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Art. 1273 Codice Civile

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145 provvedimenti

Incarico professionale: il committente paga sempre?
La Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità del committente nel pagamento del compenso al professionista. Anche in presenza di un accordo con l'impresa appaltatrice per il sostenimento delle spese tecniche, chi conferisce formalmente l'incarico professionale resta l'obbligato principale. L'accordo tra committente e impresa viene qualificato come un 'accollo interno', non opponibile al professionista creditore che ha diritto di agire nei confronti di chi gli ha conferito l'incarico.
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Contratto di appalto: prova e regime fiscale
Una società committente viene condannata a pagare per lavori edili, nonostante sostenesse si trattasse di un subappalto basandosi su fatture con "reverse charge". La Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo che la qualificazione di un contratto di appalto dipende dalla valutazione complessiva delle prove (testimonianze, documenti) da parte del giudice, e il regime fiscale applicato dalle parti non è di per sé un elemento decisivo.
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Accollo mutuo conferimento: no alla deduzione fiscale
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di conferimento di un immobile in società, il debito derivante da un mutuo (accollo mutuo conferimento) può essere dedotto dalla base imponibile dell'imposta di registro solo se è 'inerente' al bene stesso, ovvero contratto per la sua conservazione o miglioramento, e non per scopi personali del conferente. La mera pattuizione di un accollo interno, senza che la società diventi debitrice diretta verso la banca, non è sufficiente a giustificare la deduzione fiscale.
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Accollo di debito: la liberazione del debitore
Un debitore si oppone a un decreto ingiuntivo per una provvigione immobiliare, sostenendo che un terzo si era assunto il debito tramite un accollo. Il Tribunale ha respinto l'opposizione, confermando la responsabilità solidale del debitore originario, poiché il creditore non aveva mai acconsentito espressamente alla sua liberazione. La sentenza chiarisce inoltre la nullità della chiamata in causa del terzo effettuata senza la preventiva autorizzazione del giudice nel rito di opposizione.
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Prova del credito: senza erogazione il mutuo non esiste
Il Tribunale di Ancona ha accolto l'opposizione a un decreto ingiuntivo, revocandolo. La decisione si fonda sulla mancata prova del credito da parte della società creditrice, la quale non è riuscita a dimostrare l'effettiva erogazione della somma oggetto del contratto di mutuo. Secondo il giudice, il mutuo, essendo un contratto reale, si perfeziona solo con la consegna materiale del denaro (traditio). In assenza di tale prova, il credito non può considerarsi sorto e, di conseguenza, la richiesta di pagamento è infondata.
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