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Art. 128 Codice di Procedura Civile

10 provvedimenti

Decadenza fideiussione: la deroga nel contratto
Un garante in un contratto di locazione commerciale ha impugnato una condanna al pagamento, eccependo la decadenza fideiussione per mancata azione giudiziaria del locatore entro sei mesi. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, stabilendo che una specifica clausola contrattuale derogava validamente all'art. 1957 c.c., rendendo sufficiente una semplice richiesta di pagamento per interrompere i termini e conservare la garanzia.
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Trattazione scritta appello: no inammissibilità
Una lavoratrice si è vista dichiarare l'appello improcedibile per non aver depositato la prova della notifica durante una trattazione scritta. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la modalità di trattazione scritta appello non può comprimere il diritto di difesa. Il giudice, prima di dichiarare l'improcedibilità, deve fissare una nuova udienza per consentire alla parte di produrre la prova della notifica e verificare così la corretta instaurazione del contraddittorio.
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Compensi professionali avvocato: quando il giudice li riduce
Un avvocato ha richiesto oltre 17.000 euro per l'assistenza legale fornita a due clienti in una causa societaria. I clienti hanno contestato l'importo. Il Tribunale, valutando il contributo minimo del legale al processo, ha ridotto significativamente i compensi professionali a 6.000 euro. La sentenza chiarisce anche che la negoziazione assistita non è obbligatoria quando i clienti agiscono come consumatori.
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Incarico professionale avvocato e procura: la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene su un caso riguardante la richiesta di compenso di un legale nei confronti di un condominio. L'ordinanza chiarisce la netta distinzione tra l'incarico professionale avvocato, ovvero il contratto di patrocinio che fonda il diritto al compenso, e la procura ad litem, l'atto necessario per la rappresentanza in giudizio. La Corte ha stabilito che un'eventuale invalidità della procura non estingue il diritto del professionista a essere pagato per l'attività svolta in base all'incarico ricevuto, cassando la decisione del tribunale che aveva negato il compenso.
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Inadempimento appalto: come tutelarsi dai vizi
Un committente cita in giudizio un'impresa edile per grave inadempimento appalto, vizi e ritardi nei lavori di ristrutturazione. Il Tribunale di Torino accoglie le richieste, condannando l'impresa (rimasta contumace) al pagamento di una penale per il ritardo, al risarcimento dei danni per i difetti costruttivi, alla restituzione delle somme pagate in eccesso e alla consegna delle certificazioni di conformità.
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Inadempimento contrattuale P.A.: il caso del Comune
Un'azienda di trasporti vince un appalto ma il gestore uscente non le consegna i mezzi. La Cassazione interviene sull'inadempimento contrattuale P.A., cassando la sentenza d'appello che aveva escluso la responsabilità del Comune per il ritardo nell'attivarsi, giudicando la motivazione contraddittoria.
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Responsabilità promotore finanziario: quando la banca paga?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni risparmiatori che chiedevano il risarcimento dei danni a una banca e a un promotore finanziario per somme sottratte da un collaboratore di quest'ultimo. La Corte ha confermato la decisione d'appello, sottolineando che la responsabilità del promotore finanziario e, di conseguenza, della banca, non può essere affermata se non viene provato un suo coinvolgimento, anche indiretto, nell'attività illecita. La mera esistenza di un rapporto professionale non è sufficiente a fondare la condanna.
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Opposizione all’esecuzione: credito ridotto per acconto
Un debitore ha presentato opposizione all'esecuzione immobiliare poiché il creditore non aveva detratto un pagamento di 5.000,00 € dal debito totale. Il Tribunale ha accolto l'opposizione, affermando che contestare l'importo del credito è un motivo valido per questa azione, e ha condannato il creditore al pagamento delle spese legali.
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Risoluzione Contratto Locazione: Quando si applica?
Una sentenza del Tribunale di Milano chiarisce come i ritardi sistematici e i pagamenti parziali del canone possano portare alla risoluzione contratto locazione commerciale, anche se il singolo debito è modesto. Il caso evidenzia l'efficacia della clausola risolutiva espressa, che consente al locatore di terminare il contratto a seguito di inadempimenti ripetuti, considerati gravi dal giudice. La decisione ha comportato la condanna del conduttore al rilascio dell'immobile e al pagamento dei canoni arretrati e delle spese legali.
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Apparecchi da gioco: la buona fede non basta
Il Tribunale di Torino ha respinto l'opposizione di un esercente contro una sanzione per l'uso di apparecchi da gioco non conformi. La sentenza stabilisce che la presunta "buona fede", basata sulle rassicurazioni del fornitore, non è sufficiente a escludere la responsabilità, poiché l'operatore professionale ha un preciso dovere di diligenza nel verificare la legalità delle attrezzature. Il giudice ha confermato che tali apparecchi, anche se funzionanti a gettoni, sono assimilabili alle slot machine e soggetti alle sanzioni previste, inclusa la chiusura temporanea dell'attività.
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