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Art. 1176 Codice Civile

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1245 provvedimenti

Responsabilità lavoratore: onere prova del datore
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha escluso la responsabilità del lavoratore per i danni causati da un incidente stradale, non avendo il datore di lavoro fornito prova della sua condotta colposa. L'ordinanza ribadisce che spetta al datore di lavoro dimostrare la violazione del dovere di diligenza del dipendente. Viene inoltre confermata l'illegittimità del licenziamento per assenza ingiustificata, poiché il lavoratore aveva provato i suoi tentativi di riprendere servizio, rimasti senza riscontro da parte dell'azienda.
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Accesso agli atti assicurazione: limiti e obblighi
Un assicurato ha richiesto alla propria compagnia la denuncia di sinistro della controparte. Al rifiuto della compagnia, il caso è arrivato in Cassazione. La Corte ha stabilito che il diritto di accesso agli atti assicurazione è limitato ai soli documenti già in possesso della compagnia. Non sussiste un obbligo per l'assicuratore di ricercare e acquisire attivamente documenti da terzi per soddisfare la richiesta dell'assicurato.
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Valore doganale e royalties: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties pagate per l'utilizzo di un marchio su merci importate devono essere incluse nel calcolo del valore doganale se rappresentano una 'condizione di vendita'. Ciò si verifica quando il titolare del marchio esercita un controllo significativo sul produttore dei beni. L'ordinanza chiarisce anche che lo spedizioniere, in qualità di rappresentante indiretto, ha un dovere di diligenza professionale che va oltre la mera verifica formale dei documenti, potendo essere ritenuto corresponsabile per il mancato versamento dei dazi corretti. La Corte ha cassato la decisione precedente che aveva escluso tale responsabilità, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Obbligazione di mezzi: vigilanza e onere della prova
Un'azienda subisce un furto nonostante un contratto di sorveglianza e cita in giudizio l'istituto di vigilanza per inadempimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il contratto di vigilanza configura un'obbligazione di mezzi e non di risultato. Di conseguenza, non essendo stata provata una negligenza specifica della società di vigilanza, che aveva correttamente eseguito le ronde e risposto agli allarmi, la domanda di risarcimento è stata respinta.
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Accesso atti assicurativi: limiti e sospetto di frode
A seguito di un sinistro, un'automobilista richiede alla propria assicurazione l'accesso alla denuncia-querela presentata dall'altro conducente. La compagnia nega l'accesso sospettando una frode. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, stabilendo che il diritto di accesso agli atti assicurativi può essere legittimamente negato se riguarda accertamenti su comportamenti fraudolenti, come previsto dall'art. 146 del Codice delle Assicurazioni. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché non contestava la specifica motivazione (ratio decidendi) della sentenza impugnata.
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Risarcimento danni diffamazione: limiti al critica
Una società, dopo aver segnalato un medico all'Ordine per presunti certificati di malattia compiacenti, è stata condannata per diffamazione. La Cassazione conferma la condanna al risarcimento danni diffamazione, respingendo l'appello della società che invocava il diritto di critica. La Corte ha stabilito che la valutazione dei fatti e la quantificazione del danno spettano ai giudici di merito e ha accolto parzialmente il ricorso del medico per un ricalcolo delle spese legali.
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Onere della prova condominio: sentenza chiarisce
Un condominio ha citato in giudizio il suo ex amministratore per un ingente ammanco di cassa. Nonostante la mancata costituzione in giudizio dell'amministratore, il Tribunale ha respinto la domanda del condominio. La sentenza sottolinea che l'onere della prova del condominio non viene meno: l'attore doveva fornire documentazione sufficiente (estratti conto, ricevute di pagamento) per dimostrare la cattiva gestione, cosa che non è avvenuta.
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Accettazione del deposito: il ritiro estingue il debito
Una società venditrice, dopo aver impugnato una sentenza che la obbligava a trasferire un immobile, ha ritirato la somma depositata dalla società acquirente a titolo di prezzo. Pur avendo dichiarato di ritirare la somma 'con riserva', la Corte di Cassazione ha stabilito che tale atto costituisce una piena e incondizionata accettazione del deposito. Di conseguenza, l'obbligazione di pagamento si considera adempiuta, la condizione sospensiva per il trasferimento della proprietà avverata, e le ragioni dell'appello vengono meno. Il ritiro materiale del denaro prevale su qualsiasi riserva generica.
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Responsabilità appaltatore: doveri e conseguenze
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che attribuiva la responsabilità a un'impresa appaltatrice per non aver segnalato i difetti del progetto del committente. Il caso riguardava la costruzione di una scuola, dove si sono verificati danni per infiltrazioni. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'impresa, ribadendo che la responsabilità dell'appaltatore non si limita alla mera esecuzione dei lavori, ma include un dovere di controllo e segnalazione delle carenze progettuali. I motivi del ricorso sono stati in gran parte dichiarati inammissibili perché miravano a una rivalutazione dei fatti.
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Responsabilità appaltatore: quando risponde dei vizi
Un'impresa edile ha citato in giudizio la committente per l'illegittima risoluzione di un contratto d'appalto, in seguito a problemi strutturali emersi in cantiere. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, dichiarando inammissibile il ricorso dell'impresa. È stata ribadita la piena responsabilità dell'appaltatore, che ha l'obbligo di verificare la bontà del progetto e segnalarne i vizi, non potendo invocare il concorso di colpa del committente o del progettista se non dimostra di aver agito come mero esecutore ("nudus minister").
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Diligenza del lavoratore: la Cassazione si pronuncia
Una lavoratrice di un'azienda di servizi postali è stata sospesa per non aver rilevato un vaglia contraffatto di ingente valore. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, stabilendo che la mancata esecuzione dei controlli tattili previsti dalle procedure interne costituisce una violazione del dovere di diligenza del lavoratore, soprattutto a fronte di un importo così elevato e di operazioni successive sospette. La Corte ha ritenuto la condotta della dipendente gravemente negligente, respingendo il suo ricorso.
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Sospensione illegittima: la procedura è decisiva
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un ente di formazione per la sospensione illegittima di una dipendente. La sentenza stabilisce che le difficoltà economiche non esonerano il datore di lavoro dal rispettare la procedura di consultazione sindacale prevista dalla legge e dal contratto collettivo prima di sospendere l'attività lavorativa e collocare il personale in mobilità. Il ricorso dell'ente, basato sulla presunta decadenza dell'azione e sull'impossibilità di adempiere, è stato respinto poiché la violazione procedurale è stata ritenuta l'elemento centrale e assorbente della controversia.
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Collaboratori sportivi: quando è lavoro subordinato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'associazione sportiva, confermando la riqualificazione dei suoi collaboratori in lavoratori subordinati. La sentenza chiarisce che le mansioni generiche come pulizia e manutenzione, svolte con regolarità e sotto la direzione del datore di lavoro, non rientrano nel regime agevolato previsto per i collaboratori sportivi, a prescindere dalla formale affiliazione al CONI. La natura sostanziale del rapporto di lavoro prevale sempre sulla forma contrattuale.
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Clausola sociale: obbligo di assunzione integrale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24912/2025, ha affermato un principio cruciale in materia di cambio appalto e clausola sociale. La Corte ha stabilito che, se il capitolato d'appalto accettato dall'azienda subentrante prevede l'assunzione di un numero specifico di lavoratori, questa non può unilateralmente ridurne il numero applicando criteri non concordati, come quello della minore anzianità. Il caso riguardava delle lavoratrici del settore ristorazione escluse dall'assunzione. La Cassazione ha accolto il loro ricorso, cassando la sentenza d'appello e rinviando per un nuovo esame basato sul principio che il capitolato e la clausola sociale vincolano l'impresa subentrante a garantire la continuità occupazionale come pattuito.
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Responsabilità solidale appaltatore: la guida
La Cassazione chiarisce la portata della responsabilità solidale appaltatore. In un caso di vizi in un'opera pubblica dovuti a concause (progettista, geologo, stazione appaltante), l'assicurazione dell'appaltatore deve coprire l'intero importo del risarcimento a cui è condannato, non solo la sua quota di colpa. L'assicuratore potrà poi rivalersi sugli altri corresponsabili.
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Giudicato interno: appello inammissibile se tardivo
L'appello di un comune in una controversia su un appalto pubblico è stato respinto. La Corte di Cassazione lo ha dichiarato inammissibile poiché le questioni sollevate erano coperte da un "giudicato interno", formatosi dopo che una precedente sentenza non definitiva sulla responsabilità non era stata impugnata con successo. Il caso evidenzia l'effetto preclusivo delle sentenze non definitive.
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Responsabilità solidale appaltatore: il caso in esame
Un committente contesta i lavori di ristrutturazione per difformità. La Corte di Cassazione conferma la responsabilità solidale dell'appaltatore e del direttore dei lavori per i danni. Viene chiarito che l'appaltatore non è un mero esecutore ('nudus minister') e ha l'obbligo di verificare le istruzioni ricevute, potendo essere esonerato da colpa solo se dimostra di aver manifestato il proprio dissenso. La richiesta di condanna in solido prevale anche se il committente aveva indicato importi separati per ciascun responsabile in via subordinata.
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Danno da affidamento: la nuova giurisdizione
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, stabilisce un importante cambiamento in materia di danno da affidamento. A seguito dell'annullamento di un permesso di costruire illegittimo, la richiesta di risarcimento danni da parte dei cittadini non rientra più nella giurisdizione del giudice ordinario, ma in quella esclusiva del giudice amministrativo. La Corte ha ritenuto che la condotta della Pubblica Amministrazione che genera l'affidamento del privato sia inestricabilmente connessa all'esercizio del potere pubblico, soprattutto in materie come l'urbanistica.
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Polizze unit linked: si applica sempre il TUF
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che le polizze unit linked sono soggette alla disciplina del Testo Unico della Finanza (TUF) per la loro natura di prodotto finanziario. La Corte ha rigettato la tesi del 'doppio binario', affermando che le tutele per l'investitore, in particolare gli obblighi informativi, si applicano indipendentemente dal fatto che il prodotto sia venduto direttamente da un'impresa di assicurazione o tramite un intermediario assicurativo. La decisione conferma la condanna solidale dell'emittente e dell'intermediario al risarcimento del danno subito da una risparmiatrice a causa della carente informazione sulla rischiosità del prodotto.
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Merito creditizio: quando la banca agisce correttamente
Un imprenditore ha citato in giudizio una banca per concessione abusiva di credito, sostenendo che i finanziamenti fossero stati erogati senza una corretta valutazione del merito creditizio. I tribunali di primo e secondo grado hanno respinto la domanda, ritenendo che la banca avesse agito correttamente, basando la sua valutazione su un'analisi completa del patrimonio del cliente, dei piani aziendali e delle garanzie offerte. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile perché mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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