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Art. 118 disp. att. proc. civ.

5 provvedimenti

Scorrimento graduatorie: no al diritto soggettivo
Una dipendente pubblica otteneva in appello il diritto alla promozione tramite scorrimento di una graduatoria di un concorso interno del 2007. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che lo scorrimento graduatorie non è un diritto soggettivo del candidato idoneo, ma una scelta discrezionale della Pubblica Amministrazione. Inoltre, la Corte ha affermato che le nuove leggi (ius superveniens), come il D.Lgs. 150/2009 che limita le progressioni puramente interne, si applicano anche alle graduatorie preesistenti, precludendo lo scorrimento se la procedura originaria non è conforme alle nuove norme.
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Scorrimento graduatorie: stop da nuove leggi?
Una dipendente pubblica si era vista riconoscere in primo e secondo grado il diritto alla promozione tramite scorrimento di una graduatoria di un concorso interno del 2007. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso del Ministero. La Corte ha stabilito che lo scorrimento delle graduatorie è precluso se una nuova legge ('ius superveniens'), come il d.lgs. 150/2009, modifica le regole di accesso, vietando le progressioni basate su concorsi interamente riservati. La normativa applicabile è quella vigente al momento della decisione di scorrimento, non quella del bando.
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Scorrimento graduatorie: stop con una nuova legge
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo scorrimento graduatorie non è un diritto acquisito. Se una nuova legge (ius superveniens) modifica le regole per le progressioni di carriera, questa si applica anche a procedure concorsuali bandite in precedenza, bloccando di fatto lo scorrimento se non più conforme alla nuova disciplina. Il caso riguardava dipendenti pubblici che, pur idonei in una graduatoria per una progressione verticale, si sono visti negare l'assunzione a seguito dell'entrata in vigore del D.Lgs. 150/2009, che ha imposto nuove e più restrittive modalità per le progressioni interne.
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Scorrimento graduatorie: no al diritto soggettivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14917/2024, ha stabilito che lo scorrimento delle graduatorie nel pubblico impiego non costituisce un diritto soggettivo per i candidati idonei. Il caso riguardava due dipendenti pubblici risultati idonei in una procedura di progressione verticale, i quali chiedevano l'assunzione tramite scorrimento. La Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione, affermando che la sopravvenuta normativa (D.Lgs. 150/2009), che impone il concorso pubblico per tali progressioni, prevale e impedisce l'utilizzo di graduatorie derivanti da procedure interamente interne, anche se bandite in precedenza.
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Scorrimento graduatoria: nuove regole e ius superveniens
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14732/2024, ha stabilito che lo scorrimento graduatoria di un concorso interno non è un diritto soggettivo dei candidati. La normativa applicabile è quella vigente al momento della decisione di coprire i posti vacanti (ius superveniens), non quella del bando. Pertanto, l'entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2009 ha legittimamente impedito la promozione di dipendenti pubblici idonei in una graduatoria precedente, in quanto la nuova legge ha modificato le modalità di progressione verticale, richiedendo concorsi pubblici.
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