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Art. 1263 Codice Civile

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75 provvedimenti

Responsabilità fondatore unico: Cassazione nega analogia
Una banca ha citato in giudizio l'ente fondatore unico (un Comune) di una fondazione insolvente, cercando di ritenerlo responsabile per i debiti dell'ente per analogia con le norme sulle società per azioni unipersonali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la norma sulla responsabilità illimitata del socio unico (vecchio art. 2362 c.c.) è eccezionale e non può essere estesa alle fondazioni. La Corte ha inoltre confermato la prescrizione delle azioni risarcitorie.
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Interessi moratori factoring: la Cassazione decide
Una banca, cessionaria di crediti derivanti da forniture sanitarie tramite contratti di factoring, ha richiesto a un'azienda sanitaria il pagamento degli interessi di mora per ritardato pagamento. L'azienda sanitaria si opponeva, sostenendo che l'operazione fosse di natura finanziaria e non commerciale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la disciplina sugli interessi moratori factoring (D.Lgs. 231/2002) si applica in base alla natura della transazione originaria (la fornitura), che rimane commerciale. La successiva cessione del credito non ne altera la natura e il cessionario acquisisce tutti i diritti accessori, inclusi gli interessi di mora.
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Azione revocatoria: fondo patrimoniale e donazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia, tramite azione revocatoria, della costituzione di un fondo patrimoniale e di una donazione immobiliare posti in essere da due fideiussori. La Corte ha stabilito che tali atti, rendendo più difficile il recupero del credito, integrano il requisito del pregiudizio ('eventus damni'), anche se il credito garantito è oggetto di contestazione in altra sede e l'immobile donato è gravato da ipoteca. È stata inoltre confermata la sufficienza della mera consapevolezza del danno ('scientia damni') da parte dei fideiussori, senza necessità di provare un'intenzione dolosa preordinata.
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Mansioni superiori: la Cassazione sul compenso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, si è pronunciata sul calcolo delle differenze retributive per lo svolgimento di mansioni superiori nel pubblico impiego. È stato stabilito che in caso di assegnazione illegittima, cioè in assenza di un formale provvedimento, al lavoratore spetta la differenza tra il trattamento economico iniziale della qualifica superiore e quello percepito, come previsto dall'art. 52 del D.Lgs. 165/2001. Le più favorevoli disposizioni del contratto collettivo (CCNL) si applicano solo ai casi di assegnazione legittima e formale, escludendo una disparità di trattamento data la diversità delle situazioni.
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Cessione del credito e confisca: tutela del cessionario
Una società, acquirente di un credito ipotecario, si è vista rigettare l'istanza di ammissione al passivo su un bene confiscato. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo un principio chiave sulla cessione del credito: per la tutela del terzo, è fondamentale valutare la buona fede del creditore originario al momento della concessione del finanziamento, e non solo quella del cessionario al momento dell'acquisto del credito, specialmente se il finanziamento è anteriore alla manifesta pericolosità sociale del soggetto.
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Accordo compenso avvocato: la forma scritta è cruciale
Una società ha contestato la parcella di un avvocato, sostenendo l'esistenza di un accordo che subordinava il pagamento all'esito positivo di un'azione legale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso della società inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: l'accordo compenso avvocato deve avere la forma scritta 'ad substantiam', cioè per la sua stessa validità. Una delibera assembleare interna alla società non può sostituire un contratto firmato da entrambe le parti, né la successiva emissione di fatture può sanare tale vizio di forma. La decisione conferma la giurisprudenza consolidata in materia.
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Cessione Crediti in Blocco: Prova e Opposizione
Un fideiussore si è opposto a un decreto ingiuntivo, contestando la titolarità del credito in capo alla società cessionaria. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale sulla cessione crediti in blocco: la sola pubblicazione dell'avviso in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a provare la titolarità del credito se il debitore contesta specificamente l'inclusione del proprio debito nell'operazione. La società cessionaria ha l'onere di fornire prova documentale che il singolo credito è stato effettivamente ceduto. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello e rinviato la causa per un nuovo esame.
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Annotazione dell’ipoteca: quando è necessaria?
Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce l'importanza dell'annotazione dell'ipoteca in caso di cessione del credito. Se la cessione avviene prima del pignoramento immobiliare e non viene annotata nei registri, il nuovo creditore perde il diritto di prelazione. Il suo credito, originariamente garantito da ipoteca, viene declassato a semplice credito chirografario, con significative conseguenze nella distribuzione delle somme ricavate dalla vendita forzata del bene. La decisione sottolinea come la formalità dell'annotazione sia un elemento costitutivo per l'opponibilità della garanzia ai terzi creditori.
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Cessione di credito: chi ha diritto al risarcimento?
Un soggetto cede a un terzo il proprio diritto a ricevere un immobile. Quando la controparte non adempie, chi può chiedere il risarcimento? La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1790/2025, chiarisce la distinzione tra cessione di credito e cessione del contratto. Con la cessione di credito, il diritto a pretendere la prestazione e a chiedere i danni per il suo mancato ottenimento passa al nuovo creditore (cessionario). Il creditore originario (cedente) perde la legittimazione a chiedere tali danni, pur rimanendo parte del contratto originario.
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Responsabilità curatore fallimentare: quando è lecita?
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema della responsabilità del curatore fallimentare. Il caso riguarda una richiesta di risarcimento danni da parte di un creditore per un presunto ritardo nell'esecuzione di un piano di riparto e per l'indebita trattenuta di somme. La Corte ha rigettato il ricorso, escludendo la responsabilità del curatore fallimentare in quanto le sue azioni erano giustificate dall'opportunità procedurale, come la pendenza di un concordato, e autorizzate dal giudice delegato.
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Giudicato interno: l’appello parziale è rischioso
Un correntista si è opposto a un debito bancario, ottenendo una riduzione dell'importo in primo grado e in appello. Tuttavia, il suo ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Suprema Corte ha stabilito che le questioni non specificamente contestate in appello (come anatocismo e commissioni) erano coperte da **giudicato interno**, rendendole definitive e non più esaminabili.
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Qualificazione contratto di factoring: Cassazione annulla
In una complessa vicenda legale tra una società di factoring, il fallimento di una società fornitrice e un'azienda sanitaria, la Corte di Cassazione interviene per la seconda volta. L'oggetto del contendere è la corretta qualificazione del contratto di factoring. La Corte ha annullato la sentenza d'appello che, discostandosi dai principi di diritto precedentemente enunciati, aveva erroneamente classificato l'accordo come una garanzia atipica per un finanziamento, anziché condurre un'analisi completa della volontà delle parti. La Suprema Corte ha ribadito la necessità di un'interpretazione rigorosa e sistematica del contratto, cassando la decisione e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Azione revocatoria e cessione del credito: la guida
Una coppia costituisce un fondo patrimoniale per proteggere i propri beni. Una società finanziaria, divenuta creditrice a seguito di una cessione, agisce con un'azione revocatoria per rendere inefficace tale fondo. La coppia si oppone, sollevando questioni sulla legittimità della società cessionaria e su presunti vizi procedurali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando un principio fondamentale: l'azione revocatoria è un accessorio del credito e si trasferisce automaticamente al nuovo creditore. Inoltre, ha ribadito che i vizi procedurali devono essere eccepiti tempestivamente nei gradi di merito, altrimenti non possono essere fatti valere in Cassazione.
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Responsabilità professionale ingegnere: sentenza
Una recente sentenza della Corte d'Appello analizza la responsabilità professionale dell'ingegnere per gravi vizi nella progettazione di un'autorimessa. La Corte ha confermato la colpa del professionista, anche a fronte di presunte richieste speculative dei committenti, ma ha parzialmente ridotto il risarcimento per difetto di prova su alcuni danni. Il caso chiarisce i doveri del professionista, l'onere probatorio e l'applicazione delle polizze assicurative.
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Clausola risolutiva espressa: guida alla cessione
Una società debitrice non rispetta i termini di pagamento di una transazione. Il creditore, una società di cartolarizzazione che aveva acquisito il credito, invoca la clausola risolutiva espressa presente nell'accordo originario. Il Tribunale di Torino conferma la risoluzione di diritto del contratto, stabilendo che il diritto di avvalersi della clausola si trasferisce al nuovo creditore insieme al credito stesso, in quanto accessorio. La domanda del debitore viene respinta.
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