Un militare, artificiere, era stato accusato di concorso in violata consegna aggravata per aver istigato un collega a non ritirare l'arma durante un servizio di scorta armata. L'azione era stata motivata dalla necessità di evitare pericoli nel trasporto di esplosivi. La Corte militare di appello lo aveva assolto con la formula "il fatto non costituisce reato". Il militare ha ricorso per ottenere la formula "il fatto non sussiste", ritenuta più favorevole. La Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la presenza di cause di giustificazione (stato di necessità e adempimento di un dovere) rende corretta la formula assolutoria "il fatto non costituisce reato", poiché il fatto oggettivo del reato esiste, ma non è punibile.
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