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Art. 1161 Codice della Navigazione

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29 provvedimenti

Concessione demaniale: illegittima se c’è abuso
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che negava il sequestro di un'area demaniale marittima. Il caso riguarda una concessione demaniale suppletiva rilasciata da un Comune per regolarizzare l'occupazione abusiva di un'area da parte del titolare di una concessione adiacente. La Corte ha stabilito che la pregressa occupazione abusiva costituiva un presupposto per la decadenza obbligatoria dalla concessione originaria, privando la Pubblica Amministrazione del potere discrezionale di rilasciare un'estensione. Di conseguenza, l'atto di concessione suppletiva è stato ritenuto illegittimo, aprendo la strada alla configurabilità del reato di abuso d'ufficio.
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Occupazione demanio marittimo: il dolo va provato
Un cittadino era stato condannato per l'occupazione di demanio marittimo. In Cassazione, la sua difesa ha sostenuto l'avvenuta sdemanializzazione tacita del bene e la mancanza di dolo. La Suprema Corte ha respinto la tesi della sdemanializzazione, chiarendo che per i beni marittimi serve un atto formale. Tuttavia, ha accolto il motivo sulla mancanza di dolo, annullando la sentenza. Per la condanna per occupazione demanio marittimo, è necessario provare la consapevolezza dell'illegalità dell'azione, non bastando la mera occupazione materiale.
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Patrocinio in Cassazione: ricorso nullo senza avvocato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia penale perché non è stato presentato da un avvocato abilitato al patrocinio in Cassazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro.
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Occupazione abusiva demanio: la buona fede non salva
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14723 del 2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soggetti condannati per l'occupazione abusiva di demanio marittimo. Gli imputati sostenevano di aver agito in buona fede, avendo acquistato l'immobile con atto notarile, e che il reato fosse prescritto. La Corte ha chiarito che la consapevolezza dell'illegalità, anche se successiva all'acquisto, rende colpevole la prosecuzione della condotta. Inoltre, ha ribadito che l'occupazione abusiva demanio è un reato permanente, la cui prescrizione decorre solo dalla cessazione dell'occupazione e non dal suo inizio.
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Occupazione Abusiva Demanio: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per occupazione abusiva demanio nei confronti di un soggetto che aveva continuato a occupare un'area marittima dopo la scadenza della sua concessione. La difesa, basata su una presunta proprietà privata derivante da un atto del 1919 e sulla buona fede, è stata respinta. La Corte ha ritenuto l'occupazione intenzionale, data la consapevolezza della concessione scaduta e dei falliti tentativi di riclassificare il terreno.
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Confisca beni aziendali: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del legale rappresentante di una società contro la confisca di beni aziendali, utilizzati per commettere il reato di occupazione abusiva di demanio marittimo. La decisione si fonda sulla mancanza di legittimazione dell'imputato a impugnare un provvedimento su beni di proprietà della società, che è un soggetto giuridico distinto e terzo rispetto al reato.
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Avvocato non cassazionista: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una condanna per reati edilizi e violazioni del codice della navigazione. La causa di inammissibilità risiede nel fatto che il difensore che ha redatto e sottoscritto l'atto non era iscritto all'albo speciale degli avvocati abilitati al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di strutture abusive su area demaniale. La decisione si basa sulla mancanza di legittimazione del ricorrente, che non aveva più alcun diritto sull'area, e sulla commissione di un nuovo reato di occupazione abusiva dopo la scadenza del termine per la rimozione delle opere.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato contro una sentenza di condanna. La causa dell'inammissibilità è il mancato rispetto del termine di 30 giorni per l'impugnazione, configurando un ricorso tardivo. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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