LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 127 Codice Penale

5 provvedimenti

Militare diffonde foto: il Conflitto di giurisdizione va al giudice ordinario
Un militare diffondeva immagini di un arrestato in manette tramite chat. Il Giudice per le indagini preliminari di Roma e il Tribunale militare di Roma si contendevano la competenza sul caso, generando un **conflitto di giurisdizione**. La Cassazione ha stabilito che la giurisdizione spetta al giudice ordinario di Roma. Questo perché i reati contestati (rivelazione di segreti d'ufficio e abuso d'ufficio, insieme a reati militari) configurano un concorso formale, e il reato comune risultava più grave, attirando la competenza del tribunale ordinario per tutti i fatti.
Continua »
Divulgazione di notizie riservate: condannato l’agente
Un agente di polizia giudiziaria ha ricevuto una denuncia per il furto di un portafoglio. Durante la redazione del verbale di identificazione, l'agente ha rivelato all'indagata l'identità e il numero di cellulare della vittima, sollecitandola a contattare il denunciante per restituire la somma e ottenere il ritiro della querela. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'agente per il reato di divulgazione di notizie riservate. I giudici hanno chiarito che l'articolo 161 del codice di procedura penale permette di comunicare solo le norme violate, la data e il luogo del fatto. È vietato rivelare i dati personali e i recapiti della persona offesa. Il ricorso dell'agente è stato dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna al pagamento delle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Sopravvenuta carenza di interesse: ricorso nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato per truffa contro il sequestro del suo cellulare. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché il telefono era stato restituito all'indagato prima della decisione della Corte, rendendo di fatto inutile la pronuncia sul merito del ricorso.
Continua »
Reato commesso all’estero: la richiesta del Ministro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36905/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di reato commesso all'estero da un cittadino italiano. Nel caso di una truffa ai danni di una società straniera, la Corte ha confermato che la sola richiesta di procedimento del Ministro della Giustizia non è sufficiente per avviare l'azione penale. Se il reato, secondo la legge italiana, è procedibile a querela, quest'ultima rimane una condizione indispensabile e non può essere surrogata dall'atto ministeriale. La decisione sottolinea la preminenza della volontà della persona offesa.
Continua »
Tenuita del fatto e truffa militare: Cassazione
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di due militari accusati di truffa per essersi allontanati dal servizio per un'ora. La Corte ha applicato la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a uno dei due, annullando la condanna, in considerazione del danno esiguo e dell'episodicità della condotta. Ha invece confermato la condanna per l'altro militare, un ufficiale di grado elevato, ritenendo che il suo comportamento, unito ad altre accuse di collusione, non avesse il requisito della tenuità.
Continua »