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Art. 1167 Codice Civile

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33 provvedimenti

Usucapione comproprietà: la prova del possesso esclusivo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due comproprietari che chiedevano di ottenere la proprietà esclusiva di un immobile tramite usucapione comproprietà. La Corte ha confermato le decisioni dei giudici di merito, stabilendo che i ricorrenti non avevano fornito una prova adeguata del possesso esclusivo, idoneo a escludere l'altro comproprietario. È stato evidenziato che la semplice recinzione e la costruzione sul fondo comune non sono sufficienti, potendo rientrare in un quadro di reciproca tolleranza tra titolari.
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Errore revocatorio: quando non si può revocare la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione contro una propria ordinanza. Il caso riguarda un presunto errore revocatorio in una controversia su una servitù di passaggio. La Corte chiarisce che un errore di valutazione o di giudizio non costituisce un errore revocatorio, confermando la decisione precedente e condannando i ricorrenti alle spese.
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Usucapione beni statali: la notifica è obbligatoria
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34572/2024, ha stabilito che la legge 296/2006, che impone la notifica all'Agenzia del Demanio per l'usucapione di beni pervenuti allo Stato da eredità giacenti, si applica anche ai possessi iniziati prima della sua entrata in vigore ma non ancora completati. La mancata notifica rende il possesso clandestino, interrompendo di fatto il termine per l'usucapione beni statali. La Corte ha rigettato il ricorso di un privato che rivendicava la proprietà di un immobile, confermando che la nuova norma ha introdotto un requisito essenziale per la validità del possesso.
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Usucapione fallimento: la competenza è del tribunale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32104/2024, ha stabilito che la domanda per l'accertamento dell'usucapione su un immobile di una società fallita deve essere presentata nell'ambito della procedura fallimentare e non tramite un giudizio ordinario. Questo principio di attrazione alla sede concorsuale è fondamentale. Il ricorso è stato rigettato, confermando che la domanda di usucapione fallimento è inammissibile se avanzata in sede di cognizione ordinaria.
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Servitù di passaggio: Cassazione nega usucapione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due proprietari che rivendicavano una servitù di passaggio per usucapione. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso miravano a un riesame del merito e della valutazione delle prove, un'attività preclusa nel giudizio di legittimità. La decisione conferma la sentenza della Corte d'Appello che aveva negato l'esistenza della servitù e ordinato la rimozione di opere che ostacolavano la proprietà altrui.
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Detenzione e usucapione: la Cassazione chiarisce
Un soggetto che aveva utilizzato un immobile per oltre vent'anni ha visto respinta la sua domanda di usucapione. La Corte di Cassazione ha confermato che il rapporto era iniziato come mera detenzione, avendo ricevuto il bene con il consenso dei proprietari. Poiché non è stata provata la successiva trasformazione in possesso (interversione), la corte ha escluso il diritto all'usucapione, sottolineando la differenza fondamentale tra detenzione e usucapione.
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Usucapione immobile: la tolleranza esclude il possesso
Una donna ha rivendicato l'usucapione di un immobile costruito con il defunto marito, ma intestato ai figli di lui. La Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, rigettando la domanda. La sua permanenza nell'immobile è stata considerata detenzione per tolleranza, non possesso, poiché non ha dimostrato un'interversione del possesso, ovvero un atto che manifestasse la volontà di possedere come proprietaria. La sentenza sottolinea che la valutazione dei fatti, come le ristrutturazioni o i rapporti familiari, spetta ai giudici di merito e non può essere riesaminata in Cassazione se la motivazione è logica. Il punto chiave è la necessità di provare un cambiamento da semplice utilizzo a comportamento da proprietario per ottenere l'usucapione immobile.
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Usucapione e accessione: si può cambiare in corso?
La Corte di Cassazione ha stabilito che modificare la domanda di usucapione in corso di causa per includere il possesso del genitore defunto (accessione) non costituisce una domanda nuova. L'ordinanza chiarisce anche che un'offerta di acquisto, fatta dopo la maturazione dei termini, non interrompe l'usucapione già perfezionata, potendo essere vista come un tentativo di regolarizzare la situazione.
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Interversione del possesso: prova e usucapione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11972/2025, ha rigettato il ricorso di un soggetto che rivendicava l'usucapione di un immobile. La Corte ha stabilito che per dimostrare l'interversione del possesso non è sufficiente il semplice rifiuto di restituire il bene. È necessario provare con atti inequivocabili la volontà di possedere l'immobile come se si fosse il proprietario. Nel caso di specie, il fatto che i proprietari avessero ancora le chiavi e avessero avuto accesso all'immobile, unitamente alla continuazione dei pagamenti da parte del detentore, ha escluso la sussistenza di un possesso utile all'usucapione.
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Onere della prova danni immobile: la decisione della Corte
Una società locatrice ha citato in giudizio la società conduttrice per danni all'immobile commerciale. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, ma la Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. Il motivo è stata la motivazione illogica e contraddittoria della sentenza d'appello riguardo alla clausola contrattuale sullo stato del bene, che ha inciso sull'errata attribuzione dell'onere della prova danni immobile. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Responsabilità appaltatore: limiti e scelte del cliente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2774/2025, chiarisce i limiti della responsabilità appaltatore. Se i vizi di un'opera derivano dalle scelte economiche del committente, che ha limitato l'intervento contrariamente ai suggerimenti dell'impresa, quest'ultima non può essere ritenuta responsabile. La Corte ha rigettato il ricorso di un condominio che lamentava difetti nei lavori di manutenzione, poiché era stato il condominio stesso a optare per una soluzione più economica e meno risolutiva.
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Usucapione auto: la detenzione non basta per la proprietà
La Corte d'Appello ha negato l'usucapione di un'auto d'epoca a un meccanico che l'aveva custodita per oltre 40 anni. La decisione si fonda sulla distinzione tra detenzione e possesso: il meccanico era un semplice detentore e non ha mai compiuto un atto di 'interversione del possesso' per manifestare la volontà di comportarsi come proprietario. Una registrazione in cui chiedeva il pagamento delle spese di deposito è stata decisiva per dimostrare che riconosceva ancora il diritto di proprietà altrui, escludendo così l'acquisto per usucapione auto.
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Usucapione di un immobile: come funziona?
Due comproprietarie hanno ottenuto dal Tribunale il riconoscimento dell'usucapione di un immobile, dimostrando un possesso continuato per oltre vent'anni. La decisione è stata favorita dalla mancata costituzione in giudizio dei convenuti. Il giudice ha accolto la domanda, dichiarando l'acquisto della piena proprietà per le attrici.
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