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Art. 1117-quater Codice Civile

5 provvedimenti

Costituzione parte civile condomino: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato, confermando la sua responsabilità civile per tentata truffa ai danni di un condominio. La sentenza ribadisce la piena legittimità della costituzione parte civile del singolo condomino per i reati commessi in danno del patrimonio comune, anche in via concorrente con l'amministratore.
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Querela singolo condomino: legittima per violazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21862/2024, ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per violazione di domicilio nelle parti comuni di un condominio. Il punto centrale della decisione riguarda la piena legittimità della querela sporta da un singolo condomino. La Corte ha stabilito che ogni proprietario, in quanto titolare del diritto all'inviolabilità del domicilio che si estende alle aree comuni, è persona offesa dal reato e può validamente presentare querela per tutelare il bene comune, senza necessità di un mandato dell'assemblea o dell'intervento dell'amministratore.
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Divisione parti comuni: l’ex alloggio del portiere
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4817/2024, ha affrontato il tema della divisione parti comuni in condominio, specificamente riguardo a un ex alloggio del portiere. La Corte ha stabilito che se la divisione in natura del bene ne compromette la destinazione d'uso originaria (in questo caso, abitativa), il bene deve considerarsi indivisibile. Di conseguenza, è stata confermata l'assegnazione dell'intera proprietà a uno dei comproprietari, con conguaglio economico per l'altro, chiarendo l'applicazione dell'art. 1119 c.c. dopo la riforma del condominio.
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Cambio destinazione d’uso in condominio: i limiti
Un condomino si opponeva al cambio destinazione d'uso di un appartamento, trasformato in magazzino a servizio di un'attività commerciale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che un'eventuale illegittimità urbanistica non conferisce automaticamente al singolo condomino il diritto di chiederne la cessazione. Inoltre, l'aumento del traffico nelle parti comuni (scale, ascensore) è stato qualificato come 'uso più intenso', lecito ai sensi dell'art. 1102 c.c., e non come un'illegittima modifica della loro destinazione.
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Querela del singolo condomino: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per violazione di domicilio a carico di un soggetto introdottosi nell'autorimessa di un condominio. La sentenza stabilisce che la querela del singolo condomino è pienamente valida per perseguire reati commessi nelle parti comuni, poiché ogni condomino è persona offesa e titolare del diritto di tutelare il bene comune. La Corte ha inoltre ritenuto legittimo il diniego delle pene sostitutive basato sui precedenti penali dell'imputato.
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