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Art. 12 delle preleggi — Sezione Prima Civile

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50 provvedimenti

Altri anni per Art. 12 delle preleggi

Revoca amministratori: motivazione incomprensibile
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che negava il risarcimento a due amministratori a seguito di una revoca illegittima. La motivazione della corte territoriale è stata giudicata 'perplessa e obiettivamente incomprensibile', in quanto non ha affrontato adeguatamente la questione del mancato compenso, che era il cuore della domanda risarcitoria. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Segnalazione a sofferenza: quando è legittima?
Una società ha impugnato una segnalazione a sofferenza effettuata da una banca. La Corte di Appello ha ritenuto la segnalazione legittima, basandosi su molteplici indizi come protesti cambiari, un'elevata esposizione debitoria e ipoteche sul patrimonio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile e sottolineando che la valutazione delle prove spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, se non per vizi di legge. La decisione ribadisce che un quadro complessivo di difficoltà finanziaria, e non un singolo inadempimento, giustifica la segnalazione a sofferenza.
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Decreto ingiuntivo: ricorso inammissibile in Cassazione
Un correntista si opponeva a un decreto ingiuntivo emesso a favore di una banca per un saldo passivo. Dopo aver perso in primo e secondo grado, il suo ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte Suprema ha ribadito che il disaccordo sulla valutazione delle prove non costituisce un valido motivo di ricorso e ha sottolineato il principio di autosufficienza, secondo cui l'atto di impugnazione deve contenere tutti gli elementi necessari per la decisione.
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Privilegio rivalsa accise: la forma è sostanza
Una società energetica si è vista negare il riconoscimento del privilegio sul proprio credito per la rivalsa delle accise nei confronti di un consorzio in liquidazione. La Corte di Cassazione ha confermato che, ai fini del privilegio rivalsa accise, l'importo del tributo deve essere esplicitamente e separatamente indicato in fattura, come richiesto dalla legge. La possibilità di calcolare l'importo a posteriori tramite altri documenti non è considerata sufficiente, privilegiando un'interpretazione strettamente formale della norma.
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Errore di fatto: Cassazione chiarisce i limiti
Un elettore ha impugnato per revocazione una decisione della Corte di Cassazione riguardante la presunta ineleggibilità di un Dirigente Scolastico, sostenendo un errore di fatto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che un disaccordo sull'interpretazione giuridica delle funzioni del dirigente costituisce un errore di diritto, non un errore di fatto, e quindi non è un motivo valido per la revocazione.
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Onere della prova correntista: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un istituto di credito contro la condanna al pagamento di una somma a un correntista. Il ricorso, basato su una presunta violazione delle norme sull'onere della prova correntista in presenza di documentazione bancaria parziale, è stato respinto per mancanza di autosufficienza e perché le motivazioni del giudice di merito erano conformi alla giurisprudenza consolidata e non presentavano vizi logici tali da giustificare un intervento di legittimità.
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Finanziamento discendente e postergazione nel gruppo
La Corte di Cassazione chiarisce che il finanziamento erogato dalla società capogruppo a una sub-controllata, tramite una società intermediaria, è soggetto a postergazione in caso di fallimento. Questa forma di "finanziamento discendente" viene equiparata a un finanziamento soci diretto per evitare l'elusione delle norme a tutela dei creditori. La decisione sottolinea che la sostanza economica dell'operazione prevale sulla forma giuridica, estendendo l'applicazione dell'art. 2467 c.c. ai finanziamenti infragruppo realizzati attraverso una catena di controllo.
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Ammortamento francese: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni mutuatari contro un istituto di credito, confermando le sentenze di merito. La Corte ha chiarito che il costo per l'acquisto di quote di un consorzio di garanzia non rientra nel calcolo del tasso di usura (TEG). Inoltre, ha ribadito un principio fondamentale: un contratto di mutuo con piano di ammortamento alla francese non è nullo per indeterminatezza, anche se non esplicita il regime di capitalizzazione composta, confermando la stabilità di migliaia di contratti bancari.
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Consulenza Tecnica d’Ufficio: no se immotivata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso di alcuni correntisti contro un istituto di credito. La controversia verteva sul diniego, da parte della Corte d'Appello, di disporre una Consulenza Tecnica d'Ufficio per accertare presunte irregolarità nei rapporti bancari. La Suprema Corte ha ribadito che la nomina di un CTU rientra nel potere discrezionale del giudice di merito e la sua decisione è difficilmente sindacabile in sede di legittimità, a meno che la motivazione non sia del tutto assente o meramente apparente.
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Assegno contraffatto: la responsabilità della banca
La Corte di Cassazione ha stabilito che un istituto di credito non è responsabile per il pagamento di un assegno contraffatto se l'alterazione non è rilevabile 'ictu oculi', ovvero a colpo d'occhio, da un operatore di media diligenza. Il caso riguardava un correntista il cui assegno era stato alterato nell'importo e nel beneficiario. La Corte ha rigettato il ricorso del cliente, confermando che non si può pretendere dalla banca l'uso di strumenti specialistici o competenze grafologiche per ogni controllo, specialmente nelle procedure automatizzate come la stanza di compensazione.
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