LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 110 r.d. n. 773/1931

6 provvedimenti

Esercizio abusivo di scommesse nel club: condanna confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a due anni di reclusione e oltre quattordicimila euro di multa inflitta al gestore di un circolo ricreativo per il reato di esercizio abusivo di scommesse e per la mancata esposizione della tabella dei giochi proibiti. Le autorità avevano sorpreso l'imputato dietro il bancone, intento a gestire un computer collegato a una stampante termica per i pagamenti, senza altre persone presenti con ruoli direttivi. L'uomo ha impugnato la sentenza contestando la motivazione sulla sua responsabilità penale. I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso, poiché mirava a ottenere una nuova valutazione dei fatti già accertati nei precedenti gradi di giudizio, condannando il ricorrente anche al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Opzione regime ordinario IVA: fisco battuto sui giochi
Una società attiva nel settore del gioco lecito ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione finanziaria richiedeva una maggiore IVA e sanzioni per l'anno 2015. La controversia riguardava il calcolo dell'imposta per gli apparecchi da intrattenimento. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'applicazione dell'IVA non è indissolubilmente legata all'imposta sugli intrattenimenti (ISI). Il contribuente ha il diritto di scegliere l'opzione regime ordinario IVA, che svincola il calcolo dalle modalità forfettarie dell'ISI. Inoltre, la scelta del regime ordinario può essere dimostrata anche attraverso comportamenti concreti (comportamenti concludenti) e la tenuta delle scritture contabili, senza necessità di una formale comunicazione preventiva. La Suprema Corte ha quindi accolto il ricorso della società, cassando la sentenza d'appello e rinviando la causa per un nuovo giudizio.
Continua »
Nuova installazione slot machine: contratto o collegamento?
Il Comune sanzionava un bar per aver violato le distanze minime dai luoghi sensibili, contestando una nuova installazione slot machine in base alla sola firma di un nuovo contratto con il gestore dei giochi. L'Esercente si opponeva, sostenendo che gli apparecchi non erano mai stati collegati alla rete telematica dello Stato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Esercente, stabilendo che la semplice firma del contratto non basta a configurare l'illecito amministrativo. Per aversi una nuova installazione slot machine vietata, è infatti indispensabile l'effettivo collegamento materiale dei dispositivi alla rete telematica dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La sentenza d'appello è stata quindi cassata con rinvio per un nuovo esame dei fatti.
Continua »
Agente contabile: chi gestisce incassi per lo Stato?
Una società di gestione museale, concessionaria di spazi in un monumento nazionale, ha contestato l'obbligo di rendicontazione giudiziale, negando la propria qualifica di agente contabile. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che qualsiasi soggetto privato che gestisce servizi pubblici e incassa somme, di cui una parte spetta a un ente pubblico, assume la qualifica di agente contabile ed è soggetto alla giurisdizione della Corte dei Conti, poiché tale attività costituisce maneggio di denaro pubblico.
Continua »
Imposta unica scommesse: chi paga tra CDT e bookmaker?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11716/2024, ha respinto il ricorso di un bookmaker estero e del suo intermediario italiano (Centro Trasmissione Dati), confermando la loro soggezione all'imposta unica scommesse. La Corte ha stabilito che anche gli operatori privi di concessione statale sono tenuti al pagamento del tributo se raccolgono scommesse sul territorio italiano. Per le annualità successive al 2011, il CDT è obbligato principale e il bookmaker è coobbligato in solido. Questa imposizione, secondo i giudici, non viola il diritto dell'Unione Europea, ma garantisce la parità di trattamento fiscale ed evita vantaggi competitivi indebiti per gli operatori non autorizzati.
Continua »
Responsabilità PA per falso affidamento su slot machine
L'Agenzia statale, successore dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, è stata condannata a risarcire i danni subiti da alcuni operatori del settore del gioco. Gli operatori avevano acquistato apparecchi da intrattenimento basandosi su nulla osta rilasciati dall'amministrazione, che si sono poi rivelati non conformi alla legge. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità della PA per aver generato un 'falso affidamento', respingendo la tesi difensiva che la colpa fosse dell'ente terzo incaricato della certificazione tecnica. La Corte ha chiarito che, anche se l'attività di verifica è esternalizzata, la Pubblica Amministrazione rimane direttamente responsabile verso i terzi per i propri atti ufficiali.
Continua »