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Art. 12, comma 1, d.lgs. 29 luglio 2024, n. 110

7 provvedimenti

Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica della cartella di pagamento e la prescrizione del credito. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo se il debitore dimostra un pregiudizio concreto e immediato, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. In assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti d’azione
Un contribuente impugnava un estratto di ruolo lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa (art. 3-bis D.L. 146/2021), ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è inammissibile. Il ricorso è consentito solo in casi tassativi, qualora il contribuente dimostri un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, l'azione è inammissibile fin dall'origine.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28837/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si fonda sulla recente normativa che limita l'impugnazione estratto di ruolo ai soli casi in cui il debitore dimostri un pregiudizio specifico e concreto, come l'esclusione da appalti pubblici. Poiché il contribuente non ha fornito tale prova, l'azione è stata ritenuta inammissibile fin dall'origine, portando alla cassazione senza rinvio della sentenza d'appello.
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Impugnazione estratto di ruolo: ecco quando si può
Un contribuente ha tentato l'impugnazione di un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha applicato una nuova normativa che limita tali ricorsi, dichiarando l'azione inammissibile perché il contribuente non ha dimostrato un pregiudizio concreto, come richiesto dalla legge per avere interesse ad agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente impugnava un estratto di ruolo relativo a diverse cartelle di pagamento, sostenendo di non averle mai ricevute e che i crediti fossero prescritti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Secondo la Corte, l'impugnazione dell'estratto di ruolo è possibile solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto o la perdita di benefici pubblici. Non è sufficiente un generico timore di future azioni esecutive. La decisione si fonda sulle recenti modifiche legislative e sulla giurisprudenza delle Sezioni Unite, che hanno ristretto significativamente i casi in cui è ammessa tale azione.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Un contribuente ha contestato una cartella di pagamento venendo a conoscenza del debito tramite un estratto di ruolo e sostenendo la mancata notifica dell'atto originale. La Corte di Cassazione, applicando la recente normativa sulla impugnazione estratto di ruolo, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e concreto dall'iscrizione a ruolo, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, l'azione è inammissibile fin dall'origine.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato delle cartelle di pagamento di cui era venuto a conoscenza solo tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'impugnazione estratto di ruolo è inammissibile. La Corte ha chiarito che, a seguito delle recenti riforme legislative, l'estratto non è un atto autonomamente impugnabile e il contribuente può agire solo se dimostra un pregiudizio specifico e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo.
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