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Art. 117 D.P.R. n. 115 del 2002

5 provvedimenti

Compensi difensore d’ufficio: l’imputato irreperibile
La Corte di Cassazione ha stabilito che i compensi del difensore d'ufficio nominato per un imputato di fatto irreperibile devono essere liquidati dallo Stato, senza che l'avvocato debba prima dimostrare di aver tentato inutilmente di recuperare il credito. Il caso riguardava un legale a cui erano stati negati i compensi perché, secondo il tribunale, non aveva svolto ricerche sufficientemente approfondite sul suo assistito, un cittadino straniero senza fissa dimora e con molteplici alias. La Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che l'irreperibilità di fatto rende ogni ricerca vana e, pertanto, l'onere del pagamento ricade direttamente sull'Erario.
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Compenso difensore d’ufficio: sì alla riduzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso del difensore d'ufficio per l'assistenza a un imputato irreperibile deve essere ridotto di un terzo, come previsto dall'art. 106 bis del d.p.r. 115/2002. La Corte ha accolto il ricorso del Ministero della Giustizia, cassando la decisione del Tribunale che aveva liquidato l'onorario per intero. La sentenza sottolinea che tale riduzione rappresenta un equo bilanciamento tra il diritto dell'avvocato a un compenso e l'interesse generale alla difesa dei non abbienti, ritenendo la norma pienamente legittima.
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Compenso avvocato d’ufficio: sì anche per rinvii
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso avvocato d'ufficio è sempre dovuto, anche per la sola partecipazione a udienze di mero rinvio. Il caso riguardava un legale a cui era stata negata la liquidazione per aver assistito un imputato irreperibile in quattro udienze poi rinviate. La Corte ha chiarito che la presenza del difensore è obbligatoria nel processo penale e costituisce attività difensiva. Il rinvio delle udienze incide sulla quantificazione del compenso (quantum), ma non sul diritto a riceverlo (an).
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Compenso difensore d’ufficio: diritto anche per irreperibile
La Corte di Cassazione ha stabilito che un avvocato d'ufficio ha diritto al compenso per la sua attività professionale anche quando il processo penale si conclude con una sentenza di non doversi procedere per irreperibilità dell'imputato. La Corte ha chiarito che tale sentenza, pur potendo essere revocata, definisce una fase processuale, legittimando la liquidazione immediata del compenso al difensore d'ufficio senza dover attendere l'eventuale riapertura del giudizio.
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Compenso avvocato irreperibile: sì alla liquidazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso all'avvocato d'ufficio per la difesa di un imputato irreperibile deve essere liquidato subito dopo la sentenza di non doversi procedere ex art. 420-quater c.p.p. Tale pronuncia, pur non essendo definitiva, conclude una fase processuale e fa sorgere immediatamente il diritto al pagamento per l'attività svolta, senza dover attendere la scadenza dei termini per la riapertura del processo. Il caso riguarda il diritto al compenso dell'avvocato per un imputato irreperibile.
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