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Art. 126-bis Codice della Strada

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34 provvedimenti

Multa disabili: la prova ignorata annulla la sentenza
Una conducente riceve una sanzione per aver circolato in una corsia riservata. Nonostante avesse esibito la prova di trasportare un disabile, i giudici di merito non la considerano. La Corte di Cassazione interviene, annullando la decisione per omesso esame di un fatto decisivo. Il caso evidenzia come, in materia di multa disabili, la corretta valutazione delle prove documentali sia fondamentale e come un giudice non possa semplicemente ignorarle. La causa è stata rinviata al Tribunale per un nuovo esame.
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Notifica all’estero: quando è valida la multa?
Un cittadino residente all'estero impugna una multa per mancata comunicazione dei dati del conducente, sostenendo di non aver mai ricevuto il verbale di eccesso di velocità presupposto. La Corte di Cassazione stabilisce che la notifica all'estero, anche se viziata, è da considerarsi sanata (e quindi valida) nel momento in cui il destinatario dimostra di averne avuto conoscenza, ad esempio impugnando l'atto successivo. In questo modo si realizza lo scopo della notifica, che è quello di consentire la difesa.
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Obbligo comunicazione dati conducente: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28951/2024, ha stabilito un principio fondamentale riguardo all'obbligo comunicazione dati conducente previsto dall'art. 126-bis del Codice della Strada. La Corte ha chiarito che tale obbligo non sorge immediatamente, ma solo dopo la definizione dei procedimenti di opposizione alla multa principale. Se la multa originaria viene annullata, viene meno anche il presupposto per la sanzione accessoria legata alla mancata comunicazione, che di conseguenza deve essere anch'essa annullata. Questa decisione ribalta un precedente orientamento che considerava le due violazioni come autonome.
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Targa alterata: la Cassazione sulla responsabilità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale della proprietaria di un veicolo la cui targa alterata è stata immortalata da un autovelox. Secondo la Corte, la proprietà del mezzo costituisce un indizio grave, preciso e concordante di responsabilità, a meno che non venga fornita una prova concreta di un uso del veicolo da parte di terzi all'insaputa del proprietario. Semplici ipotesi non sono sufficienti a generare un "ragionevole dubbio".
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Guida senza carta tachigrafica: la decisione della Corte
Un autotrasportatore ha impugnato cinque sanzioni per guida senza carta tachigrafica, sostenendo che alla guida vi fosse un secondo autista la cui carta era scaduta. I giudici di merito hanno respinto le sue argomentazioni per mancanza di prove. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28301/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile, evidenziando vizi procedurali e l'infondatezza delle censure. La decisione chiarisce che la scadenza della carta non rientra tra le eccezioni che consentono la guida senza di essa e ribadisce l'importanza del rigore probatorio e processuale.
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Comunicazione dati conducente: quando non è obbligatoria
Un automobilista ha ricevuto una sanzione per non aver comunicato i dati del conducente di un veicolo multato. L'automobilista, però, aveva impugnato la multa originaria. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di comunicazione dati conducente è sospeso fino alla conclusione del ricorso contro la multa principale. Poiché la multa originaria è stata annullata, è venuto meno il presupposto per la seconda sanzione, che è stata anch'essa annullata.
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Notifica verbale: valida se all’indirizzo di residenza
Il Tribunale ha riformato la sentenza del Giudice di Pace, confermando una sanzione per guida senza assicurazione. La questione centrale era la validità della notifica verbale, inviata all'indirizzo di residenza anagrafica della proprietaria del veicolo, la quale si trovava all'estero. Il Tribunale ha ritenuto la notifica perfettamente valida e, di conseguenza, l'opposizione presentata dalla donna inammissibile per tardività, sottolineando l'onere del cittadino di mantenere aggiornata la propria residenza.
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Spese di giudizio: la Cassazione chiarisce i criteri
Un automobilista ricorre in Cassazione dopo la conferma di una multa per passaggio con il semaforo rosso. La Corte Suprema dichiara inammissibili o rigetta gran parte dei motivi, ma accoglie quello relativo alla liquidazione delle spese di giudizio. La sentenza viene cassata limitatamente a questo punto, chiarendo che non sono dovute spese al Comune non costituito in primo grado e che alla Prefettura, assistita dall'Avvocatura dello Stato, spetta solo il rimborso delle spese prenotate a debito, non le spese generali e gli accessori.
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Obbligo comunicazione noleggio: la Cassazione decide
Una società di noleggio veicoli, dopo aver preso in locazione un'auto per un periodo superiore a 30 giorni e averla subito sublocata a terzi, è stata sanzionata per non aver comunicato la variazione di disponibilità del mezzo. La società ha sostenuto di non essere tenuta a tale adempimento, non avendo mai avuto la disponibilità materiale del veicolo per il tempo previsto dalla legge. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'obbligo di comunicazione noleggio sorge dalla disponibilità giuridica del veicolo, acquisita con il contratto di locazione superiore a 30 giorni, a prescindere dall'immediata sublocazione. Lo scopo della norma è garantire la facile identificazione dei responsabili delle infrazioni stradali.
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Notifica appello: quando la mancata rinnovazione è fatale
Un comune non rinnova la notifica di un atto di appello come ordinato dal giudice. La Corte di Cassazione stabilisce che questa omissione è un vizio insanabile che rende l'appello improcedibile, anche se la controparte si costituisce in giudizio. Il mancato rispetto dell'ordine di rinnovazione della notifica appello è decisivo e porta alla cassazione della sentenza senza rinvio.
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Obbligo comunicazione dati conducente: quando non serve
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3022/2024, ha chiarito che l'obbligo comunicazione dati conducente decade qualora la multa originaria, che prevede la decurtazione dei punti, venga annullata. Nel caso specifico, un automobilista, dopo aver ottenuto l'annullamento di una multa a seguito del silenzio-assenso del Prefetto, ha visto annullata anche la sanzione successiva per omessa comunicazione, poiché il presupposto giuridico per tale richiesta era venuto meno.
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Tentativo di sorpasso: non è sanzionabile
La Corte di Cassazione ha stabilito che un conducente non può essere multato per sorpasso vietato presso un incrocio se la manovra viene solo iniziata ma non portata a termine. Il caso riguardava un automobilista che, dopo essersi spostato sulla corsia opposta, era rientrato senza superare il veicolo che lo precedeva. Secondo la Corte, il cosiddetto 'tentativo di sorpasso' non integra la violazione dell'art. 148 del Codice della Strada, che richiede il completamento effettivo della manovra di superamento.
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Verbale di contestazione: quando fa piena prova legale?
Un automobilista ha impugnato una multa per sorpasso in curva, sostenendo che il verbale di contestazione fosse impreciso sul luogo e che la manovra fosse avvenuta su un rettilineo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il verbale di contestazione fa piena prova legale sui fatti attestati dall'agente come avvenuti in sua presenza, inclusa la "prossimità" a una curva. Per contestare tali fatti, è necessario un procedimento specifico chiamato "querela di falso", non essendo sufficienti altre prove come le fotografie.
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Obbligo comunicazione noleggio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo comunicazione noleggio per veicoli disponibili per oltre 30 giorni, come per Art. 94, comma 4-bis del Codice della Strada. Una società di autonoleggio, che aveva locato veicoli a lungo termine per poi sub-noleggiarli per brevi periodi, è stata sanzionata per non aver comunicato tale disponibilità. La Corte ha stabilito che la disponibilità legale derivante dal contratto di locazione a lungo termine fa scattare l'obbligo di comunicazione, indipendentemente dai successivi sub-noleggi a breve termine. L'atto stesso di sub-noleggiare dimostra il controllo e la disponibilità del veicolo da parte della società.
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