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Art. 1127 Codice Civile

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80 provvedimenti

Diritto di sopraelevazione: include la scala comune?
Due condomini, proprietari dell'ultimo piano, hanno esercitato il loro diritto di sopraelevazione per rendere abitabile un sottotetto. Per accedervi, hanno progettato di estendere la scala condominiale. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto di sopraelevazione, se legittimamente esercitato, include implicitamente la facoltà di apportare le modifiche necessarie alle parti comuni, come il prolungamento delle scale, per rendere fruibile la nuova costruzione.
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Usucapione terrazza: quando la buona fede è esclusa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condomino che rivendicava la proprietà esclusiva di una terrazza tramite usucapione abbreviata. La Corte ha stabilito che non può esserci buona fede, requisito essenziale per l'usucapione terrazza abbreviata, se l'atto di acquisto stesso richiama il regolamento di condominio che definisce l'area come bene comune, seppur concesso in uso esclusivo. La decisione sottolinea l'importanza del contenuto dei regolamenti condominiali negli atti di compravendita immobiliare.
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Cessazione materia contendere: accordo tra le parti
Una controversia tra una piattaforma di video-sharing e una società di media per violazione di copyright si è conclusa in Corte di Cassazione con una declaratoria di cessazione della materia del contendere. Le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, rendendo superflua una decisione nel merito e causando la perdita di efficacia della sentenza d'appello impugnata. La Suprema Corte ha applicato i principi stabiliti dalle Sezioni Unite, compensando integralmente le spese legali tra le parti.
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Sopraelevazione immobile: quando scatta l’indennità
Una società costruttrice, dopo aver edificato un palazzo, ha trasformato i locali tecnici sul lastrico solare in due nuovi appartamenti. I proprietari originari del terreno avevano citato in giudizio la società in virtù di una clausola contrattuale che prevedeva una compensazione in caso di sopraelevazione. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei giudici di merito, rigettando il ricorso della società. È stato stabilito che la trasformazione costituisce a tutti gli effetti una sopraelevazione, facendo scattare il diritto all'indennità di sopraelevazione per gli altri condomini, e che la clausola contrattuale non era nulla.
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Distanze in condominio: le regole del Codice Civile
In una disputa tra comproprietari, la Corte di Cassazione ha stabilito che le norme sulle distanze tra costruzioni (art. 873 c.c.) non si applicano in modo automatico all'interno di un unico edificio. In questi casi, prevale la disciplina sull'uso delle parti comuni (art. 1102 c.c.). La Corte ha cassato la sentenza d'appello per 'motivazione apparente', non avendo chiarito i criteri di misurazione adottati né giustificato l'applicazione delle norme sulle distanze in condominio. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Sopraelevazione abusiva: demolizione per rischio sismico
La Corte di Cassazione conferma la demolizione di una sopraelevazione abusiva realizzata in violazione delle norme antisismiche. La sentenza stabilisce che la non conformità a tali normative genera una presunzione di pericolosità, rendendo irrilevanti i permessi amministrativi ottenuti. Il costruttore ha l'onere di provare la sicurezza dell'intera struttura, non solo della nuova costruzione.
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Sopraelevazione abusiva: sanatoria salva la demolizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che una sopraelevazione abusiva non deve essere demolita se il costruttore ottiene una sanatoria edilizia, anche dopo la sentenza di primo grado. La Corte ha chiarito che se la sanatoria attesta l'assenza di pregiudizio per la stabilità dell'edificio, la richiesta di demolizione non può essere accolta. In questo caso, al proprietario del piano sottostante spetta solo un'indennità economica per la sopraelevazione, come previsto dalla legge.
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Lesioni stradali: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per lesioni stradali gravi. L'imputato, guidando in stato di ebbrezza, aveva causato un incidente. I motivi di ricorso, tra cui la mancata concessione della messa alla prova e il concorso di colpa della vittima (che non indossava la cintura), sono stati respinti in quanto manifestamente infondati e generici.
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Diritto di sopraelevazione: chi può agire in giudizio?
In un caso riguardante il diritto di sopraelevazione, la Corte di Cassazione ha stabilito che tutti i condomini, e non solo quelli con unità immobiliari prospicienti, sono legittimati ad agire per violazioni delle distanze legali. La sentenza chiarisce che le norme sulle distanze tutelano l'intero edificio condominiale. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente applicato il concetto di 'condominio parziale', rinviando il caso per un nuovo esame.
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Divieto di sopraelevazione: la Cassazione decide
Un condomino realizza opere sull'ultimo piano, inclusa un'estensione e l'innalzamento di un muro, violando il regolamento contrattuale che imponeva un divieto di sopraelevazione. La Corte di Cassazione ha confermato l'ordine di demolizione, chiarendo che tale divieto costituisce una servitù reale (servitù altius non tollendi). Di conseguenza, l'azione per farla rispettare è soggetta alla prescrizione ventennale, non decennale. Il ricorso del condomino, basato su vizi procedurali e sulla presunta preesistenza delle opere, è stato integralmente respinto.
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Trasformazione tetto in terrazzo: quando è illegittima
Un condomino proprietario dell'ultimo piano trasforma il tetto comune in un terrazzo ad uso esclusivo. La Corte di Cassazione conferma l'illegittimità dell'opera, stabilendo che la trasformazione tetto in terrazzo è vietata quando lede il decoro architettonico e supera i limiti dell'uso della cosa comune. L'intervento è stato ritenuto una modifica sostanziale e non un uso più intenso del bene.
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Regolamento condominiale contrattuale: stop alle opere
Una condomina ha realizzato ampliamenti edilizi sulla sua proprietà esclusiva, in violazione del regolamento condominiale contrattuale che proibiva modifiche all'estetica e alla statica dell'edificio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, ordinando la demolizione delle opere. La sentenza ribadisce che un regolamento condominiale contrattuale può imporre limiti più stringenti rispetto alla legge, tutelando in modo rigoroso l'aspetto architettonico originale del fabbricato.
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Patti Successori: la Cassazione salva l’accordo tra eredi
Una complessa disputa ereditaria tra fratelli, sorta a causa di due testamenti olografi contrastanti di cui uno falso, giunge in Cassazione. La Corte si pronuncia sulla nullità insanabile del testamento apocrifo e sulla validità di una scrittura privata tra i futuri eredi. L'analisi si concentra sulla distinzione tra un termine di pagamento e una condizione sospensiva per qualificare l'accordo ed escludere la violazione del divieto di patti successori, correggendo la motivazione della Corte d'Appello e salvando la validità dell'accordo.
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Responsabilità art. 1669 c.c.: non per vizi lievi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un proprietario che lamentava difetti post-sopraelevazione. Secondo la Corte, la responsabilità art. 1669 c.c. del costruttore e del progettista non sussiste se i vizi, come le fessurazioni, derivano da un fisiologico assestamento della struttura e non compromettono la stabilità o il godimento essenziale dell'immobile, non configurandosi quindi come "gravi difetti".
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Ristrutturazione tetto distanze: quando è nuova opera?
La Corte di Cassazione affronta il tema della ristrutturazione tetto distanze legali. A seguito di un contenzioso tra vicini per l'invasione di un tetto ristrutturato, la Corte rileva un contrasto giurisprudenziale. Non è chiaro se per definire una 'nuova costruzione' sia sufficiente un aumento di volume o se sia necessario un innalzamento del colmo del tetto. Data l'incertezza, la Corte ha rimesso la questione a una pubblica udienza per una decisione definitiva, senza risolvere il caso specifico.
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Sopraelevazione antisismica: quando è presunta pericolosa
La Corte di Cassazione conferma la demolizione di una veranda considerata una sopraelevazione antisismica realizzata in zona ad alto rischio. L'ordinanza ribadisce che, in assenza di conformità alle normative tecniche, opera una presunzione legale di pericolosità che non può essere superata da un'autorizzazione postuma, specialmente se basata su presupposti errati. La Corte sottolinea che la verifica di sicurezza deve riguardare l'intero edificio, non solo la nuova struttura.
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Indennità di sopraelevazione: quando è dovuta?
Il proprietario di un lastrico solare realizza una sopraelevazione, e la proprietaria dei piani inferiori agisce in giudizio per ottenere l'indennità di sopraelevazione e il risarcimento di vari danni. La Cassazione, accogliendo parzialmente il ricorso incidentale, cassa la sentenza di merito per motivazione apparente sulla quantificazione del danno per la violazione delle distanze legali, specificando che la liquidazione equitativa deve essere motivata con criteri concreti e non può essere arbitraria. Viene inoltre confermata la debenza dell'indennità, non ravvisando una rinuncia implicita in un precedente atto di donazione.
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Demolizione parziale: limiti e contraddittorio
La Corte di Cassazione conferma un ordine di demolizione parziale per violazione delle distanze legali tra costruzioni. La sentenza stabilisce principi fondamentali: le questioni sulla completezza del contraddittorio non possono essere sollevate per la prima volta in sede di rinvio e le problematiche relative alla sicurezza statica dell'edificio devono essere affrontate nella fase esecutiva, non in quella di cognizione che accerta il diritto.
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Improcedibilità ricorso: omesso deposito sentenza
Un ente pubblico territoriale ricorre in Cassazione contro una condanna al risarcimento danni a favore di un motociclista. La Corte dichiara l'improcedibilità del ricorso perché l'ente non ha depositato, insieme al ricorso stesso, copia autentica della sentenza impugnata, violando un requisito formale essenziale. La decisione sottolinea l'importanza degli adempimenti procedurali, che prevalgono sull'esame del merito.
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Danno estetico: come si calcola il risarcimento?
La sentenza analizza la liquidazione del danno estetico derivante dalla trasformazione di un sottotetto in un'abitazione, con modifiche alla facciata e appropriazione di parti comuni. A seguito di un rinvio della Corte di Cassazione per carenza di motivazione, la Corte d'Appello ha ricalcolato il risarcimento in modo analitico, riducendolo da oltre 158.000 euro a circa 23.450 euro. Il caso evidenzia come la quantificazione del danno estetico non possa essere arbitraria, ma debba basarsi su criteri logici e specifici, anche quando si ricorre a una liquidazione equitativa.
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