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Art. 1165 Codice Civile

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90 provvedimenti

Usucapione coerede: quando è valido il possesso?
In un caso di disputa tra due fratelli per un immobile ereditato, la Corte di Cassazione ha rigettato la domanda di usucapione del coerede che aveva goduto del bene in via esclusiva. La Corte ha ribadito che, per l'usucapione tra coeredi, non è sufficiente la mera astensione degli altri dall'uso del bene, ma è necessaria la prova di un possesso con l'intenzione inequivocabile di escludere gli altri comproprietari, comportandosi come unico proprietario.
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Usucapione immobile: la tolleranza esclude il possesso
Una donna ha rivendicato l'usucapione di un immobile costruito con il defunto marito, ma intestato ai figli di lui. La Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, rigettando la domanda. La sua permanenza nell'immobile è stata considerata detenzione per tolleranza, non possesso, poiché non ha dimostrato un'interversione del possesso, ovvero un atto che manifestasse la volontà di possedere come proprietaria. La sentenza sottolinea che la valutazione dei fatti, come le ristrutturazioni o i rapporti familiari, spetta ai giudici di merito e non può essere riesaminata in Cassazione se la motivazione è logica. Il punto chiave è la necessità di provare un cambiamento da semplice utilizzo a comportamento da proprietario per ottenere l'usucapione immobile.
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Onere della prova: rivendica e usucapione in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14607/2025, chiarisce il rigoroso onere della prova a carico di chi agisce in rivendicazione per recuperare un immobile. La Corte ha stabilito che la produzione di un testamento e di visure catastali non è sufficiente a dimostrare la proprietà, anche quando la controparte si difende eccependo l'usucapione. Tale eccezione non attenua la necessità per l'attore di fornire la cosiddetta "probatio diabolica", ossia la prova di un acquisto a titolo originario. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Interversione del possesso: prova e usucapione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11972/2025, ha rigettato il ricorso di un soggetto che rivendicava l'usucapione di un immobile. La Corte ha stabilito che per dimostrare l'interversione del possesso non è sufficiente il semplice rifiuto di restituire il bene. È necessario provare con atti inequivocabili la volontà di possedere l'immobile come se si fosse il proprietario. Nel caso di specie, il fatto che i proprietari avessero ancora le chiavi e avessero avuto accesso all'immobile, unitamente alla continuazione dei pagamenti da parte del detentore, ha escluso la sussistenza di un possesso utile all'usucapione.
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Interruzione usucapione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11983/2025, ha rigettato il ricorso di un proprietario che rivendicava l'usucapione di un'area cortilizia. Il punto centrale della decisione riguarda l'efficacia interruttiva di un'azione possessoria precedentemente intentata. La Corte ha stabilito che tale azione, volta a ottenere lo sgombero dell'intera area, è idonea a causare l'interruzione usucapione su tutto il bene conteso, e non solo sulle porzioni materialmente occupate da manufatti specifici. La sentenza conferma che l'interpretazione del contenuto e della portata di una domanda giudiziale è di competenza del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità se non per vizi di motivazione.
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Usucapione tra coniugi: impossibile in comunione legale
Un ex marito chiedeva l'usucapione tra coniugi della quota di un immobile, adibito a studio professionale, acquistato in comunione legale. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'usucapione è sospesa tra i coniugi finché dura il vincolo matrimoniale e la comunione legale, per tutelare l'armonia familiare. Solo con la separazione e un atto di interversione del possesso possono iniziare a decorrere i termini.
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Usucapione muro: la Cassazione chiarisce i requisiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un proprietario che chiedeva la demolizione di un muro di confine sopraelevato. La Corte ha confermato la decisione di merito che riconosceva l'avvenuta usucapione del muro da parte dei vicini. L'ordinanza chiarisce principi fondamentali: la domanda riconvenzionale di usucapione non richiede la mediazione obbligatoria; l'eventuale abusività edilizia dell'opera non impedisce l'usucapione del relativo diritto; le semplici diffide scritte non sono sufficienti a interrompere il decorso del tempo necessario per usucapire.
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Interruzione usucapione: la Cassazione fa chiarezza
In una complessa lite ereditaria tra fratelli, la Cassazione ha stabilito che un'azione legale volta a far dichiarare la natura fittizia di una vendita, per poi procedere alla divisione del bene, costituisce un atto di interruzione usucapione. Tale azione, infatti, manifesta in modo inequivocabile la volontà di recuperare il bene al patrimonio ereditario, interrompendo così il possesso continuato necessario per l'usucapione. La sentenza ha anche chiarito importanti principi sulla collazione e sulla forza espansiva del testamento su beni rientrati nell'asse ereditario.
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Lottizzazione abusiva: no usucapione dopo confisca
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5354/2025, ha stabilito che in caso di lottizzazione abusiva, l'acquisizione automatica del terreno da parte del Comune estingue l'animus possidendi del privato. Di conseguenza, il possesso si trasforma in mera detenzione, impedendo così l'usucapione del bene, a meno che non intervenga un atto di interversione del possesso.
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Usucapione speciale: il decreto non è sentenza
Una sentenza chiarisce la natura del decreto di riconoscimento della proprietà per usucapione speciale. Il Tribunale ha stabilito che tale decreto crea solo una presunzione di proprietà, superabile in un giudizio ordinario. La curatela fallimentare dell'ex proprietario ha agito per rivendicare un fondo rustico, ma la domanda è stata respinta. È stato chiarito che atti come l'iscrizione di un'ipoteca non sono idonei a interrompere il possesso continuato, necessario per l'usucapione speciale.
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