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Art. 1199 Codice Civile

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73 provvedimenti

Agevolazioni fiscali ASD: la Cassazione e i pagamenti
Un'associazione sportiva dilettantistica perde le agevolazioni fiscali ASD a causa del superamento della soglia di ricavi e dell'utilizzo di pagamenti non tracciabili, effettuati tramite assegni intestati a sé stessa e poi convertiti in contanti per pagare i collaboratori. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che tali pratiche violano l'obbligo di tracciabilità e giustificano la revoca del regime speciale. Inoltre, ha negato la detrazione dell'IVA sugli acquisti, in quanto incompatibile con il regime forfettario scelto dall'associazione.
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Tracciabilità pagamenti ASD: la Cassazione decide
Un'associazione sportiva dilettantistica perde i benefici fiscali per aver eluso la tracciabilità pagamenti ASD, utilizzando assegni a sé stessa per pagare collaboratori in contanti. La Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo legittima la decadenza dalle agevolazioni per aver superato i limiti di ricavi e per le modalità di pagamento non tracciabili.
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Spese processuali: la Cassazione decide sulla riforma
Una cliente agiva contro un istituto di credito per ottenere il pagamento di assegni circolari prescritti. Dopo una condanna in primo grado, la Corte d'Appello riformava parzialmente la sentenza, ritenendo il pagamento già avvenuto tramite un'ordinanza precedente, e condannava la cliente al pagamento delle spese del secondo grado. La Corte di Cassazione, pur dichiarando inammissibili i motivi procedurali, ha accolto il ricorso sul punto delle spese processuali, affermando che in caso di riforma parziale della sentenza, il giudice d'appello deve procedere d'ufficio a una nuova regolamentazione delle spese, tenendo conto dell'esito complessivo della lite. Di conseguenza, ha cassato la sentenza d'appello su questo punto e compensato le spese per tutti i gradi di giudizio.
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Espromissione liberatoria: quando un terzo paga il debito
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui un terzo (il figlio del debitore) è intervenuto per saldare un debito. La creditrice, ricevendo un assegno, ha firmato un documento che i giudici hanno interpretato come una espromissione liberatoria, estinguendo l'obbligazione del debitore originario. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della creditrice, affermando che l'interpretazione del contratto da parte dei giudici di merito è insindacabile in sede di legittimità se plausibile e logicamente motivata, anche se non è l'unica possibile.
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Inadempimento contratto preliminare: le novità
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di inadempimento contratto preliminare, stabilendo che il promissario acquirente può legittimamente rifiutarsi di stipulare il rogito in assenza del certificato di abitabilità. La Corte ha rigettato il ricorso del costruttore, che pretendeva somme aggiuntive basate su un accordo superato da una scrittura successiva, confermando la sua malafede. È stato invece accolto il ricorso incidentale degli acquirenti, riconoscendo il loro diritto a specificare la richiesta di risarcimento danni anche in una fase successiva del processo, secondo le norme procedurali applicabili all'epoca.
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Compenso ingegnere: la prova delle attività extra
La Corte di Cassazione interviene su una controversia relativa al compenso professionale di un ingegnere. L'ordinanza stabilisce che le maggiorazioni forfettarie e i compensi a tempo (vacazioni) non sono dovuti automaticamente, ma richiedono la prova specifica delle attività extra svolte dal professionista. Viene inoltre chiarito che, in assenza di accordo, la liquidazione del compenso deve seguire le tariffe vigenti al momento della decisione giudiziale e non protocolli d'intesa non vincolanti. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa per un nuovo esame basato su questi principi.
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Obbligazione risarcitoria: chi paga i danni in condominio?
La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale in materia di obbligazione risarcitoria condominiale. Un nuovo proprietario non è responsabile per i danni causati dalle parti comuni verificatisi prima del suo acquisto. La responsabilità è di natura extracontrattuale e personale, quindi rimane in capo a chi era proprietario al momento del fatto dannoso. Di conseguenza, la delibera condominiale che addebita tali costi al nuovo acquirente è illegittima. Il caso riguardava una società immobiliare a cui era stato chiesto di contribuire al risarcimento per allagamenti avvenuti nel 1993, ben prima che acquistasse l'immobile nel 2004.
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Efficacia probatoria quietanza: la Cassazione spiega
In una disputa su un contratto d'appalto, la Cassazione affronta il tema dell'efficacia probatoria della quietanza di pagamento. Due committenti contestavano un accordo per lavori più costosi, basandosi su una quietanza che, a loro dire, si riferiva al contratto originario. La Corte ha stabilito che la quietanza prova il pagamento ma non vincola il giudice sulla natura del contratto sottostante, la cui esistenza può essere provata anche da una fattura non contestata. L'analisi del giudice di merito su tutti gli elementi probatori è ritenuta sovrana, respingendo così il ricorso dei committenti.
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Quietanza a saldo: non è una rinuncia automatica
Un professionista ha richiesto compensi aggiuntivi ai suoi ex clienti, nonostante avesse emesso una fattura con 'quietanza a saldo'. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale quietanza, di per sé, non costituisce una rinuncia a ulteriori diritti. La Corte ha annullato la decisione precedente che aveva respinto la richiesta del legale, rinviando il caso al Tribunale per un nuovo esame che tenga conto di tutti gli accordi intercorsi tra le parti.
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Efficacia probatoria quietanza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato l'efficacia probatoria della quietanza di pagamento come prova piena dell'avvenuta transazione. In un caso di compravendita immobiliare, le venditrici sostenevano di non aver ricevuto il prezzo pattuito, nonostante avessero firmato delle quietanze. La Corte ha stabilito che tali documenti, se non disconosciuti tempestivamente o contestati con una querela di falso ammissibile, hanno valore di confessione stragiudiziale e sono sufficienti a dimostrare il pagamento, anche a fronte della mancata produzione di documentazione bancaria da parte dell'acquirente.
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Ritenuta fiscale buoni postali: decide la Cassazione
Un risparmiatore contesta l'importo rimborsato per un buono postale, sostenendo un calcolo errato della ritenuta fiscale. Dopo due sentenze favorevoli al risparmiatore, la Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a pubblica udienza per decidere in modo definitivo se la ritenuta fiscale vada calcolata al momento del pagamento (criterio di cassa) o annualmente (criterio di competenza).
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Quietanza di pagamento: la prova in Cassazione
Un appaltatore ha citato in giudizio i committenti per il saldo di lavori edili. I committenti sostenevano di aver pagato più del dovuto, esibendo delle ricevute. La Corte d'Appello, riformando la sentenza di primo grado, ha ritenuto che le ricevute fossero parzialmente duplicate, condannando i committenti al pagamento. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, specificando che la valutazione sulla duplicazione di una quietanza di pagamento spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità.
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Ritenuta fiscale buoni postali: decide la Cassazione
Una risparmiatrice contesta all'ente emittente il calcolo degli interessi sui suoi buoni fruttiferi postali, sostenendo di aver ricevuto una somma inferiore al dovuto. La controversia riguarda il metodo di applicazione della ritenuta fiscale buoni postali: se debba basarsi sul 'criterio di cassa' (tassazione al momento del rimborso finale) o sul 'criterio di competenza' (tassazione annuale sugli interessi maturati). I giudici di primo e secondo grado hanno dato ragione alla risparmiatrice. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di eccezionale importanza e, data la presenza di decisioni contrastanti e l'assenza di un precedente, ha rinviato il caso alla pubblica udienza per una pronuncia definitiva che farà da guida per tutti i casi simili.
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