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Art. 12 co. 7 L. 212/2000

5 provvedimenti

Termine dilatorio: Cassazione sulla nullità dell’atto
Una società ha impugnato un avviso di accertamento IRES, eccependo la violazione del termine dilatorio di 60 giorni. L'Amministrazione Finanziaria aveva giustificato l'emissione anticipata dell'atto con l'imminente scadenza dei termini di decadenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando che la prossimità della scadenza non costituisce una valida ragione d'urgenza. Di conseguenza, l'inosservanza del termine dilatorio comporta la nullità dell'atto impositivo, a tutela del diritto al contraddittorio del contribuente.
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Presunzione utili soci: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un socio di una società a responsabilità limitata contro un avviso di accertamento per maggiori imposte. La controversia verteva sulla presunzione utili soci, secondo cui i cospicui versamenti in contanti effettuati dai soci alla società, non giustificati dai loro redditi, sono considerati ricavi in nero e poi distribuiti come utili. La Corte ha confermato la legittimità di tale presunzione, ponendo a carico del contribuente l'onere di provare la lecita provenienza delle somme.
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Accertamento presuntivo: il caso in Cassazione
Una società impugna un accertamento presuntivo basato su presunti finanziamenti soci fittizi. Durante il giudizio in Cassazione, chiede l'estinzione per aver aderito alla 'rottamazione-quater'. La Corte, tuttavia, non chiude il caso, ma emette un'ordinanza interlocutoria per verificare la corrispondenza tra l'atto impugnato e il debito 'rottamato', sospendendo la decisione finale.
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Esterovestizione: la Cassazione sui poteri del Fisco
La Corte di Cassazione interviene sul tema dell'esterovestizione, affermando che un certificato di residenza fiscale estero non è prova sufficiente a escluderla. La sentenza chiarisce che per gli accertamenti fiscali derivanti da verifiche 'a tavolino', non è obbligatorio il contraddittorio preventivo con il contribuente. Il caso riguardava una società energetica con sede formale nei Paesi Bassi ma, secondo il Fisco, gestita dall'Italia. La Corte ha cassato la decisione di merito che si era basata solo sul certificato formale, rinviando per una valutazione complessiva degli indizi.
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Accertamento induttivo: quando è legittimo?
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per costi non dedotti relativi a un fornitore estero non pagato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità dell'operato dell'Agenzia delle Entrate. La decisione stabilisce che un accertamento induttivo può validamente fondarsi su presunzioni semplici, come l'illogicità economica del mancato incasso di un ingente credito da parte di un fornitore che ha cessato l'attività.
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