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Art. 11 prel.

5 provvedimenti

Esdebitazione legge fallimentare: quale norma si applica?
Due imprenditori, dichiarati falliti sotto la vecchia normativa, hanno richiesto la liberazione dai debiti (esdebitazione) dopo l'entrata in vigore del nuovo Codice della Crisi. La Corte di Cassazione ha respinto la loro richiesta, stabilendo che la disciplina applicabile è quella della vecchia legge fallimentare, in quanto l'esdebitazione è parte integrante della procedura concorsuale originaria. Di conseguenza, il diritto all'esdebitazione, già perso per decorrenza dei termini sotto la vecchia legge, non può essere riattivato dalla nuova normativa.
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Eccezione tardiva: inammissibile se sollevata tardi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cliente contro il compenso del proprio avvocato. L'eccezione tardiva, riguardante la presunta violazione degli obblighi informativi professionali, è stata sollevata per la prima volta in una fase avanzata del giudizio di primo grado e poi in appello, configurandosi come un 'novum' processuale non ammissibile. La Corte ha ribadito l'importanza della tempestività nel sollevare le questioni giuridiche, confermando la condanna del cliente al pagamento delle spese legali.
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Amministratore di fatto: responsabilità per debiti
Un contribuente, qualificato come amministratore di fatto di una società, ha impugnato una cartella di pagamento milionaria per imposte non versate. Sosteneva che una precedente sentenza contro la società non potesse estendersi a lui. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo la sua responsabilità personale. La Corte ha chiarito che, essendo l'avviso di accertamento originario stato notificato direttamente a lui in qualità di amministratore di fatto, egli era parte del giudizio precedente. Di conseguenza, la sentenza definitiva (giudicato) era direttamente applicabile nei suoi confronti, confermando il suo obbligo di pagamento.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la prescrizione decennale per le richieste di risarcimento dei medici specializzandi per mancata remunerazione. Il termine decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. n. 370/1999, che ha cristallizzato il diritto al risarcimento per l'inadempimento dello Stato alle direttive europee. L'incertezza sulla giurisdizione o sulla natura dell'azione non sospende la decorrenza del termine.
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Crediti inesistenti: quando scatta la decadenza?
Una società cooperativa si oppone a un atto di recupero per crediti d'imposta utilizzati negli anni 2002, 2003 e 2004, sostenendo la violazione del giudicato e la decadenza del potere impositivo. La Corte di Cassazione chiarisce che l'annullamento di un precedente atto per vizi formali non impedisce una nuova azione fiscale. Tuttavia, accoglie il motivo sulla decadenza, precisando che il termine esteso di otto anni si applica solo ai crediti inesistenti, la cui natura deve essere accertata in concreto, distinguendoli dai crediti non spettanti. La sentenza d'appello viene cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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