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Art. 12-bis d. lgs. n. 74 del 2000

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195 provvedimenti

Sequestro a terzi: legittimità e intestazione fittizia
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro preventivo su un immobile intestato a una persona, ma di fatto riconducibile al suo compagno, indagato per reati tributari. La sentenza chiarisce che, ai fini del sequestro a terzi, non rileva la titolarità formale del bene, ma la sua effettiva disponibilità da parte dell'indagato. Il ricorso della proprietaria formale è stato rigettato perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e perché il Tribunale aveva adeguatamente motivato la fittizietà dell'intestazione sulla base di elementi indiziari concreti.
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Confisca obbligatoria: annullata sentenza per omissione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza del Tribunale di Fermo che, pur condannando un'imputata per omessa dichiarazione fiscale, aveva omesso di disporre la confisca obbligatoria dei proventi del reato. La Corte ha ribadito che tale misura è un atto dovuto per i delitti tributari, annullando la decisione sul punto e rinviando il caso al Tribunale per la determinazione della somma da confiscare.
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Periculum in mora: Cassazione su sequestro veicoli
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo su alcuni autocarri usati per creare una discarica abusiva. La Corte ha stabilito che, anche se i beni sono confiscabili, il giudice deve sempre motivare in modo specifico il 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che, attendendo la fine del processo, la confisca diventi inefficace. Una motivazione generica non è sufficiente, specialmente se le aree inquinate sono già state bonificate. La sentenza distingue tra confisca obbligatoria (per le aree) e facoltativa (per i veicoli), ribadendo che la necessità di anticipare gli effetti della confisca va sempre dimostrata.
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Sequestro preventivo: i limiti del ricorso del terzo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due soci di una società alberghiera, terzi estranei al reato, avverso un'ordinanza di sequestro preventivo. La sentenza chiarisce che i terzi possono contestare solo la propria titolarità del bene e l'assenza di un loro contributo al reato, ma non possono sindacare nel merito la sussistenza degli indizi a carico dell'indagato principale o l'adeguatezza della motivazione del giudice, se non in caso di vizio radicale. È stata inoltre ribadita la distinzione tra sequestro preventivo 'impeditivo' e quello finalizzato alla confisca.
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Sequestro preventivo periculum: motivazione essenziale
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro preventivo per un reato tributario, sottolineando la necessità di una motivazione concreta sul 'sequestro preventivo periculum'. Anche in caso di confisca obbligatoria, il giudice deve spiegare il rischio effettivo che i beni vengano dispersi prima della sentenza definitiva, non potendo basarsi su presunzioni generiche. La mancanza di tale motivazione rende il provvedimento illegittimo.
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Sequestro per equivalente: illegittimo sui beni sociali
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro per equivalente disposto sui beni di una società per reati tributari del legale rappresentante. La Suprema Corte ha chiarito che tale misura è illegittima se il giudice non accerta preventivamente che la società sia un mero 'schermo fittizio' utilizzato dall'indagato e se manca una motivazione sul 'periculum in mora', ossia il rischio concreto che i beni vengano dispersi.
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Periculum in mora: sequestro legittimo anche con beni
Un imprenditore, accusato di reati tributari, si oppone a un sequestro preventivo sostenendo l'assenza del periculum in mora dato il suo ingente patrimonio. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, affermando che il pericolo di dispersione dei beni può essere desunto dalla condotta sistematica e protratta del reato stesso, che manifesta un concreto rischio di occultamento delle garanzie patrimoniali prima della condanna definitiva.
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Confisca per equivalente e reati su accise: limiti
Un imprenditore, condannato per evasione di accise su carburanti, ha impugnato la sentenza che disponeva la confisca per equivalente dei suoi beni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la normativa che consente la confisca per equivalente in materia di accise non può essere applicata retroattivamente a fatti commessi prima della sua entrata in vigore nel 2019. La Corte ha chiarito che, per i fatti antecedenti, è ammissibile solo la confisca diretta del profitto del reato, inteso come risparmio di spesa, ai sensi dell'art. 240 del codice penale.
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Confisca per equivalente: quando si applica?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un amministratore condannato per reati tributari. La sentenza conferma che la confisca per equivalente ha natura sanzionatoria e non è una pena accessoria, pertanto non beneficia della sospensione condizionale della pena. Inoltre, non è possibile invocare il beneficio di escussione del patrimonio della società, potendo lo Stato aggredire direttamente i beni dell'amministratore.
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Sottrazione fraudolenta: calcolo del sequestro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 834/2025, interviene sul reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Nel caso esaminato, una società aveva ceduto rami d'azienda a due controllate per sottrarsi a un ingente debito tributario. La Corte ha confermato che tale operazione, sebbene formalmente lecita, può costituire reato. Tuttavia, ha annullato l'ordinanza di sequestro per un valore sproporzionato, stabilendo che il profitto del reato, e quindi l'importo sequestrabile, deve essere commisurato al valore del debito fiscale e non all'intero valore dei beni trasferiti.
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Concordato Preventivo: no stop al sequestro tributario
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omologazione di un concordato preventivo non è sufficiente a bloccare o revocare un sequestro preventivo per reati tributari, come l'omesso versamento di ritenute. La sentenza chiarisce che il reato si perfeziona alla scadenza del termine di pagamento e la successiva procedura concorsuale non ne elimina il 'fumus'. Per ottenere il dissequestro, è onere dell'interessato dimostrare la concreta e regolare esecuzione dei pagamenti previsti dal piano omologato, cosa che nel caso di specie non è avvenuta. La decisione sottolinea quindi la distinzione tra l'approvazione del piano e il suo effettivo adempimento ai fini della tutela cautelare reale in materia di concordato preventivo e reati tributari.
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Concordato preventivo e reati: cosa dice la Cassazione
Una società, soggetta a sequestro per omesso versamento di ritenute nonostante un concordato preventivo omologato, ha visto il suo ricorso respinto. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sola omologazione non basta per estinguere il reato o revocare il sequestro. È necessario dimostrare il regolare pagamento del debito ristrutturato per ottenere la non punibilità e la liberazione dei beni.
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Confisca conto cointestato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava una confisca su un conto cointestato tra madre e figlio, quest'ultimo condannato per reati fiscali. La Corte ha stabilito che, in caso di confisca conto cointestato, il terzo estraneo al reato può provare la titolarità esclusiva delle somme, superando la presunzione di disponibilità del condannato. Il giudice di merito non aveva adeguatamente valutato le prove fornite dalla madre.
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Sequestro per autoriciclaggio: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro preventivo per autoriciclaggio. I beni, tra cui auto di lusso e orologi, erano considerati provento di evasione fiscale reinvestito. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso troppo generici, in quanto non distinguevano tra le diverse tipologie di sequestro (diretto, per equivalente, allargato) e non specificavano l'impatto di eventuali prove inutilizzabili. Questa sentenza sottolinea l'importanza della specificità e del rigore tecnico nei ricorsi in materia di misure cautelari reali.
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Confisca a terzi: quando il bene è del terzo
La Corte di Cassazione conferma la confisca di un immobile acquistato con proventi illeciti e intestato fittiziamente a un terzo. Anche se il terzo è stato assolto dal reato di riciclaggio per mancanza di dolo, la confisca a terzi è legittima se non viene provata la sua completa estraneità e buona fede. La Corte ha stabilito che aver tratto vantaggio dall'attività criminosa e la mancata adozione della dovuta diligenza per verificare l'origine dei fondi escludono la qualifica di 'terzo estraneo al reato', rendendo il bene aggredibile.
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