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Art. 1124 Codice Civile

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24 provvedimenti

Tabelle millesimali errate: quando impugnarle
La Corte d'Appello ha parzialmente riformato una sentenza di primo grado in materia di tabelle millesimali. Ha stabilito che un regolamento condominiale, e le relative tabelle, approvato dopo l'atto di acquisto di un'unità immobiliare non è vincolante per l'acquirente. Inoltre, ha accertato un errore di calcolo in una delle tabelle per la ripartizione delle spese di scale e ascensore, ordinandone la revisione sulla base di una nuova consulenza tecnica. La decisione sottolinea che l'errore nelle tabelle millesimali giustifica la loro modifica giudiziale.
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Uso parti comuni e millesimi: la Cassazione decide
Due condomini hanno impugnato una delibera che regolamentava l'uso di piscina e campo da tennis, collegando il diritto di ospitare un numero maggiore di persone ai millesimi di proprietà. La Corte di Cassazione, riconoscendo la novità e l'importanza della questione sull'uso parti comuni e millesimi, ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione di principio. L'ordinanza interlocutoria non decide il caso ma ne sottolinea il rilievo nomofilattico.
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Annullamento delibera condominiale: effetti sul debito
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'annullamento della delibera condominiale di ripartizione delle spese non estingue automaticamente l'obbligo di pagamento del condomino, specialmente per le spese ordinarie. In un caso complesso che vedeva contrapposti un condominio e una società immobiliare, la Corte ha chiarito che, anche a fronte dell'annullamento della delibera per erronea applicazione di tabelle millesimali convenzionali, il giudice dell'opposizione a decreto ingiuntivo deve comunque verificare la fondatezza del credito del condominio. In pratica, il giudice dovrà ricalcolare le somme dovute sulla base dei corretti criteri legali, senza che il debito venga meno del tutto.
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Danno da condominio: il condomino deve pagare?
Una società di costruzioni, proprietaria di alcuni locali, ha subito un danno da condominio a causa di infiltrazioni provenienti da terrazze a uso esclusivo. La Corte di Cassazione ha stabilito che la Corte d'Appello ha errato nel dichiarare inammissibile, per genericità, la richiesta della società di essere esonerata dal contribuire alle spese di riparazione. La sentenza ha chiarito che il condomino danneggiato assume la posizione di terzo rispetto al condominio e ha diritto al risarcimento, ma la questione del suo obbligo di contribuire pro quota alle spese merita un esame approfondito, non una declaratoria di inammissibilità. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su questo specifico punto.
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