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Art. 114 Codice Penale — Sezione Settima Penale

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355 provvedimenti

Altri anni per Art. 114 Codice Penale

Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di merito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6481/2025, ha dichiarato un ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: non è possibile una rivalutazione dei fatti in sede di legittimità. La decisione sottolinea che il giudizio sulla responsabilità penale e sulla comparazione delle circostanze attenuanti è riservato al giudice di merito, a condizione che la motivazione sia logica e non arbitraria. L'ordinanza ha quindi confermato la condanna, respingendo le censure del ricorrente.
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Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione?
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per estorsione. I motivi sono stati giudicati una mera ripetizione di quelli già respinti in appello, confermando la correttezza della decisione impugnata sul diniego delle attenuanti e sulla determinazione della pena.
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Concorso in rapina: ruolo e responsabilità dei complici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentata rapina. L'imputato sosteneva di aver avuto un ruolo minore, ma la Corte ha stabilito che nel concorso in rapina, l'agire insieme con un comune intento criminoso rende entrambi i soggetti concorrenti alla pari, indipendentemente da chi detenga materialmente la refurtiva.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per truffa in concorso. L'ordinanza chiarisce che, in caso di "doppia conforme", i motivi di appello non possono essere una mera riproposizione di argomenti già respinti, ma devono essere specifici e non mirare a una nuova valutazione dei fatti, attività preclusa al giudice di legittimità. Anche le censure sul trattamento sanzionatorio sono state respinte per genericità.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
Due imputati per furto aggravato presentano ricorso in Cassazione, ma la Corte lo dichiara ricorso inammissibile. La Suprema Corte stabilisce che i motivi, essendo una mera riproposizione di quelli già respinti in appello senza un confronto critico con la sentenza impugnata, rendono l'impugnazione generica e quindi non esaminabile nel merito, con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto aggravato. La Corte ha respinto le doglianze della ricorrente, chiarendo che non è possibile introdurre motivi nuovi nel giudizio di legittimità, come la richiesta di proscioglimento per particolare tenuità del fatto. Inoltre, sono stati rigettati i motivi che si limitavano a ripetere argomentazioni già valutate e respinte dalla Corte d'Appello, confermando la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per reati fallimentari. I motivi dell'appello sono stati giudicati generici e reiterativi, in quanto non contestavano specificamente le motivazioni della sentenza di secondo grado, ma si limitavano a riproporre le stesse argomentazioni. La decisione sottolinea l'importanza del principio di specificità dei motivi di ricorso.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: recidiva e tenuità
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da due imputate. La prima contestava la mancata esclusione della recidiva, la seconda il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto e dell'attenuante del contributo minimo. La Corte ha ritenuto le motivazioni della Corte d'Appello adeguate e logiche, confermando la valutazione sulla pericolosità sociale legata alla recidiva e la non trascurabilità del contributo al reato di truffa. La decisione sottolinea i limiti del sindacato di legittimità su tali materie.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di quattro persone condannate per spaccio. Per tre di loro, la sentenza era basata su un concordato in appello (art. 599 bis c.p.p.), e la Corte ribadisce che in tali casi non si può contestare nel merito la responsabilità. Il ricorso del quarto imputato, padre di due coimputati, è stato respinto perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La decisione chiarisce i ristretti limiti di impugnazione delle sentenze frutto di accordo tra le parti.
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Reato permanente: no a 131-bis se l’offesa dura
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due persone condannate per l'occupazione di un immobile. L'ordinanza conferma un principio chiave: per un reato permanente, la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) non può essere applicata finché la condotta illecita perdura. La Corte ha inoltre rigettato le censure relative alla mancata concessione di un'attenuante e al diniego di rinnovare l'istruttoria in appello, ritenendo le motivazioni della Corte territoriale logiche e sufficienti.
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Ricorso inammissibile: limiti alla rilettura dei fatti
Tre individui, condannati per lesioni e minaccia aggravate, presentano ricorso in Cassazione. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che non è possibile richiedere una nuova valutazione dei fatti o una rilettura delle prove in sede di legittimità, specialmente in caso di 'doppia conforme'.
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Concorso in rapina: il ruolo di ‘palo’ e l’art. 114 c.p.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per concorso in rapina. L'imputato, che aveva agito come 'palo', sosteneva che il suo contributo fosse di minima importanza. La Corte ha respinto questa tesi, confermando che il suo apporto è stato rilevante per la realizzazione del progetto criminoso, escludendo così l'applicazione dell'attenuante prevista dall'art. 114 c.p. e condannandolo al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due imputati condannati per rapina e tentata estorsione. La sentenza chiarisce i limiti del giudizio di legittimità, ribadendo che la Corte non può riesaminare i fatti o la credibilità dei testimoni, ma solo verificare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione. I motivi, incentrati sulla riapertura dell'istruttoria e sulla richiesta di attenuanti, sono stati giudicati manifestamente infondati e ripetitivi, portando alla conferma definitiva della condanna.
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Reato concorsuale: quando è minima importanza?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati, chiarendo i limiti del giudizio di legittimità sul reato concorsuale. La Corte ha stabilito che la valutazione sulla minima importanza del contributo di un concorrente è una questione di merito, non rivalutabile in sede di Cassazione. Similmente, il bilanciamento tra circostanze attenuanti e aggravanti è un giudizio discrezionale del giudice di merito, sindacabile solo per manifesta illogicità, non riscontrata nel caso di specie.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi e ripetitivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per furto aggravato e porto d'armi. La decisione si basa sull'impossibilità di presentare motivi nuovi in Cassazione e sulla mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello.
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