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Art. 124-bis Testo Unico Bancario

12 provvedimenti

Responsabilità precontrattuale: stop ai ripensamenti della banca
Una società immobiliare ha fatto causa a una banca chiedendo il risarcimento dei danni per responsabilità precontrattuale. La banca, dopo aver deliberato la concessione di un mutuo e inviato la bozza del contratto al notaio, si era rifiutata di stipulare l'accordo a causa di segnalazioni negative su soggetti collegati alla società. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società immobiliare, stabilendo che il recesso dalle trattative non è giustificato se si fonda su circostanze già note alla banca prima di aver ingenerato il ragionevole affidamento del cliente. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'appello di Milano per verificare la cronologia dei fatti.
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Polizza assicurativa facoltativa: la guida al TAEG
La Corte d'Appello ha stabilito che una polizza assicurativa facoltativa sottoscritta insieme a un prestito non deve essere conteggiata nel TAEG. La decisione si basa sulla trasparenza contrattuale e sulla libertà di recesso garantita al cliente, escludendo così la nullità della clausola sugli interessi.
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Ristrutturazione debiti consumatore: l’omologa
Il Tribunale ha accolto una proposta di ristrutturazione debiti consumatore per un soggetto gravato da oltre 78.000 euro di debiti. Nonostante l'opposizione di alcuni creditori, l'omologa è stata concessa poiché le difficoltà derivavano da gravi motivi familiari e i creditori opponenti avevano violato gli obblighi di verifica del merito creditizio.
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Fideiussione: valutazione merito creditizio del garante non serve
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio importante in materia di fideiussioni. Un garante aveva contestato la validità del suo impegno, sostenendo che la banca non avesse effettuato la dovuta valutazione del suo merito creditizio. La Corte ha respinto questa tesi, chiarendo che l'obbligo di verifica del merito creditizio, previsto dal Testo Unico Bancario, si applica solo ai contratti di credito al consumo e tutela chi riceve il finanziamento, non chi lo garantisce. La funzione della fideiussione è proprio quella di offrire una garanzia patrimoniale. Di conseguenza, la mancata valutazione del merito creditizio del garante non rende nullo il contratto, che resta pienamente valido ed efficace.
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Sovraindebitamento del consumatore: piano negato
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto di un piano di ristrutturazione perché il sovraindebitamento del consumatore è stato causato da colpa grave. I debitori hanno fatto ricorso sistematico al credito per spese ordinarie, senza valutare la propria capacità di rimborso.
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Mutuo solutorio: quando è valido per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un mutuo solutorio, ovvero un finanziamento concesso da una banca per estinguere un debito preesistente del cliente. Nel caso specifico, i mutuatari avevano contratto il prestito per coprire un'esposizione debitoria originata da un errore in un bonifico. La Corte ha stabilito che l'eventuale comportamento scorretto della banca nella fase precontrattuale può generare un diritto al risarcimento, ma non causa la nullità del contratto di mutuo. È stata inoltre confermata la validità della 'traditio', ovvero la consegna del denaro, anche quando le somme vengono accreditate su un conto corrente con saldo passivo e immediatamente utilizzate per ripianare il debito, poiché ciò costituisce comunque una disponibilità giuridica per il mutuatario.
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Colpa grave sovraindebitamento: quando è negato il piano
La Corte di Appello ha confermato il rigetto di un piano di ristrutturazione debiti a causa della colpa grave del consumatore. La decisione si fonda sulla presentazione di dichiarazioni non veritiere a un istituto finanziario e sulla mancata fornitura di prove complete sull'origine del debito. La sentenza chiarisce che l'eventuale negligenza della banca nel valutare il merito creditizio non esclude né attenua la colpa grave sovraindebitamento del debitore, trattandosi di due profili di responsabilità distinti e autonomi.
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Valutazione merito creditizio: non invalida il mutuo
Una società ha richiesto l'annullamento di un finanziamento da 500.000 euro, sostenendo la nullità del contratto per mancata valutazione del merito creditizio, commissioni eccessive e usura. Il Tribunale di Milano ha rigettato tutte le domande, affermando che il debitore, avendo richiesto e ottenuto il prestito, non può lamentare un presunto danno derivante dalla sua concessione. La sentenza chiarisce che l'omessa valutazione non è causa di nullità del contratto, ma può al massimo configurare una responsabilità risarcitoria, non richiesta in questo caso.
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Esdebitazione legge applicabile: la Cassazione chiarisce
La richiesta di esdebitazione di due coniugi è stata respinta. La Cassazione chiarisce la questione della esdebitazione legge applicabile, stabilendo che per le procedure di liquidazione avviate sotto la vigenza della L. n. 3/2012, continuano ad applicarsi le norme previgenti, anche se la domanda di esdebitazione è presentata dopo l'entrata in vigore del Codice della Crisi. La Corte ha ritenuto irrilevante la distinzione tra colpa grave e colpa semplice, poiché la vecchia normativa negava il beneficio in caso di ricorso colposo e sproporzionato al credito.
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Onere della prova cessione credito: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un debitore che contestava la legittimità di una società di recupero crediti. La Corte ha stabilito che l'onere della prova della cessione del credito è soddisfatto dalla comunicazione diretta al debitore, senza necessità di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Inoltre, l'ammissione del debitore di aver pagato alcune rate costituisce prova sufficiente dell'esistenza del contratto di mutuo e dell'erogazione delle somme.
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Colpa grave consumatore: accesso negato alla crisi
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di un piano di ristrutturazione del debito, stabilendo che la colpa grave del consumatore, manifestata attraverso una reiterata e avventata richiesta di credito, è un ostacolo all'accesso alla procedura. La Corte ha precisato che la potenziale negligenza del finanziatore nel valutare il merito creditizio non esclude né attenua la responsabilità del debitore, confermando la distinzione tra i due profili di colpa.
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Creditor colpevole: quando può opporsi al piano
Una società finanziaria, considerata 'creditor colpevole' per aver contribuito al sovraindebitamento di un consumatore, si è vista dichiarare inammissibile il reclamo contro il piano di ristrutturazione del debito. La Corte di Cassazione ha chiarito che il creditor colpevole può sempre contestare la legittimità del piano (es. la mancanza di buona fede del debitore), essendo preclusa solo l'opposizione basata sulla mera convenienza economica. La sentenza è stata annullata con rinvio.
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