LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

art. 116 co 8 L. 388/2000

5 provvedimenti

Gestione separata INPS avvocati: contributi dovuti senza sanzioni
L'ente di previdenza ha iscritto d'ufficio un professionista legale alla Gestione separata per i redditi prodotti nel 2009. Il professionista guadagnava oltre cinquemila euro, ma non raggiungeva la soglia minima per l'iscrizione obbligatoria alla cassa categoriale. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo contributivo relativo alla Gestione separata INPS avvocati per garantire la tutela previdenziale universale. I giudici hanno inoltre escluso la prescrizione del credito previdenziale a causa dello spostamento dei termini di pagamento disposto per legge. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso sulle penalità accessorie. Il professionista non deve pagare alcuna sanzione civile per le annualità precedenti al 2011, in quanto ha fatto legittimo affidamento sul quadro normativo dell'epoca.
Continua »
Gestione separata INPS avvocati: contributi dovuti ma niente sanzioni
Un avvocato non versava la contribuzione soggettiva alla Cassa Forense a causa di un reddito inferiore alla soglia minima. L'INPS iscriveva d'ufficio la professionista alla propria gestione per i compensi percepiti nel 2005, pretendendo contributi e relative maggiorazioni per omesso versamento. La professionista contestava l'iscrizione, eccepiva la prescrizione e rifiutava le somme accessorie. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di contribuzione alla Gestione separata INPS avvocati per chi non raggiunge i requisiti della cassa di categoria. I giudici hanno respinto l'eccezione di prescrizione ma hanno cancellato integralmente le sanzioni civili, applicando la storica decisione della Corte Costituzionale che tutela l'affidamento dei professionisti per i periodi antecedenti al 2011.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: stop alle richieste tardive
Un avvocato ha impugnato la richiesta dell'INPS di pagare i contributi alla Gestione Separata per l'anno 2011. La Corte d'Appello aveva ritenuto il debito non prescritto, calcolando il termine dalla dichiarazione dei redditi e ravvisando un occultamento doloso nella mancata compilazione del Quadro RR. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della professionista, stabilendo che la prescrizione contributi previdenziali decorre dalla scadenza del pagamento e non dalla dichiarazione dei redditi. Inoltre, i giudici hanno chiarito che non compilare il Quadro RR non equivale automaticamente a un occultamento doloso del debito. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Regolarità Contributiva: 15 Giorni Fatali, Benefici Persi
Un'azienda perde le agevolazioni contributive per aver sanato un'irregolarità formale oltre il termine di 15 giorni fissato dall'INPS. La Corte di Cassazione ha stabilito che la scadenza per la regolarizzazione è perentoria e non ammette ritardi. Anche se l'errore era involontario e l'azienda aveva versato più del dovuto, la tardiva correzione ha compromesso la costante **regolarità contributiva** richiesta dalla legge. Per la Corte, il rispetto delle scadenze procedurali è un requisito essenziale per poter beneficiare degli sgravi. Di conseguenza, l'INPS ha legittimamente recuperato le somme, poiché una sanatoria postuma è irrilevante. Vince l'INPS.
Continua »
Retrocessione ramo d’azienda: quando è evasione
Il Tribunale di Torino ha stabilito che una simulata cessazione di attività, che nasconde una retrocessione ramo d'azienda alla società controllante, integra evasione contributiva. L'azienda aveva ottenuto la CIGS per cessazione, ma il giudice ha accertato la continuità aziendale, negando il beneficio e confermando l'avviso di addebito dell'ente previdenziale.
Continua »