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Art. 1163 Codice Civile

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33 provvedimenti

Usucapione terreno: il possesso vince la proprietà
Una società immobiliare perde la proprietà di alcuni terreni a seguito di una causa per usucapione terreno. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, riconoscendo che un soggetto privato aveva esercitato per oltre vent'anni un possesso pacifico, pubblico e ininterrotto, realizzando e gestendo un impianto sportivo. I ricorsi della società, basati sulla presunta carenza di legittimazione ad agire dell'attrice e su una errata valutazione delle prove, sono stati respinti, consolidando l'acquisto della proprietà a titolo originario da parte della posseditrice.
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Usucapione immobile: la Cassazione chiarisce la prova
La Corte di Cassazione conferma una sentenza di usucapione immobile, chiarendo che un contratto di locazione stipulato con un soggetto giuridico diverso (una società) non impedisce alla persona fisica (l'amministratore) di usucapire un bene. La Corte ha ritenuto la valutazione delle prove sul possesso una questione di merito, non sindacabile in sede di legittimità, rigettando il ricorso di una società immobiliare.
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Errore revocatorio: quando non si può revocare la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione contro una propria ordinanza. Il caso riguarda un presunto errore revocatorio in una controversia su una servitù di passaggio. La Corte chiarisce che un errore di valutazione o di giudizio non costituisce un errore revocatorio, confermando la decisione precedente e condannando i ricorrenti alle spese.
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Usucapione beni statali: la notifica è obbligatoria
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34572/2024, ha stabilito che la legge 296/2006, che impone la notifica all'Agenzia del Demanio per l'usucapione di beni pervenuti allo Stato da eredità giacenti, si applica anche ai possessi iniziati prima della sua entrata in vigore ma non ancora completati. La mancata notifica rende il possesso clandestino, interrompendo di fatto il termine per l'usucapione beni statali. La Corte ha rigettato il ricorso di un privato che rivendicava la proprietà di un immobile, confermando che la nuova norma ha introdotto un requisito essenziale per la validità del possesso.
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Usucapione beni dello Stato: la legge cambia le regole
La Corte di Cassazione ha stabilito che la legge 296/2006, pur non essendo retroattiva, si applica ai periodi di usucapione non ancora conclusi alla sua entrata in vigore. In tema di usucapione beni dello Stato, la mancata notifica del possesso all'Agenzia del Demanio, richiesta dalla nuova norma, rende il possesso stesso "clandestino" e quindi inefficace ai fini dell'acquisto della proprietà. La sentenza chiarisce che questa norma crea un vizio sopravvenuto nel possesso, interrompendone l'utilità fino all'adempimento della comunicazione.
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Servitù di passaggio: la prova delle opere apparenti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un proprietario che rivendicava una servitù di passaggio sul fondo del vicino. La Corte ha stabilito che, per il riconoscimento di tale diritto per usucapione o destinazione del padre di famiglia, non è sufficiente la presenza di un percorso, ma è necessaria la prova di opere visibili, permanenti e inequivocabilmente destinate all'esercizio della servitù, un 'quid pluris' che nel caso di specie non è stato dimostrato.
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Detenzione immobile: quando non scatta l’usucapione
La Corte di Cassazione ha chiarito che la consegna di un bene a seguito di un contratto preliminare di compravendita configura una mera detenzione immobile e non un possesso utile ai fini dell'usucapione. Nel caso specifico, un promissario acquirente, immesso nel godimento dell'immobile prima del rogito (poi non stipulato), non ha potuto usucapire il bene, poiché la sua relazione con la cosa era qualificata come detenzione in nome altrui. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che, in assenza di un atto di 'interversione', il detentore non può trasformare la sua condizione in possesso e, di conseguenza, non può acquisire la proprietà per usucapione.
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Usucapione terreno: la prova del possesso continuo
La Corte di Cassazione conferma una decisione di merito sull'usucapione terreno, dichiarando inammissibile il ricorso volto a una nuova valutazione delle prove. La Suprema Corte ha ribadito che l'utilizzo esclusivo del bene, la sua manutenzione e l'esclusione di terzi sono elementi sufficienti a dimostrare il possesso qualificato, necessario per l'acquisto della proprietà per usucapione.
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Comodato e usucapione: il giudicato lo esclude
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che rivendicava l'usucapione di un terreno. La Corte ha stabilito che l'esistenza di un precedente giudicato, che aveva accertato un rapporto di comodato tra le parti, esclude la configurabilità di un possesso utile all'usucapione, qualificando la relazione con il bene come mera detenzione. Viene così confermata la decisione che obbliga alla restituzione del fondo al legittimo proprietario.
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Giudicato esterno: come interpretare una sentenza
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a una servitù di passaggio, stabilendo che una precedente sentenza passata in giudicato non può essere limitata da una decisione successiva. Il caso riguardava una servitù di passaggio pedonale e carrabile riconosciuta in una sentenza del 1993. La Corte d'Appello aveva erroneamente limitato tale diritto al solo passaggio pedonale. La Cassazione ha annullato questa decisione, affermando il principio di intangibilità del giudicato esterno e chiarendo che per interpretare la portata di una sentenza si deve considerare anche la motivazione, non solo il dispositivo. La Corte ha inoltre equiparato il passaggio con 'carretto', menzionato nella vecchia sentenza, a quello con moderni mezzi meccanici, in linea con l'evoluzione tecnologica.
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Prova usucapione: coltivazione non basta, dice la Cassazione
Due fratelli rivendicavano la proprietà di un terreno per usucapione, basandosi sulla coltivazione, la costruzione di una strada e l'inclusione del bene in un atto di divisione. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione favorevole dei giudici di merito, stabilendo che la semplice coltivazione non è una prova di usucapione sufficiente a dimostrare il possesso come proprietari. La Corte ha inoltre censurato la mancata valutazione di una prova decisiva sull'effettiva data di costruzione della strada. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Usucapione di un immobile: come funziona?
Due comproprietarie hanno ottenuto dal Tribunale il riconoscimento dell'usucapione di un immobile, dimostrando un possesso continuato per oltre vent'anni. La decisione è stata favorita dalla mancata costituzione in giudizio dei convenuti. Il giudice ha accolto la domanda, dichiarando l'acquisto della piena proprietà per le attrici.
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Usucapione bene ereditario: la guida completa
La sentenza analizza un caso di usucapione di beni immobiliari la cui eredità era stata devoluta allo Stato. I ricorrenti hanno dimostrato un possesso pubblico, pacifico e ininterrotto per oltre vent'anni, a partire dal 1988. Il Tribunale ha accolto la domanda, riconoscendo l'avvenuta usucapione, poiché i ricorrenti hanno fornito prova del possesso materiale (corpus possessionis), mentre lo Stato non è riuscito a superare la presunzione legale dell'intenzione di possedere come proprietari (animus possidendi). La decisione sottolinea come il decorso del tempo e la prova testimoniale siano stati decisivi per l'accertamento del diritto di proprietà.
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