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Art. 12, comma 7, della l. 27 luglio 2000, n. 212

8 provvedimenti

Accertamento fiscale misto: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di accertamento fiscale misto a carico di un avvocato, basato sull'acquisto di un immobile sproporzionato rispetto al reddito dichiarato e su accertamenti bancari. La Corte ha rigettato gran parte dei motivi del ricorso, confermando la legittimità dell'accertamento basato su elementi indiziari forti, ma ha cassato la sentenza con rinvio per l'omessa valutazione dei motivi relativi all'IRAP.
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Prova di resistenza: decisiva per annullare l’avviso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento per IVA. L'avviso si basava sull'uso di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti e su finte operazioni intracomunitarie. La Corte ha stabilito che, per lamentare la violazione del contraddittorio endoprocedimentale, il contribuente deve fornire la cosiddetta 'prova di resistenza', dimostrando quali argomentazioni avrebbero potuto modificare la decisione dell'Amministrazione Finanziaria, cosa che nel caso di specie non è avvenuta. La documentazione prodotta è stata ritenuta idonea a provare solo la regolarità formale, ma non la sostanza delle operazioni contestate.
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Contraddittorio endoprocedimentale: quando è obbligo?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente contro un diniego di rimborso IVA, chiarendo l'applicazione del principio del contraddittorio endoprocedimentale. La Corte ha stabilito che, se vi è stata un'interlocuzione tra il contribuente e l'ufficio fiscale dopo la richiesta di rimborso, il principio si considera rispettato. Inoltre, ha dichiarato inammissibile il motivo relativo a presunte irregolarità procedurali in primo grado per mancata prova da parte della ricorrente.
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Frode IVA: legittimo l’accertamento durante il Covid
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità di un avviso di accertamento notificato durante il periodo di sospensione per la pandemia. Il caso riguardava una contestazione per frode IVA basata su operazioni inesistenti. La Corte ha chiarito che le ipotesi di frode fiscale, data la loro gravità e la potenziale rilevanza penale, rientrano nei casi di 'indifferibilità e urgenza' che giustificano la deroga alla sospensione dei termini. Con la sentenza sono stati rigettati sia il ricorso del contribuente, che lamentava la nullità dell'atto, sia quello dell'Agenzia delle Entrate su altri aspetti della decisione di merito.
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Accertamento studi di settore: la Cassazione decide
Una società di ristorazione ha impugnato un avviso di accertamento fiscale basato sugli studi di settore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità dell'operato dell'Amministrazione finanziaria. La sentenza ribadisce che l'accertamento studi di settore si fonda su presunzioni semplici che il contribuente ha l'onere di superare con prove concrete durante il contraddittorio. Viene inoltre chiarito che le garanzie procedurali previste per le verifiche in loco non si applicano a questa tipologia di accertamento.
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Deducibilità costi: la Cassazione chiarisce l’onere
Un'impresa individuale contesta un avviso di accertamento che nega la deducibilità di costi per sponsorizzazione e operazioni ritenute inesistenti. La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso, cassando la sentenza di merito. La Corte chiarisce che il principio di inerenza è un giudizio qualitativo e non quantitativo, e precisa la ripartizione dell'onere della prova in caso di operazioni inesistenti, rinviando il caso alla Commissione Tributaria Regionale per una nuova valutazione.
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Competenza territoriale accertamento: la Cassazione
Una società è ritenuta solidalmente responsabile per l'IVA non versata da un cliente. L'azienda contesta la competenza territoriale dell'ufficio che ha emesso l'accertamento. La Corte di Cassazione, ritenendo la questione di particolare importanza, ha rinviato la causa a pubblica udienza per un approfondimento, senza decidere nel merito.
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Motivazione apparente: sentenza fiscale annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per motivazione apparente. La CTR aveva confermato un accertamento fiscale basato su una presunta contabilità parallela, ma con una giustificazione talmente sintetica da non permettere di comprendere l'iter logico-giuridico seguito. La Cassazione ha ritenuto violato il diritto a una decisione motivata, rinviando il caso a un nuovo giudice per un riesame completo.
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