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Art. 1229 Codice Civile

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57 provvedimenti

Clausola limitativa responsabilità: quando è nulla?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla responsabilità di una società di vigilanza per un furto subito da un'azienda cliente. La Corte ha confermato la nullità della clausola limitativa della responsabilità presente nel contratto, poiché prevedeva un risarcimento irrisorio (pari a una mensilità del canone) in caso di inadempimento. Tale clausola è stata considerata un tentativo di eludere il divieto di limitare la responsabilità per dolo o colpa grave. La sentenza è stata però cassata con rinvio per una nuova quantificazione del danno, che la Corte d'Appello aveva liquidato senza un'adeguata base probatoria.
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Indennità ex fissa: quando il fondo non paga?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una giornalista per il pagamento dell'indennità ex fissa. La decisione si fonda sulla distinzione tra il fondo previdenziale, un'entità autonoma, e l'istituto che lo gestisce. Quest'ultimo agisce solo come agente di pagamento e non è tenuto a erogare le prestazioni se il fondo è privo di liquidità, confermando che la sua obbligazione è limitata alla disponibilità finanziaria del fondo stesso.
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Indennità ex fissa: la Cassazione chiarisce
Un giornalista ha richiesto il pagamento dell'indennità ex fissa, ma la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. La Corte ha stabilito che l'ente previdenziale agisce solo come gestore di cassa e la sua responsabilità è limitata alla liquidità del fondo specifico, che non è un sistema a capitalizzazione individuale.
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Esonero responsabilità: clausola valida nel contratto?
Un sub-lessee ha citato in giudizio un comune per danni da infiltrazioni d'acqua, invocando la responsabilità per cose in custodia. I tribunali hanno respinto la richiesta, dando validità a una clausola contrattuale di esonero responsabilità che trasferiva l'onere dell'impermeabilizzazione al sub-lessee. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso finale.
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Sale and lease back: nullo senza consegna del bene
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di sale and lease back perde la sua causa concreta e diventa nullo se il bene oggetto del contratto non viene mai consegnato all'utilizzatore. Nel caso specifico, una società aveva stipulato un contratto per macchinari radiologici che sono rimasti nella disponibilità del precedente utilizzatore. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, affermando che la mancata consegna definitiva rende la prestazione inutilizzabile e fa venire meno l'obbligo di pagare i canoni, a prescindere da accordi iniziali che tolleravano un ritardo.
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Spese legali dirigente: quando paga la banca?
Un gruppo bancario ha impugnato una decisione che lo obbligava a coprire le spese legali di un ex dirigente, assolto dall'accusa di false comunicazioni sociali. La Cassazione ha stabilito che l'obbligo di copertura previsto dal contratto collettivo non si applica se il reato contestato crea un conflitto di interessi con l'azienda. Ha inoltre ritenuto erroneamente inammissibile la domanda di risarcimento della banca contro il dirigente, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Polizza crediti e decadenza: denuncia formale è cruciale
Una società assicurata si è vista negare l'indennizzo per crediti insoluti perché non ha rispettato i termini e le modalità formali per la denuncia di mancato pagamento previsti dalla polizza. La Corte d'Appello di Roma ha confermato la decisione di primo grado, stabilendo che le comunicazioni informali non possono sostituire le procedure contrattuali, con conseguente decadenza dal diritto all'indennizzo. La sentenza sottolinea l'importanza di una gestione rigorosa delle clausole contrattuali per non perdere la copertura assicurativa.
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Difetti estetici: la garanzia decennale non opera
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 23440/2025, chiarisce che i difetti estetici di un immobile, come il deterioramento di un rivestimento esterno, non costituiscono 'gravi difetti' ai sensi dell'art. 1669 c.c. se non compromettono la funzionalità o la stabilità dell'edificio. Di conseguenza, la garanzia decennale del costruttore non è applicabile e non si può ricorrere automaticamente alla responsabilità generale per fatto illecito (art. 2043 c.c.) per vizi minori se non sussistono i presupposti autonomi.
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Interessi moratori professionisti: sì da privati
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei suoi compensi a una società privata, con l'aggiunta degli interessi maggiorati previsti dal D.Lgs. 231/2002. La Corte d'Appello aveva negato tali interessi, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La sentenza stabilisce che le norme sugli interessi moratori professionisti si applicano a tutte le transazioni commerciali, anche quelle tra professionisti e imprese private, e non solo con enti pubblici. Inoltre, ha chiarito che il calcolo degli interessi parte dalla data della richiesta formale di pagamento, anche se antecedente all'azione legale.
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Modifica contrattuale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di fornitura commerciale in cui le parti avevano prodotto due versioni diverse dello stesso contratto. La Corte ha confermato la validità della modifica contrattuale manoscritta basandosi sul comportamento successivo delle parti, come i pagamenti effettuati e l'accettazione della merce. Tuttavia, ha cassato la sentenza d'appello per errata interpretazione di una clausola di esonero da responsabilità per ritardi, sottolineando che tale clausola non può coprire la colpa grave o il dolo del fornitore, e per omissione di pronuncia su una domanda di rimborso spese.
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Approvazione rendiconto: blocca l’azione del singolo?
Una condomina ha citato in giudizio l'ex amministratrice per presunti prelievi ingiustificati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: l'approvazione del rendiconto condominiale da parte dell'assemblea, qualora non venga impugnata, ratifica l'operato dell'amministratore e impedisce al singolo proprietario di agire successivamente per contestare la gestione approvata.
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Interessi moratori professionisti: quando si applicano?
Un professionista ha richiesto il pagamento dei suoi compensi a una società cliente, maggiorati degli interessi moratori previsti dal D.Lgs. 231/2002. La Corte d'Appello aveva negato tali interessi speciali, ritenendoli applicabili solo nei confronti di enti pubblici. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che gli interessi moratori professionisti si applicano a tutte le transazioni commerciali, inclusi i rapporti tra professionisti e imprese private. Ha inoltre chiarito che gli interessi decorrono dalla richiesta di pagamento stragiudiziale (messa in mora) e non dalla data di avvio della causa.
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Responsabilità della SIM: illeciti del promotore
Un risparmiatore ha citato in giudizio una Società di Intermediazione Mobiliare (SIM) per la truffa subita dal suo promotore finanziario. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità della SIM, ritenendo che il legame tra le mansioni del promotore e l'illecito non fosse stato interrotto dalla condotta del cliente, pur se poco avveduta. Per escludere la responsabilità della SIM è necessaria la prova di una collusione o di una consapevole acquiescenza del cliente alla violazione delle regole, non essendo sufficiente la semplice negligenza.
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Impugnazione delibera condominiale: quando è valida?
Un condomino ha promosso un'azione di impugnazione di una delibera condominiale, sollevando diverse eccezioni: omessa convocazione di alcuni proprietari, irregolarità nella redazione del bilancio, illegittimità della nomina e del compenso dell'amministratore. Il Tribunale ha rigettato integralmente il ricorso, confermando la validità della delibera. La sentenza chiarisce i concetti di condominio parziale, che si costituisce ope legis senza necessità di una delibera formale, e di interesse ad agire, che deve essere concreto e non basato su una mera astratta legalità. L'attore è stato inoltre condannato per lite temeraria.
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Transazione novativa: quando chiude ogni lite?
Una società ha citato in giudizio una banca per presunte irregolarità nei rapporti bancari. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, confermando che un precedente accordo transattivo generale (una transazione novativa) era valido e precludeva qualsiasi ulteriore azione legale. La Corte ha stabilito che l'accordo, volto a chiudere tutte le controversie presenti e future, non era nullo, poiché le presunte nullità delle singole clausole contrattuali non rendevano l'intero contratto illecito.
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Responsabilità professionale vigilanza: la polizza paga?
Un istituto di vigilanza, condannato a risarcire un cliente per un furto dovuto a negligenza, ha citato in giudizio la propria compagnia assicurativa per essere manlevato. L'assicurazione non si è presentata in giudizio. Il Tribunale ha accolto la domanda, condannando l'assicuratore a pagare l'intero importo dovuto in base alla polizza per responsabilità professionale vigilanza e sanzionandola inoltre per la mancata partecipazione alla mediazione obbligatoria.
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Responsabilità struttura sanitaria: clinica e medico
Un'ordinanza del Tribunale di Milano analizza un caso di malasanità in chirurgia estetica, affermando la responsabilità solidale tra medico e clinica. La decisione si fonda sulla Legge Gelli-Bianco, che sancisce la responsabilità della struttura sanitaria anche per l'operato dei medici liberi professionisti che vi operano. Il Tribunale ha condannato entrambi al risarcimento del danno, ripartendo internamente le colpe in base al contributo causale di ciascuno.
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