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Art. 124 Testo Unico Bancario

14 provvedimenti

Credito collegato: auto non consegnata e segnalazione illegittima
Un consumatore acquista un'auto tramite un finanziamento proposto direttamente dal concessionario. A causa della mancata consegna del veicolo, l'acquirente smette di pagare le rate. La banca lo segnala alla Centrale Rischi come cattivo pagatore. Il consumatore si rivolge al giudice chiedendo la cancellazione della segnalazione e il risarcimento dei danni, sostenendo l'esistenza di un contratto di credito collegato. La Corte di Cassazione respinge il ricorso della banca, confermando che esiste un collegamento legale tra acquisto e finanziamento se il venditore promuove attivamente il prestito per conto dell'istituto di credito. Di conseguenza, l'inadempimento del venditore legittima la sospensione dei pagamenti del prestito. Vince il consumatore.
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Intestazione fiduciaria: prova e validità del patto
Una cittadina ha citato in giudizio una conoscente per ottenere la restituzione di circa 257.000 euro, trasferiti tramite 49 assegni circolari per occultare il patrimonio a un ex socio. Tale operazione configurava un'**Intestazione fiduciaria**. Mentre il Tribunale aveva rigettato la domanda per carenza di prova sull'ammontare, la Corte d'Appello aveva riqualificato il caso come simulazione soggettiva, richiedendo erroneamente una prova scritta. La Cassazione ha annullato la sentenza, chiarendo che il patto fiduciario non richiede la forma scritta per la sua validità e che il giudice non può mutare d'ufficio la qualificazione giuridica se ciò altera i fatti allegati dalle parti.
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Buoni Postali Fruttiferi: interessi e ricorsi
Una risparmiatrice ha agito in giudizio contro un operatore postale per ottenere il ricalcolo degli interessi su Buoni Postali Fruttiferi sottoscritti nel 1986. La controversia riguardava la discrepanza tra i tassi stampati sul retro del titolo e quelli modificati tramite un timbro apposto dall'ufficio postale. Mentre il primo grado aveva parzialmente accolto la domanda per l'ultimo decennio di rendimento, il Tribunale in appello ha ribaltato la decisione. La Corte di Cassazione ha infine dichiarato inammissibile il ricorso della risparmiatrice, rilevando una formulazione dei motivi che mescolava impropriamente questioni di fatto e di diritto, impedendo un vaglio di legittimità efficace.
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Remissione del debito per errore: è annullabile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una remissione del debito per errore, comunicata da un istituto finanziario a un cliente, può essere annullata. Il caso riguardava un finanziamento per un impianto fotovoltaico. La banca aveva inviato per errore una lettera liberatoria. La Corte ha chiarito che il giudice di merito ha l'obbligo di valutare se l'errore fosse essenziale e riconoscibile dal cliente, non potendo ignorare tale eccezione. La sentenza del tribunale è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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TAN determinabile: la Cassazione salva il contratto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale in materia di contratti di finanziamento. Anche se il Tasso Annuo Nominale (TAN) non è esplicitamente indicato, il contratto non è nullo se il tasso è oggettivamente determinabile. Nello specifico, la Corte ha chiarito che la nullità prevista dall'art. 117 del Testo Unico Bancario può essere superata qualora il TAN possa essere ricavato attraverso un semplice calcolo aritmetico, basato sugli altri elementi presenti nel contratto, come l'importo, la durata, le rate e il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG). La decisione riforma la sentenza di primo grado che aveva dichiarato la nullità della clausola, confermando invece la validità del contratto come ritenuto dalla Corte d'Appello, in quanto il principio del TAN determinabile era stato rispettato.
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Collegamento negoziale: auto non consegnata, che fare?
Una consumatrice acquista un'auto con un finanziamento collegato, ma il veicolo non viene mai consegnato. La Corte di Cassazione interviene annullando la decisione di merito che aveva dato ragione alla cliente. Il motivo? I giudici d'appello non avevano considerato una prova decisiva: una lettera in cui la stessa acquirente manifestava l'intenzione di cambiare modello d'auto. Questo fatto, secondo la Suprema Corte, è cruciale per stabilire se esista un vero inadempimento del venditore e, di conseguenza, se si possa risolvere il contratto di finanziamento basato sul principio del collegamento negoziale.
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Mutuo TAEG errato: conseguenze e decisione della Corte
La Corte d'Appello ha riformato una sentenza di primo grado che aveva condannato un istituto di credito a restituire somme a due clienti per un mutuo con TAEG errato e presunta indeterminatezza del piano di ammortamento. La Corte ha stabilito che un'errata indicazione del TAEG non causa la nullità del contratto, ma può al massimo generare una responsabilità per violazione di regole di condotta, che richiede una specifica domanda di risarcimento. Inoltre, è stato ribadito che l'ammortamento 'alla francese' è legittimo e che l'onere di provare i pagamenti spetta al cliente. Di conseguenza, le domande dei clienti sono state respinte e sono stati condannati a rimborsare le spese legali.
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Contratto di Finanziamento: TAN e TAEG, la Cassazione
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha affrontato la validità di un contratto di finanziamento in cui mancava l'indicazione esplicita del Tasso Annuo Nominale (TAN), pur essendo presente l'Indicatore Sintetico di Costo (ISC/TAEG). La Corte ha respinto il ricorso di un'imprenditrice, stabilendo che il contratto non è nullo se il TAN, pur non essendo indicato, è ricavabile con un semplice calcolo matematico dagli altri dati presenti nel documento, soddisfacendo così il requisito di determinabilità. Sono state respinte anche le censure relative alla natura della clausola 'floor' e alla presunta novazione del rapporto.
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Esdebitazione legge applicabile: la Cassazione chiarisce
La richiesta di esdebitazione di due coniugi è stata respinta. La Cassazione chiarisce la questione della esdebitazione legge applicabile, stabilendo che per le procedure di liquidazione avviate sotto la vigenza della L. n. 3/2012, continuano ad applicarsi le norme previgenti, anche se la domanda di esdebitazione è presentata dopo l'entrata in vigore del Codice della Crisi. La Corte ha ritenuto irrilevante la distinzione tra colpa grave e colpa semplice, poiché la vecchia normativa negava il beneficio in caso di ricorso colposo e sproporzionato al credito.
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Nullità clausola indicizzazione: la Cassazione decide
Un'impresa cliente ha contestato la validità di alcuni contratti di leasing per l'indeterminatezza del tasso. La Corte d'Appello ha dichiarato la nullità della clausola di indicizzazione e condannato la società di leasing alla restituzione di ingenti somme. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società di leasing, confermando che l'indeterminatezza della clausola di adeguamento del canone, per mancanza degli elementi necessari al suo calcolo, rende nulla la pattuizione e giustifica la rideterminazione degli interessi dovuti.
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TAEG errato: non basta per la nullità del contratto
Un cliente ha contestato un contratto di finanziamento per un TAEG errato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che un TAEG errato, essendo un mero indicatore informativo, non causa automaticamente la nullità del contratto. Il costo effettivo del finanziamento è desumibile dalla somma delle singole voci di costo presenti nel contratto. La Corte ha anche ribadito che la natura obbligatoria o facoltativa di una polizza assicurativa è una valutazione di fatto riservata ai giudici di merito.
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Indicatore Sintetico di Costo errato: no nullità
Una società di costruzioni e i suoi fideiussori hanno impugnato un decreto ingiuntivo basato su un contratto di mutuo, lamentando un Indicatore Sintetico di Costo (ISC) errato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32811/2024, ha respinto il ricorso. Ha chiarito che l'ISC ha una funzione puramente informativa e la sua scorretta indicazione non comporta la nullità del contratto o dei tassi, ma può al massimo fondare un'azione di risarcimento danni per violazione degli obblighi di trasparenza, azione peraltro non proposta nel caso di specie. Il ricorso è stato inoltre giudicato inammissibile per difetto di autosufficienza.
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Remissione del debito: quando l’errore la annulla?
Una società finanziaria concede una remissione del debito a un cliente per un finanziamento legato a un impianto fotovoltaico, credendo erroneamente che non fosse stato installato. Scoperto l'errore, cerca di revocare la remissione. La Corte di Cassazione stabilisce che la dichiarazione, seppur irrevocabile, può essere annullata se l'errore del creditore è essenziale e riconoscibile, cassando la sentenza precedente e rinviando la causa al Tribunale per una nuova valutazione.
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Colpa grave consumatore: accesso negato alla crisi
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di un piano di ristrutturazione del debito, stabilendo che la colpa grave del consumatore, manifestata attraverso una reiterata e avventata richiesta di credito, è un ostacolo all'accesso alla procedura. La Corte ha precisato che la potenziale negligenza del finanziatore nel valutare il merito creditizio non esclude né attenua la responsabilità del debitore, confermando la distinzione tra i due profili di colpa.
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