reati avrebbe dovuto comportare la liberazione immediata del condannato, ma il ritardo di mesi nel deposito dell'ordinanza ha reso ingiusta la detenzione subita in quel lasso di tempo.
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Notifica domicilio eletto: annullata ordinanza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5053/2024, ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza per un vizio di procedura. La decisione di rigetto di misure alternative alla detenzione non era stata comunicata al condannato presso il suo domicilio eletto, ma solo al suo avvocato. Questo errore sulla notifica al domicilio eletto ha reso invalido il provvedimento, che dovrà essere riesaminato.
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Notifica avviso di deposito: quando decorre il termine
Un condannato ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata notifica di un'ordinanza al suo nuovo avvocato. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché il difensore aveva partecipato all'udienza, sanando ogni vizio. La sentenza chiarisce un principio fondamentale: nei procedimenti di sorveglianza, il termine per l'impugnazione decorre dalla notifica dell'avviso di deposito del provvedimento, contenente il solo dispositivo, e non dalla notifica dell'ordinanza per esteso.
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Immutabilità del giudice: Cassazione annulla sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza relativa a un sequestro preventivo perché il collegio di giudici che ha emesso la decisione era diverso da quello che ha tenuto l'udienza. Questa violazione del principio di immutabilità del giudice, esteso anche ai procedimenti cautelari, costituisce una nullità insanabile. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo giudizio.
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Aggravamento misura cautelare per reiterazione reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo agli arresti domiciliari a cui era stata aggravata la misura con la custodia in carcere. Il ritrovamento durante una perquisizione di sostanze stupefacenti, cellulari multipli e denaro è stato ritenuto prova sufficiente di un aggravamento delle esigenze cautelari e della reiterazione dell'attività illecita, giustificando così l'aggravamento della misura cautelare ai sensi dell'art. 299 c.p.p.
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Messa alla prova D.Lgs. 231: no per gli enti
Una società ottiene l'estinzione di un illecito ex D.Lgs. 231/2001 tramite la messa alla prova. Il Procuratore Generale ricorre e la Corte di Cassazione annulla la decisione, ribadendo un principio fondamentale delle Sezioni Unite: la messa alla prova è un istituto riservato esclusivamente alle persone fisiche e non può essere esteso agli enti. La vicenda chiarisce i confini tra responsabilità penale individuale e responsabilità amministrativa delle società.
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Interesse ad impugnare: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto ricorre contro un'ordinanza di correzione di errore materiale che, di fatto, lo favoriva eliminando la sua condanna al pagamento delle spese. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di interesse ad impugnare, poiché l'appellante non ha dimostrato quale concreto vantaggio avrebbe ottenuto dall'annullamento del provvedimento favorevole.
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Notifica all’Avvocatura: decisiva per i beni confiscati
La Corte di Cassazione annulla un decreto che ammetteva un credito su beni confiscati. La ragione risiede nella mancata notifica all'Avvocatura dello Stato, legale rappresentante dell'Agenzia Nazionale Beni Confiscati. Secondo la Corte, una semplice comunicazione informale all'Agenzia da parte del creditore non è sufficiente a far decorrere i termini per l'impugnazione, poiché viola il diritto di difesa e determina la nullità assoluta del procedimento.
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Truffa assicurativa: competenza e prova del reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa assicurativa. La sentenza ribadisce principi chiave: la competenza territoriale per questo reato si determina presso la sede legale della compagnia assicuratrice, luogo in cui perviene la richiesta di risarcimento. Inoltre, la rinnovazione delle prove in appello è un'eccezione, non la regola, specialmente di fronte a prove documentali e testimoniali schiaccianti che dimostrano la simulazione del sinistro.
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