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Art. 114 Codice Penale — Sezione Seconda Civile

4 provvedimenti

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Legge Pinto: termine decadenza dalla sentenza, non dal pagamento
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sul termine di decadenza della Legge Pinto. Alcuni cittadini, dopo aver vinto una causa contro lo Stato e aver dovuto avviare un ulteriore giudizio per ottenere il pagamento (giudizio di ottemperanza), hanno chiesto un indennizzo per la durata eccessiva di quest'ultimo. Hanno però agito dopo sei mesi dalla sentenza definitiva di ottemperanza. La Corte ha stabilito che il termine di decadenza di sei mesi per chiedere l'indennizzo decorre dalla data in cui la sentenza che conclude il procedimento diventa definitiva, e non dal momento del successivo, effettivo pagamento. Di conseguenza, la richiesta dei cittadini è stata respinta perché presentata fuori tempo massimo.
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Equa riparazione: no al ‘doppio sconto’ di tempo
In un caso di 'Pinto su Pinto', ovvero una richiesta di equa riparazione per i ritardi nell'ottenere un precedente indennizzo, la Cassazione ha stabilito un principio fondamentale. Il cosiddetto 'spatium adimplendi', il periodo di grazia concesso alla Pubblica Amministrazione per pagare, non può essere detratto una seconda volta dal calcolo del ritardo accumulato nella successiva fase di esecuzione. La Corte ha inoltre chiarito che la responsabilità per i ritardi va suddivisa: il Ministero della Giustizia risponde per la fase di cognizione, mentre il Ministero dell'Economia per quella di pagamento. Di conseguenza, entrambi devono essere parte del giudizio.
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Termine Legge Pinto: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30142/2024, ha stabilito un principio cruciale sul termine Legge Pinto. In un caso di ritardato pagamento di un indennizzo precedentemente ottenuto, il termine semestrale per richiedere una nuova equa riparazione (il cosiddetto 'Pinto su Pinto') decorre dal momento dell'effettiva soddisfazione del credito, ovvero dal pagamento, e non dalla data di conclusione formale delle procedure esecutive o di ottemperanza. La Corte ha rigettato il ricorso di alcuni cittadini, ritenendolo tardivo perché presentato oltre sei mesi dopo aver ricevuto il pagamento, anche se le procedure giudiziarie collegate si erano concluse successivamente.
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Durata irragionevole processo: calcolo e limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16040/2024, ha chiarito i criteri per il calcolo della durata irragionevole processo ai fini dell'indennizzo ex legge Pinto. Sebbene il giudizio di merito e quello di ottemperanza vadano considerati come un 'unicum', dal computo totale vanno esclusi i tempi morti tra una fase e l'altra e il periodo per il passaggio in giudicato della sentenza. La Corte ha rigettato il ricorso di alcuni cittadini contro un Ministero, stabilendo che la durata complessiva del loro iter giudiziario non superava la soglia di ragionevolezza legale.
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